Un singolare caso di computer forensics. Ladro d'appartamento usa PC della vittima per collegarsi a facebook durante il furto, lasciando tracce informatiche

Un singolare episodio, rilevante per la casistica di computer forensics ma anche per gli effetti palesi della c.d. “internet-dipendenza”, ha visto come protagonista un ladro di appartamento, che in occasione del furto presso l’abitazione della vittima, rinvenendo un computer acceso, non ha resistito a collegarsi con il proprio account a facebook, il celebre social network, lasciando importanti tracce che hanno consentito la sua identificazione da parte delle forze dell’ordine.

La notizia è stata diffusa da La Stampa.

L’analisi del computer della vittima ritrovato sulla scena del crimine, non trascurata in sede investigativa, ha portato all’identificazione dell’autore del furto. Si tratta di un tipico esempio in cui le tecniche investigative di computer forensics possono portare a risolvere casi concernenti reati tradizionali, che poco hanno a che fare con i reati informatici (cybercrimes, computer crimes o computer related crimes).

 Ovviamente l’individuazione dell’autore del furto a poco serve se le tracce informatiche rinvenute non sono state acquisite secondo determinate procedure che garantiscono l’utilizzabilità della prova nel corso del processo penale.

Sarebbe interessante sapere se gli investigatori abbiano o meno applicato le best practices di computer forensics o, come più di talvolta avviene, si siano lasciati guidare più dal fiuto investigativo e meno dal rigore di chi sa che, a seconda di come si agisce nell’acquisizione della prova informatica e nella sua conservazione fino al dibattimento, dipende l’utilizzabilità della stessa nelle dinamiche processuali.

Di fronte ad una prova informatica compromessa, tuttavia, rimane sempre la possibilità di utilizzare ulteriori elementi probatori, come sembra evincersi dalla lettura dell’articolo sul caso in esame, ove, nella parte conclusiva, si legge che all’indentificazione, resa possibile dalle tracce lasciate sul PC della vittima, ha fatto seguito la perquisizione presso l’abitazione dell’indagato, nella quale è stata ritrovata parte della refurtiva sottratta dall’abitazione del derubato.

In altre parole, la computer forensic è apparsa decisiva nelle indagini ai fini dell’identificazione dell’autore del reato, supportata, sul piano investigativo e probatorio, dai riscontri ottenuti ricorrendo ai più consueti metodi investigativi.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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