Violazione della concorrenza

Antitrust, Windows e Internet Explorer. La decisione della Microsoft nelle more del procedimento per violazione della concorrenza nell’UE

Abbiamo seguito le tappe principali [cfr. 1234] del procedimento incardinato dalla Commissione europea nei confronti della Microsoft per la violazione delle norme sulla concorrenza.

Tali violanzioni sono state ravvisate nell’installazione nativa del browser Internet Explorer all’interno del sistema operativo Windows, approfittando in tal modo della larga diffusione del sistema operativo al fine di garantire la penetrazione nel mercato dei browser, a danno dei software di navigazione concorrenti.

Nell’ambito del procedimento antitrust, la Microsoft, dopo aver reso tecnicamente possibile, in fase di installazione del sistema operativo, la mancata installazione del browser mediante operazione di spunta [cfr. immagini] ha comunque reso le proprie osservazione agli addebiti sollevati a suo carico, seppur dopo taluni differimenti del termine inizialmente previsto per il deposito.

Il contenuto delle dichiarazioni della Microsoft, però, in una prima fase non è stato rivelato.

Solo recentemente si è potuto apprendere la decisione della Microsoft di commercializzare il sistema operativo Windows 7 senza il browser Internet Explorer preinstallato.

Come riferito da La Stampa, infatti, tutto ciò è

«per rispondere alle critiche delle autorità dell’Unione europea, che ritengono lesivo della concorrenza il comportamento finora tenuto dalla Microsoft di privilegiare il proprio programma di navigazione per il Web»,

anche se, riprende l’articolo citato,

«Dopo l’annuncio, la Commissione Ue ha ricordato che è ancora in corso la sua ricognizione sul comportamento della multinazionale del software.

Nel caso fosse riconosciuta ufficialmente la lesione della concorrenza non sarebbe sufficiente non dotare il sistema operativo di alcun navigatore Web, bensì occorrerebbe che Microsoft offrisse diverse alternative concrete, come i browser «alieni» Safari, Firefox, Chrome e Opera».

Vedremo come la Commissione europea concluderà il procedimento.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Antitrust, Windows e browser. Prorogato di una settimana il termine concesso dall’UE alla Microsft

Oggi Microsoft avrebbe dovuto presentare le proprie osservazioni in relazione al procedimento relativo all’asserita violazione delle norme sulla concorrenza nel mercato europeo, attivato dall’UE.

Sul punto avevo già riferito in altri post [1 e 2], a cui rinvio.

Ricordo che la questione riguarda (dopo le vicenda dei players multimediali che alal Microsoft è già costata un’amara sanzione in passato), l’installazione automatica del browser Internet Explorer in uno con il sistema operativo della Microsft, con la conseguenza che la Microsoft, approfittando delal diffusione del proprio sistema operativo, impedirebbe di fatto alle società concorrenti di veder utilizzato il loro brwoser da parte di un elevato numero di utenti.

La Microsfot, come già detto e segnalato (si vedano anche le immagini indicate nel precedente mio post), ha pensato di inserire la facoltà tecnica, per l’utente, di procedere alla volontaria eliminazione del Broser IE (internet Explorer), mediante una semplice operazione di spunta su un appostio «flag» (sul punto si veda anche questo resoconto)

La vicenda ha portato ad esternazioni accorate da parte dei concorrenti della Microsoft, anche a seguito della predetta operazione, che non sembra abbia risolto il problema legato alla possibile alterazione della posizione concorrenziale. A molti è apparso come un tentativo volto ad evitare la sanzione, ma senza risolvere sostanzialmente il problema sollevato in sede comunitaria.

Intanto il termine per le repliche della Microsoft alle contestazioni, già prorogato, è stato differito di un’altra settimana (dal 21 aprile, oggi, al 28 dello stesso mese).

Continuiamo a seguire la vicenda. Sarebbe interessante leggere le argomentazioni difensive.

Fabio Bravo

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