Video

Processo civile telematico. Video Tutorial

Ho selezionato di seguito alcuni video tutorial (dal taglio pratico) sul processo civile telematico, che reputo particolarmente utili per chi si approccia nella prassi ai principali adempimenti operativi.

Fabio Bravo | www.fabiobravo.it

1) Deposito di ricorso per decreto ingiuntivo con delega e allegati (simulazione)

 

2) Memorie ex art. 183 c.p.c.

 

3) Formato di atti e documenti

 

4) Deposito della “busta” senza redattore atti (tramite PEC)

 

5) Deposito CTU

Cookies. Video informativo del Garante Privacy

Il Garante in materia di protezione dei dati personali sta portando avanti una campagna informativa in tema di cookies mediante un efficace video, ripreso anche tramite diverse testate giornalistiche. Per contribuire alla sua diffusione viene riproposto anche di seguito.

La Notte della Rete (diretta streaming video)

Qui è possibile seguire la diretta video in streaming


Online video chat by Ustream

La sopravvivenza del referendum sul nucleare

ReferendumNuclueare.info

Si è ipotizzato che l’emendamento al decreto omnibus possa aver fatto vacillare l’appuntamento referendario sul nucleare.  A me sembra che il referendum debba sopravvivere: il popolo deve potersi esprimere e l’esercizio diretto della sua sovranità, tanto invocata per legittimare la supremazia del parlamento, deve essergli consentita.

Al riguardo Vi segnalo l’interessante contributo, dal titolo “Emendamento al Decreto Omnibus e Referendum Nucleare: prime considerazioni di teoria generale applicata“, che mi è stato inviato per la pubblicazione sul sito del progetto “ReferendumNucleare.info” da Donatello Puliatti (avvocato, docente a contratto di “Deontologia Professionale, Logica giuridica ed Argomentazione forense” presso la Facoltà di Giurisprudenza di Messina).

Il contributo presenta un’analisi giuridica accurata.

Con l’occasione segnalo che sul sito di progetto (ReferendumNucleare.info) sono stati caricati altri materiali utili, nelle seguenti sezioni: documenti, interviste, video.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Tribunale di Roma: dopo Google e YouTube, ora è il turno di Yahoo!

Dopo la sentenza milanese sul caso Google vs. Vividown e le ordinanze cautelari, anche in sede di reclamo, sul caso Google-YouTube vs. RTI, ora il Tribunale romano si pronuncia nella controversia che vede contrapposta Yahoo! a Open Gate Italia, in rappresentanza della società di produzione cinematografica PFA.

A Yahoo! si è contestata l’attività di linking a siti contenenti video presenti in rete illecitamente, in quanto diffusi senza il consenso del titolare dei diritti sull’opera.

Come riportato da il Velino,

La Nona Sezione del Tribunale di Roma “inibisce a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film ‘About Elly’ mediante il collegamento a mezzo dell’omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera, diversi dal sito ufficiale del film”.

 

La notizia è stata diffusa per Repubblica da Longo, il quale parla di “sentenza”. Nell’attesa di vedere il testo del provvedimento, accoglierei con elasticità il termine sentenza, dato che potrebbe a ragioni trattarsi di ordinanza resa in sede cautelare (reclamabile e, comunque, suscettibile di essere rivista nel merito con la successiva sentenza, ove il giudizio cautelare sia stato incardinato in corso di causa oppure ove sia stato incardinato ante causam e si decidesse per la riassunzione nel merito).

In questa fattispecie si profilano delel novità:
a) sarebbe stato concesso una inibitoria per attività di linking a materiale asseritamente illecito;
b) sarebbe stata accertata, quantomeno sotto il profilo del “fumus” tipico dei procedimenti cautelari, la responsabilità di un “motore di ricerca” e non di un fornitore di servizi di “hosting”.

Dalla ricostruzione di alessandro Longo apprendiamo (con l’accortezza di prendere in maniera elastica il concetto di “sentenza”):

(1)

“La nona Sezione del Tribunale di Roma “inibisce a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film ‘About Elly’ mediante il collegamento a mezzo dell’omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera, diversi dal sito ufficiale del film”. Dunque i giudici obbligano Yahoo! a offrire, nei risultati, solo risultati “ufficiali”.”

(2)

“Il giudice ha riconosciuto che i motori di ricerca non possano esercitare “un controllo preventivo sui contenuti dei siti sorgente a cui è effettuato il link“.

(3)

“Nondimeno, ha deciso in tal senso perché Yahoo! sapeva della violazione del copyright ma non ha rimosso comunque i link ai siti pirata. Per questo motivo il giudice ne ha riconosciuto la responsabilità“.

(4)

La società di produzione cinematografica PFA, che distribuisce il film in Italia, aveva infatti mandato a Yahoo! una diffida, senza successo, chiedendo di ripulire i risultati della ricerca dai “siti riproducenti in tutto o in parte l’opera diversi dal sito ufficiale del film“, si legge ancora nella sentenza. E’ intervenuta quindi Open Gate Italia, società che segue le controversie sul copyright, portando avanti la causa in rappresentanza di Pfa. Open Gate ha fatto notare al tribunale che, facendo una ricerca con le parole “About Elly” su Yahoo!, il sito ufficiale del film non era nemmeno tra le prime posizioni, scalzato da link a pagine che consentivano di scaricare il film.”

Si noti la straordinaria coincidenza con lo schema preso a base delle decisioni rese con ordinanza dal Tribunale di Roma sul caso RTI-Google/YouTube.

In entrambi i casi il titolare dei diritti manda una diffida per contestare la violazione. La contestazione, a quanto consta (almeno nel caso RTI-Google/YouTube) appare generica, ossia non ha indicazione esatta degli URL a cui corrispondere il materiale o il link da rimuovere.

Dalla diffida il Provider, secondo tale schema, può rendersi conto della presenza o meno delle violazioni.

Prima della diffida non ha un obbligo di controllo. Dopo la diffida, essendo in grado di acquisire consapevolezza della violazione, scattano i meccanismi di responsabilità, anche prima che venga attivata la richiesta di rimozione tramite l’autorità giudiziaria (o quella amministrativa) ai sensi del d.lgs. 70/2003 sul commercio elettronico.

Sorprende, invero, le possibilità di estensione delle responsabilità se, come sta avvenendo, si assesta questo modello. Occorre estrema cautela nell’applicazione del principi giuridici emergenti dalla recente giurisprudenza.

La materia dovrà essere quanto prima aggiornata a livello normativo, attraverso il processo di revisione della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico.

Ritornerò quanto prima su tale argomento, attendendo il deposito del provvedimento in questione, comprensivo delle motivazioni.

Fabio Bravo

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Le nuove frontiere della videosorveglianza

Mi hanno colpito i risultati delle nuove ricerche del DARPA nell’ambito del NAV (Nano Air Vehicle) Program. Il filmato mostra un uccello telecomandato con un sistema di videosorveglizna integrato.

Nel video sopra proposto è possibile vedere sia il volo del NAV, sia (con Pitch-in-Pitch) il risultato della ripresa di video effettuata dalla telecamera installata sul NAV medesimo.

Fabio Bravo

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Referendum Nucleare. Ti fidi della tecnologia? Allora ascoltala!

Da oggi è on-line (su www.referendumnucleare.info) la campagna di comunicazione, di informazione e di responsabilità sociale sul referendum abrogativo della legge che intende reintrodurre le centrali nucleari in Italia (Aggiornamento: ora anche su YouTube).

Votare sì per l’abrogazione del nucleare non ha colore politico, ma è un gesto di responsabilità sociale.

La comunicazione è incentrata su un testimonial di nome Clear, che è una donna Cyborg addetta alle centrali nucleari del futuro, tornata nel 2011 per avvisarci di ripensare alla scelta del nucleare.

Alla comunicazione spot tramite Avatar vi sono ulteriori strumenti di approfondimento, tra cui i link a molte inchieste sul nucleare ed a diversi documenti utili.

Per chi intendesse contribuire alla diffusione della campagna, in un’ottica di responsabilità sociale e di impegno civico, indipendentemente dal credo politico, sul sito ci sono i codici html per importare sul proprio sito i video, l’avatar parlante, i banner su sfondo nero.

Prossimamente verranno caricati altri banner, su sfondo bianco

Aggiornamento: ora sono disponibili anche i banner su sfondo bianco. A questo link ho riportato i nuovi  codici html per importare gli oggetti sul Vostro sito [video in flash, video su YouTube, diversi banner su sfondo nero e su sfondo bianco].

L’idea parte proprio dalla campagna di Forum Nucleare con la quale stimolava il destinatario a chiedersi se si fida o meno della tecnologia.

La domanda era malposta ed aveva un chiaro intento provocatorio. A tale domanda va data una risposta.

Perché non far parlare direttamente la tecnologia?

La scelta è ricaduta su un avatar cyborg, che fornisce una risposta immediata, alla quale si affiancano risposte più meditate, di approfondimento, rimesse alle inchieste e agli articoli di approfondimento presenti in rete.

Fabio Bravo

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Robonaut 2. La robotica va avanti

La robotica sta facendo passi notevoli. Robonaut 2 è frutto dell’attività di ricerca della NASA in partnership con GM. Notate la capacità di precisione dei movimenti del robot, in grado di maneggiare anche la carta senza romperla o di stringere una mano senza fare male e, quando serve, di impiegare una forza sovrumana.

Nel casco sono installate telecamere in grado di “vedere” anche di notte, individuare oggetti e persone ferme ed in movimento, interagire con loro.

Sul sito della NASA è disponibile la presentazione interattiva di Robonaut 2. e la scheda con le caratteristiche.

Il passaggio dall’impiego aerospaziale dei robot umanoidi a quello civile, nella vita quotidiana sulla terra, è breve. Andranno ripensate le norme giuridiche e risolte alcune questione etiche. Occorrerà anche essere preparati culturalmente all’impatto che tali tecnologie avranno sul tessuto sociale (ad esempio in ambito familiare ed in quello lavorativo).

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Censurato su YouTube il video di Saviano "Saviano: La legge bavaglio difende la privacy del potere"?

Sono sorti dubbi sulla censura del videoappello di Milena Gabanelli su Facebook. Ora noto che il video di Roberto Saviano dal titolo “Saviano: La legge bavaglio difende la privacy del potere” è stato rimosso da YouTube. Al suo posto si vede una schermata nera accompagnata dalla seguente scritta:

“Questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d’uso”.

Rimane in calce all’immagine il testo che originariamente accompagnava il video:

“La legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere repubblica.it”

Il video in questione era ospitato anche sulla piattaforma “apni community – video internet search“. Clickando sull”immagine, sopra riprodotta, si apre il link che avrebbe dovuto riconduce al video originariamente caricato su YouTube. Aspettando il caricamento della pagina ci si trova, invece, di fronte alla pagina di YouTube che reca questa scritta:

Il video è stato riproposto, sempre con YouTube, modificando leggermente il titolo, mediante l’aggiunta del nome “Roberto” prima del cognome “Saviano” e della parola “solo” prima di “privacy”:

Ritornerò sul tema in questione, di intersezione tra diritto fondamentale della privacy, intercettazioni e tecniche investigative, giornalismo d’inchiesta, politica e potere, con altri post.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Clonati 14 embrioni umani. Il video

Secondo le notizie diramate dagli organi di stampa, ad opera di un andrologo cipriota naturalizzato americano (Panayiotis Zavos), sarebbero stati già clonati 14 embrioni umani, di cui 11 sarebbero stati trasferiti ed impiantati negli uteri di 4 donne. La notizia è stata diffusa da The Independent e ripresa da La Repubblica.

La clonazione addirittura sarebbe stata oggetto di una videoripresa, al fine di documentare tutta l’operazione. Ecco il link al filmato relativo alle operazioni svolte prima dell’impianto in utero.

Si tenga conto, al riguardo, che già nel 2004 lo stesso medico diede un annuncio simile, affermando di aver impiantato nell’utero di una donna un embrione umano clonato, ma, non avendo prove delle sue affermazioni, non riuscì a contrastare le critiche avanzate con scetticismo dal mondo scientifico.

Addirittura, secondo il resoconto di La Repubblica, l’andrologo amerciano avrebbe dato l’annuncio anche di

«aver prodotto embrioni clonati da tre persone morte, inclusa una bambina statunitense di dieci anni di nome Cady morta in un incidente automobilistico. La decisione sarebbe stata presa da Zavos su richiesta dei familiari delle vittime».

Le legislazioni nazionali presentano evidenti posizioni contrastanti da Paese a Paese, così gli interventi tecnici di clonazione umana possono essere effettuati in Paesi in cui la stessa non è considerata punibile dalla legge come reato (es. nel Medio Oriente).

Dalla medesima fonte vengono spiegati alcuni particolari della clonazione, là dove si precisa come l’andrologo abbia dichiarato che

«alcuni degli embrioni clonati si sono sviluppati fino ad uno stadio di 4 cellule prima di essere trasferiti, ma altri si sono sviluppati fino ad uno stadio di 32 cellule definito “morula”».

Si ripresenta inquietante l’interrogativo etico che la società, la politica ed il diritto devono affrontare, evitando che sia la tecnologia (e chi la controlla) a dettare le regole della società civile.

E’ chiaro che si sta affermando una società tecnocratica, la quale ha come parametri di riferimento prioritario le possibilità scientifiche e non gli effetti dell’uso di tali tecniche sulla società.

Le finalità, normalmente, vengono infarcite di buoni propositi, come dichiara lo stesso andrologo il quale afferma, stando a quanto riportata nuovamente dall’articolo de La Repubblica, che

«La mia ambizione è aiutare le persone».

L’impatto della tecnologia sulla società, anche in tema di biotecnologie e biogenetica, non può essere misurato sulla base degli effetti immediati sulla vita dei singoli, ma va valutato in una visione globale, che coinvolge l’intera società.

Il mondo della politica e del diritto e l’intero mondo scientifico, compreso quello delle scienze umane e sociali, deve dare una risposta chiara, pronta, senza aspettare che sia definitivamente troppo tardi.

Purtroppo, le aspettative non sono delle più rosee, sia per l’estrema difficoltà di rendere universali i principi che dovrebbero disciplinare (nel senso di vietare), la clonazione umana sia per l’impossibilità di rendere cogente l’affermazione di detti principi, anche qualora dovessero essere universalmente riconosciuti.

Molte volte, come in questo caso, si verifica che, per raggiungere risultati scientifici non consentiti dalla legislazione di uno Stato, ci si rivolge a laboratori stranieri, appositamente ubicati in Pasesi sprovvisti di legislazione di settore o con una legislazione assolutamente permissiva.

Alcune riflessioni critiche possono sorgere rileggando, dopo più di sette anni, l’articolo di Gianfranco Bangone, apparso il 19 febbraio 2002 su Panorama con il titolo «Teneteli d’occhio: cloneranno un uomo». Nella parte finale dell’articolo si legge proprio il nome di Zavos, unitamente a quello dell’italiano Severino Antinori.

Quale futuro ci attende?

Fabio Bravo

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