vendita on-line di farmaci

Google e la pubblicità di attività illecita (e i proventi incassati)

Un interessante articolo del Corriere.it dal titolo “Profitti da pubblicità illegali, Google nel mirino“, di Martina Pennisi, mette in luce alcuni recenti casi di particolare rilevanza, segnalati dalla BBC:

a) il primo caso riguarda

 

“AdWords. Il programma mette a disposizione spazi pubblicitari abbinati ai risultati del motore di ricerca di Mountain View e finisce periodicamente nell’occhio del ciclone per la visibilità concessa ad attività illecite.

L’ultimo caso in ordine di tempo è relativo alla vendita dei biglietti per le Olimpiadi di Londra della prossima estate: è stata la Bbc, su indicazione di un’ascoltatrice del programma5 live Investigates, a segnalare la presenza in testa alle ricerche sponsorizzate di un portale non autorizzato alla vendita di ingressi per la manifestazione sportiva“.

Uno dei punti critici maggiori riguarda il senso di fiducia ingenerato nei fruitori del motore di ricerca per via del posizionamento in testa ai risultati del noto search engine:

Fidandosi della priorità data da Big G al sito LiveOlympicTickets, la donna ha sborsato 750 sterline per seguire i 1.500 metri, ma non ha ricevuto i due biglietti e rischia di perdere il denaro”.

 

Le repliche di Google rese al Corriere.it:

Google, come ha fatto notare all’internauta stessa in cerca di risposte, chiarisce a Corriere.ti che esistono «una serie di regole che illustrano quali annunci pubblicitari possono e quali non possono comparire su Google e vengono applicate e fatte rispettare sia da sistemi automatizzati sia da persone». «Di recente – spiega facendo riferimento al caso in questione – grazie al lavoro effettuato con la polizia, abbiamo rimosso alcuni annunci relativi ai biglietti delle prossime Olimpiadi che violavano tali regole»”.

 

La questione degli introiti:

“Gli introiti ottenuti nei cinque giorni in cui la società fraudolenta, che avendo sede fuori dai confini britannici non è stata ancora intercettata dalle autorità, ha beneficiato dell’involontaria (ma pagata) esposizione rimangono nelle casse del colosso californiano e la polemica monta ulteriormente”.

***

b) il secondo caso riguarda le farmacie canadesi e la normativa statunitense che impone restrizioni alla vendita di medicinali on-line:

“Un caso analogo risalente allo scorso agosto è costato a Google 500 milioni di dollari, cifra versata nelle casse del governo Usa per aver permesso a farmacie canadesi di pubblicizzare la vendita online di medicinali agli internauti statunitensi. La legge a stelle strisce impedisce l’importazione dal Canada di medicine alla stressa stregua, nella specifica situazione di peso (economico) ovviamente inferiore, in cui il London Olympic and Paralympic Act del 2006 si scaglia contro i venditori abusivi di biglietti. “

L’apertura delle farmacie on-line in Italia

L’ANSA ha diramato la notizia secondo cui il Ministro Fazio starebbe pensando di consentire anche in Italia l’apertura di farmacie on-line.

La notizia è stata ripresa anche da La Stampa, ove si legge:

«Non escludo l’ipotesi che anche l’Italia, a fronte di precise garanzie, possa dare via libera alle farmacie on-line, solo ed esclusivamente per la vendita di farmaci senza ricetta». Lo ha detto al suo arrivo a Bruxelles il ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, in occasione del Consiglio dei Ministri della Salute europei, sotto la neopresidenza Belga dell’Unione Europea.

La regolarizzazione delle farmacie on-line in Europa è in discussione informalmente in sede comunitaria oggi a Bruxelles. La posizione dell’Italia, prima di netta chiusura, «potrebbe quindi ammorbidirsi».

Per chi volesse approfondire il tema sulla disciplina delal vendita on-line di prodotti farmaceutici per uso umano, rimando a questo saggio, che ho pubblicato tempo addietro:

  • Fabio Bravo, La vendita via Internet di prodotti farmaceutici per uso umano, in G. Capilli (a cura di), Casi scelti in tema di diritto privato europeo (con Prefazione di G. Alpa), Padova, Cedam, 2005, pp. 291-319.

Su tale argomento, per chi ha modo di accedervi, ho registrato un’apposita lezione in e-learning per il Master in “Diritto delle nuove tecnologie e informatica giuridica” all’Università di Bologna.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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