UE

Il vertice di Toledo e la decisione sui body scanner

Durante il vertice di Toledo svoltosi nei giorni scorsi, l’UE ha deciso di attendere l’esito degli studi sugli effetti dei body scanner sulla salute, al fine di scongiurare eventuali pericoli. Come preannunziato tempo addietro, tuttavia, Maroni pare sia intenzionato a voler avviare ugualmente l’installazione dei body scanner nei tre aeroporti italiani di Roma, Milano e Venezia.

Oltre alla lesione della salute, i rischi legati all’introduzione dei body scanner riguardano anche il problema dell’aggressione alla dignità umana ed alla privacy.

I body scanner, tra l’altro, possono memorizzare le immagini ed i suoni (compreso le voci) emessi all’interno della cabina e, anche ove ciò  fosse vietato ex lege, non è detto che poi non vi siano casi in cui immagini e audio non vengano salvati lo stesso.

La storia ci insegna. Si ricorderà, ad esempio, che in occasione dei noti episodi dell’11 settembre, sono stati resi pubblici i contenuti degli sms inviati e ricevuti dai soggetti coinvolti nella strage, non solo dopo il momento dell’attentato, ma anche ore prima. Chi sorveglia i cittadini, chi memorizza i dati, chi li veiola ai media consentendone la diffusione?

Con i body scanner potrebbe avvenire la stessa cosa con immagni e audio regstrati anche senza autorizzazioni o in violazione di norme di legge. L’introduzione dei body sanner, poi, potrebbe rivelarsi totalmente inefficace per via delle numerose possibilità di aggiramento, dato che, com’è noto, le cavità corporee non possono essere controllate con tali strumenti.

Come già sostenuto, le strategie di contrasto per la lotta al terrorismo negli aeroporti, in altre parole, potrebbero percorrere altre strade.

Fabio Bravo

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Antitrust e preinstallazione del browser sul sistema operativo windows. Le soluzioni della Microsoft accettate dall'UE

Nel post di ieri segnalavo l’apertura della Commissione europea alla Microsoft in relazione al rischio di violazione delle norme antistrust in occasione della diffusione della nuova versione di windows con preinstallato il noto browser delal Microsoft Internet Explorer.

Rimando agli articoli già scritti su questo blog per gli approfondimenti e per ripercorrere la strada che ha condotto alla soluzione che si affaccia in questi giorni.

La soluzione che ora si prospetta è stata riportata in una recente pagina de la Repubblica, ove si precisa che la

Microsoft ha proposto di lasciare ai produttori di computer la scelta sul tipo di browser predefinito da installare, laddove prima Explorer era l’unica opzione. E Bruxelles “non tollererà pressioni sui produttori”.

Anche i vecchi utenti, cioè quelli hanno già un pc con IE installato di default, avranno la possibilità di scegliere: su ogni pc apparirà una finestra con i diversi navigatori (i più diffusi, dopo IE, sono Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera) e due opzioni: ‘maggiori informazioni’ o ‘installa’. E se ne potrà anche installare più di uno.

“Tutti gli utenti potranno decidere da soli, Microsoft ha riconosciuto il principio della libera scelta e questo è un passo nella giusta direzione”, ha detto oggi il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes. La Commissione, che oggi ha approvato l’ipotesi della casa di Redmond, deve ora consultarsi anche con i concorrenti del colosso informatico. Se anche loro daranno parere positivo (hanno un mese di tempo per rispondere), Microsoft dovrà equipaggiare i computer venduti in Europa secondo le nuove regole. L’accordo, vincolante, durerà cinque anni.

Fabio Bravo

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Antitrust, UE e Microsoft. Recente apertura di Bruxelles alla casa di Redmond

Sulla pretesa violazione da parte di Microsoft, nel mercato europeo, delle norme regolanti il regime di concorrenza tra le imprese,  l’UE era intervenuta con vigore, temendo che la casa di Redmond potesse approfittare della posizione raggiunta sul mercato dal proprio sistema operativo per veicolare tramite esso il browser Internet Explorer, che si assesterebbe di fatto sul mercato non perché migliore rispetto ad altri browser concorrenti e a tal fine scelto dagli utenti, ma perché, essendo preinstallato, questi ultimi finirebbero per usarlo comunque.

Il rapporto tra browser e sistema operativo è stato pertanto oggetto di forti attenzioni da parte delle istituzioni comunitarie, nel timore che si potesse ripetere quanto tempo addietro avvenne per il mercato del music/video players.

Ora si apprende, da un comunicato dell’ANSA, che gli sforzi di adeguamento fatti dalla Microsoft per venire incontro alle esigenze manifestate dalal Commissione europea sarebbero tali da eliminare il rischio di abuso di posizione dominante.

Purtroppo non è possibile scorgere informazioni tecniche di maggior dettaglio dalla notizia diramata. Vedremo come si evolveranno le cose.

Fabio Bravo

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Antitrust e browser preinstallati sul sistema operativo. Aggiornamento sul caso Microsoft

Segnalo questo aggiornamento, da La Stampa, sul caso Microsoft relativo alle violazioni della concorrenza contestate dalla Commissione europea con riferimento al browser Internet Explorer installato sul sistema operativo Windows.

Mi sono intrattenuto più volte sull’argomento in altri post presenti su questo blog.

I tentativi della Microsft sembrano volti a definire una soluzione che possa rispettare le aspettative dell’UE prima che venga comminata un’eventuale sanzione.

Occorrerà vedere l’esito del procedimento, che stiamo attendendo, per fare più concrete considerazioni.

Fabio Bravo

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Antitrust, Windows e Internet Explorer. La decisione della Microsoft nelle more del procedimento per violazione della concorrenza nell’UE

Abbiamo seguito le tappe principali [cfr. 1234] del procedimento incardinato dalla Commissione europea nei confronti della Microsoft per la violazione delle norme sulla concorrenza.

Tali violanzioni sono state ravvisate nell’installazione nativa del browser Internet Explorer all’interno del sistema operativo Windows, approfittando in tal modo della larga diffusione del sistema operativo al fine di garantire la penetrazione nel mercato dei browser, a danno dei software di navigazione concorrenti.

Nell’ambito del procedimento antitrust, la Microsoft, dopo aver reso tecnicamente possibile, in fase di installazione del sistema operativo, la mancata installazione del browser mediante operazione di spunta [cfr. immagini] ha comunque reso le proprie osservazione agli addebiti sollevati a suo carico, seppur dopo taluni differimenti del termine inizialmente previsto per il deposito.

Il contenuto delle dichiarazioni della Microsoft, però, in una prima fase non è stato rivelato.

Solo recentemente si è potuto apprendere la decisione della Microsoft di commercializzare il sistema operativo Windows 7 senza il browser Internet Explorer preinstallato.

Come riferito da La Stampa, infatti, tutto ciò è

«per rispondere alle critiche delle autorità dell’Unione europea, che ritengono lesivo della concorrenza il comportamento finora tenuto dalla Microsoft di privilegiare il proprio programma di navigazione per il Web»,

anche se, riprende l’articolo citato,

«Dopo l’annuncio, la Commissione Ue ha ricordato che è ancora in corso la sua ricognizione sul comportamento della multinazionale del software.

Nel caso fosse riconosciuta ufficialmente la lesione della concorrenza non sarebbe sufficiente non dotare il sistema operativo di alcun navigatore Web, bensì occorrerebbe che Microsoft offrisse diverse alternative concrete, come i browser «alieni» Safari, Firefox, Chrome e Opera».

Vedremo come la Commissione europea concluderà il procedimento.

Fabio Bravo

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Intel, antitrust ed UE. Multa record di 1,06 Mld

Una nuova pagina in tema di violazione della concorrenza sul mercato è stata scritta nel settore tecnologico dall’Intel, che si è vista comminare la sanzione più alevata che l’UE abbia mai inflitto.

Si tratta della somma di Euro 1,06 Mld per l’illecito anticoncorrenziale posto in essere nel mercato europeo ai danni di altri competitors, nonché dei consumatori e, in generale, del buon andamento del mercato e del progresso tecnologico.

Per un approfondimento si rinvia all’articolo de la Repubblica.

Quanto alle motivazioni, tale fonte riporta che

“La Commissione – si legge infatti nel comunicato – ha ritenuto che l’Intel abbia fatto ricorso a due specifiche forme di pratiche illegali. Primo, Intel ha dato sconti integralmente o parzialmente occulti a fabbricanti di computer a condizione che le acquistassero la totalità o la quasi totalità dei processori x86 di cui avevano bisogno”.

Inoltre, si legge ancora nel comunicato, “Intel ha effettuato pagamenti diretti in favore di un grande distributore a condizione che questo vendesse esclusivamente computer dotati di processori x86. Questi sconti e pagamenti hanno effettivamente impedito ai clienti, e, in fin dei conti, ai consumatori, di rivolgersi a prodotti alternativi”.

Infine, “Intel ha effettuato pagamenti diretti a favore di fabbricanti di computer allo scopo di arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti processori di tipo x86 dei concorrenti e di limitare i circuiti di vendita utilizzati da questo prodotti”. La Commissione cita tra i fabbricanti di computer coinvolti Acer, Dell, Hp, Lenovo e Nec. Il distributore è Media Saturn Holding, proprietario della catena MediaMarkt (in Italia MediaWorld).

E quindi, secondo l’Antitrust Ue, “riducendo la capacità dei concorrenti di fare concorrenza attraverso la qualità intrinseca dei loro prodotto, le azioni di Intel hanno minato la concorrenza e l’innovazione”.

Se si tiene a mente che, sempre per violazione della disciplina antitrust, il primato della sanzione più elevata spettava alla Microsoft (899 milioni di euro nel 2008), si comprende bene l’incidenza che le pratiche anticoncorrenziali hanno nel mercato IT.

Fabio Bravo

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Antistrust sul caso Explorer. La risposta di Microsft alla Commissione europea

Dopo la proroga di una settimana, è venuta in scadenza il termine concesso alla Microsoft per replicare, con proprie memorie, alle accuse di violazione delle norme sulla concorrenza in relazione alla presenza del proprio browser Internet Explorer nel sistema operativo Windows, che di fatto esclude dal mercato i browser concorrenti [si vedano, per approfondimenti, questi post: 123].

Con un comunicato del 29 aprile 2009 la Microsoft, il cui contenuto è riportato in un articolo pubblicato su Wall Street Italia, ha dato conferma di aver presentato una risposta formale alle contestazioni avanzate dalla Commissione europea.

Precisa tale articolo che

«Il gruppo di Redmond può anche chiedere di ottenere un’audizione prima che i funzionari europei prendano una decisione finale che potrebbe costare all’azienda un’ammenda pari al 10% dei suoi ricavi globali annuali. (…)»

Peraltro, come è stato precisato da altra fonte,

«Il contenuto della deposizione scritta della compagnia americana non è stato rivelato»

Sarà interessante conoscere le motivazioni, su cui avremo modo di riflettere.

Fabio Bravo

Antitrust, Windows e browser. Prorogato di una settimana il termine concesso dall’UE alla Microsft

Oggi Microsoft avrebbe dovuto presentare le proprie osservazioni in relazione al procedimento relativo all’asserita violazione delle norme sulla concorrenza nel mercato europeo, attivato dall’UE.

Sul punto avevo già riferito in altri post [1 e 2], a cui rinvio.

Ricordo che la questione riguarda (dopo le vicenda dei players multimediali che alal Microsoft è già costata un’amara sanzione in passato), l’installazione automatica del browser Internet Explorer in uno con il sistema operativo della Microsft, con la conseguenza che la Microsoft, approfittando delal diffusione del proprio sistema operativo, impedirebbe di fatto alle società concorrenti di veder utilizzato il loro brwoser da parte di un elevato numero di utenti.

La Microsfot, come già detto e segnalato (si vedano anche le immagini indicate nel precedente mio post), ha pensato di inserire la facoltà tecnica, per l’utente, di procedere alla volontaria eliminazione del Broser IE (internet Explorer), mediante una semplice operazione di spunta su un appostio «flag» (sul punto si veda anche questo resoconto)

La vicenda ha portato ad esternazioni accorate da parte dei concorrenti della Microsoft, anche a seguito della predetta operazione, che non sembra abbia risolto il problema legato alla possibile alterazione della posizione concorrenziale. A molti è apparso come un tentativo volto ad evitare la sanzione, ma senza risolvere sostanzialmente il problema sollevato in sede comunitaria.

Intanto il termine per le repliche della Microsoft alle contestazioni, già prorogato, è stato differito di un’altra settimana (dal 21 aprile, oggi, al 28 dello stesso mese).

Continuiamo a seguire la vicenda. Sarebbe interessante leggere le argomentazioni difensive.

Fabio Bravo

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