Strong Copyleft

La posizione dominante della GPL v3 nel mercato delle licenze open source. Il caso Notre-DAM

Mi ero già espresso sul problema relativo al modello di strong copyleft della GPL, ottimo per l’affermazione della licenza, ma pericolosamente illiberale ed anticoncorrenziale in questa fase di affermazione dell’open source:

Va ricordato che la GPL ha un effetto virale gestito da una clausola strutturata secondo il modello di strong copyleft, che, utile nella prima fase di affermazione della licenza ed idonea al raggiungimento dei suoi obiettivi (affermazione delle libertà predicate dalla Free Software Foundation – FSF) , finisce paradossalmente ora per avere un effetto drasticamente anticoncorrenziale sulla scelta di licenze open source alternative, pur indirizzate al raggiungimento del medesimo obiettivo.

In altre parole, le libertà che la FSF pratica in favore del codice sorgente vengono negate per la licenza, che costituisce in un certo qual senso il “codice sorgente” in cui sono contenute le “istruzioni” (clausole) per l’uso del software.

A differenza di quanto avviene per il software, con la licenza GPL si ha paradossalmente una politica di tipo “proprietario” che, in forza della posizione dominante raggiunta sul mercato delle licenze open source, porta al problema del conflitto tra licenze open source (costringendo ad esempio i progetti nati sotto altra licenza open, come la EUPL, e che vogliono integrare porzioni di codice in GPL, ad abdicare la licenza di origine in favore della GPL, con sacrificio della libertà nell’uso della scelta delle licenze per la gestione dei rapporti tra licenziante e licenziatari).

Uno dei casi in cui si è verificato il problema sopra denunciato concerne il software Notre-DAM (The open-source Digital Asset Management platform).

Il progetto era originariamente in EUPL.

Successivamente, come mi è stato spiegato dall’Ing. Maurizio Agelli che lavora al progetto, Notre-DAM ha dovuto abbandonare la licenza EUPL per migrare forzatamante alla GPL v3,  poiché per la piattaforma era stato adottata, nell’interfaccia, la libreria EXT-JS, licenziata da Sencha sotto GPL v3.

Per comprendere l’impatto della posizione dominante della GPL 3 nel mercato delle licenze, ricordo le osservazioni spontanee di chi lavora nel Management Team del progetto EXT-JS, ove, di fronte alla richiesta di vedere la libreria licenziata anche in EUPL, significativamente risponde:

I just checked OSI, and the EUPL is listed there.

Can’t we just add it to our FLOSS? The purpose of the FLOSS is to allow open source developers to use a license of their choosing. I’m not a licensing expert, but that was the motivation behind us creating it.

If there’s no opposition, I’ll run it by legal and see if we can get it added.

Dal 23 ottobre 2009, giorno in cui sono state scritte queste parole, si sta ancora aspettando un riscontro.

Nel frattempo, come già anticipato altrove, ho stimolato recentemente un intervento diretto dell’OSOR.EU per verificare la fattibilità del multi-licencing per la EXT-JS, affinché possa essere licenziata anche in EUPL.

Siamo in attesa di una risposta.

A parte EXT-JS e il caso Notre-DAM, il problema rimane per tutte le soluzioni in GPL e va risolto.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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