Sarah Buffy

L’uso continuativo del computer da parte di Sarah Scazzi nei giorni immediatamente precedenti alla sua scomparsa

Mi ha colpito l’intervista alla zia di Sarah Scazzi, Cosima Serrano, madre della cugina di Sarah Sabrina Misseri.

I contenuti dell’intervista sono stati riportati da Marco D’Errico per Mesagnesera, in un articolo dal titolo “Intervista alla zia di Sarah Scazzi“, ove, con riferimento ai movimenti della quindicenne nei giorni immediatamente precedenti alla sua scomparsa, si legge quanto segue:

Sabrina avrebbe dichiarato che Sarah, nei giorni trascorsi dalla cugina a San Pancrazio Salentino, sarebbe stata adocchiata da qualcuno, che poi l’avrebbe rapita ad Avetrana. Cosa ne pensa di questa ipotesi?

“Se qualcuno l’abbia notata quando è andata al mercato con la cugina Antonella, poiché non passava inosservata per il colore biondo dei capelli, io non posso saperlo.

Ma durante il soggiorno da mia sorella Salvatora, Sarah non è stata mai da sola. Ha incontrato il padre, che si trovava anche lui in paese, e poi ha trascorso gran parte del tempo in casa davanti al computer e, con l’aiuto di Antonella, ha creato un profilo su Facebook con il nickname di “Buffy”.

Quanto alla tempistica, la zia intervistata riferisce quanto segue:

Sarah, a San Pancrazio, è stata accompagnata da mia sorella Salvatora, che è venuta a prenderla, con il permesso della mamma Concetta, la sera di lunedì 23 agosto. Ad Avetrana è stata riaccompagnata, sempre da mia sorella, intorno alle 19 di mercoledì 25 agosto”.

Poiché la zia non era presente, non può che riferire ciò che le è stato detto, quindi le sue affermazioni devono essere verificate dagli investigatori. Ove venissero confermate si nota che:

1) il profilo di Sarah Buffy sarebbe stato attivato e adoperato nei giorni immediatamente precedenti alla scomparsa, dal 23 al 25 agosto (a leggere le dichiarazioni di Antonio, riportate da Raffaella Griggi, si ha però l’impressione  – ma di impressione si tratta – che l’interazione sul profilo Facebook a nome di Sarah Buffy avesse avuto una più lunga durata);

2) sarebbe stato gestito direttamente da Sarah e, probabilmente, insieme alla cugina di San Pancrazio, che l’avrebbe aiutata a creare il profilo Sarah Buffy. E’ probabile che quest’ultima le fosse accanto in molti dei momenti di interazione che Sarah aveva con gli amici di Facebook e, dunque, potrebbe essere la persona che potrebbe avere le informazioni più utili per la ricostruzione degli avvenimenti;

3) la zia riferisce che Sarah avrebbe trascorso gran parte del termpo davanti al computer e, dunque, l’interazione su Facebook sarebbe stata probabilmente lunga e continuativa, portandola ad interagire con “Antonio” e altri “amici” in rete. Ciò conferma la decisiva rilevanza sia delle interazioni sul profilo Sarah Buffy, sia del contenuto della memoria nel pc usato in quei giorni. Mi chiedo: ma è stato sequestrato il computer della cugina di San Pancrazio utilizzato da Sarah? Ad esempio, pare che Sarah avesse riferito di aver pensato anche ai volantini. C’è traccia di tali volantini nella memoria del pc usato da Sarah? L’attività di navigazione effettuata in quei giorni sul web, al di là di Facebook, lascia emergere qualcosa? La posta elettronica di Sarah e della cugina di San Pancrazio?

4) le dichiarazione della zia secondo cui Sarah “non è mai stata lasciata sola” da un lato confermerebbero l’ipotesi che la prossibile interazione su Internet sia stata sempre assistita dalla cugina, dall’altro lato, percò, conferma l’assoluta illusione che molti adulti hanno di fronte alle attività su Internet dei ragazzi. Stare ore davanti al computer, collegato a Internet sui social network non vuol dire, ovviamente, non incontrare nessuno e mettere il giovane al riparo dal rischio di brutti incontri. La realtà è ben diversa. Occorre un’attività informativa e formativa di maggiore impatto, capace di usare il linguaggio dei ragazzi, per far comprendere i rischi della rete ed insegnare come prevenirli e gestirli. Occorre anche un’attività informativa e formativa specifica, capace di educare i genitori, per orientarli a gestire meglio l’impatto dei social network nella vita deiloro figli.

Ho letto che la madre di Sarah Scazzi, di fonte alle richieste di acquisto di un pc da parte della figlia, allarmata dai rischi della rete appresi dai media, abbia deciso di differire l’acquisto di qualche anno, nella convinzione di allontanare dalla giovane i pericoli connessi all’uso di Internet e dei social network.

A prescindere dal caso di Sarah, di cui ancora poco si sa sulle modalità e sulle ragioni effettive della scomparsa, mi sembra comunque importante rimarcare che l’atteggiamento migliore è quello di educare i giovani, fin da piccoli, all’uso appropriato della rete.

Negare in casa gli strumenti di navigazione è, di per sè, un errore, perché le modalità di reperire le connessioni ad Internet fuori dalle mura domestiche non mancano (dagli amici, ai cugini, alla biblioteca) e, tuttavia, si finisce per perdere l’occasione per condividere l’uso della rete con i propri figli.

Poiché il salto generazionale è forte e l’avvento delle tecnologia del web 2.0 è molto recente, gli adulti spesso sono tagliati fuori dall’opportunità di comprendere le nuove modalità relazionali dei giovani di oggi.

Sono però convinto che molti giovani siano in gamba ed è proprio da loro, da quelli in gamba, che bisognerebbe partire per “darsi una regolata” o, come direbbero gli adulti, per autoregolamentarsi, dopo aver compreso, in maniera assistita, i “pro” ed i “contro” delle condotte tenute in rete.

Il discorso è molto più ampio. Ne riparleremo.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Dichiarazioni di Sarah Scazzi ad “Antonio” sul profilo Facebook “Sarah Buffy”. Lui conferma

Sul Messaggero di oggi 7 settembre 2010, in versione cartacea, compare a pagina 12 un bell’articolo a firma di Raffaella Griggi, dal titolo “Sarah su Facebook: voglio scomparire”.

Dall’analisi del profilo facebook di Sarah Scazzi in cui la quindicenne scomparsa usa il nickname “Sarah Buffy”, sarebbero emersi risultati che avallerebbero l’ipotesi dell’allontanamento volontario.

Ai messaggi della ragazza su Facebook fa da eco “Antonio”, che conferma agli investigatori i contenuti delle confessioni di Sarah a lui indirizzate.

Così scrive Raffaella Griggi nel suo articolo:

“Se sparirò non ti preoccupare, ho programmato tutto. Tornerò tra venti giorni”. La risposta migliore potrebbe arrivare da Sarah stessa. In quelle righe che pochi giorni prima di scomparire nel nulla ha scritto a un amico su Internet, in uno di quei profili su Facebook, “Sarah Buffy” che gestiva lei stessa e che usava per parlare con le persone più fidate. I carabinieri infatti non escludono la pista che porta all’idea di una scomparsa organizzata. Magari poi finita nel peggiore dei modi. E si indaga proprio su quegli scambi via Internet che la ragazzina intratteneva con alcune persone e che era solita contattare frequentemente.

Ed ancora:

Sarah avrebbe confessato non più tardi di venti giorni fa i suoi malesseri ai suoi “amici” di Fb, in particolare a un trentenne della zona, Antonio, che lavora nel campo della ristorazione. E lo avrebbe informato prima del tempo su quello che poi è accaduto realmente il pomeriggio del 26 agosto, data della sua scomparsa.

(…)

L’uomo è andato di sua spontanea volontà dai Carabinieri di Manduria, una volta che la vicenda ha fatto il giro d’Italia. “Si è aperta e confidata, la sentivo come una sorellina curiosa. Mi cercava sempre, mandava messaggi”, ha raccontato sconvolto ai militari. Ha raccolto gli sfoghi della ragazzina, registrati dalle forze dell’ordine. “Piccola e incompresa”, così appariva dagli scambi on line. I due parlavano anche con la web cam: Sarah, fino a qualche giorno prima della scomparsa avrebbe prima cercato i consigli dell’uomo, esperto di cucina sulla preparazione di dolci e poi chiesto consigli professionali, in qualità di studentessa dell’alberghiero di Maruggio. Fino ad aprirsi via via sulle gelosie delle amichette e sui malesseri dell’età.

(…)

“Voglio scomparire per sentirmi viva”, ripeteva. Lamentele che lì per lì ad Antonio non significavano nulla. Fino a quando la notizia della sparizione di Sarah è diventata pubblica. “Anche se ho tante persone intorno mi sento sola, vorrei diventare famosa“, era il grido di Sarah on line.

(…)

Ora, si sta verificando se siano attendibili o se non siano invece bluff alcune frasi che la studentessa ha scritto. Tipo: “Se sparirò non ti preoccupare, ho programmato tutto”. “Pensava anche alla foto che avrebbero messo sui volantini per cercarla”, ha ripetuto sbalordito in caserma l’uomo.

Chiaramente il resoconto di “Antonio” verrà analizzato in relazione alla corrispondenza di quanto presente sul profilo Sarah Buffy, ma le verifiche dovranno anche riguardare l’accertamento in ordine all’identità del soggetto che ha scritto su Facebook le parole, apparentemente (e forse probabilmente) riconducibili a Sarah Scazzi.

Fuga organizzata o simulata?

Inoltre, anche ove si trattasse di fuga organizzata, le apprensioni per la ragazza scomparsa non si attenuano comunque, come ben rappresentato da Raffaella Griggi in chiusura del suo articolo:

Assurdo e possibile tutto. Molto di quel che accade è già avvenuto prima sul web. Le rivelazioni sono ritenute plausibili. Soprattutto, dopo i temi della ragazzina che nascondevano disagi in casa, con la madre. E soprattutto alla luce della scoperta di quel calendario trovato in camera con tutti i giorni del mese di agosto contrassegnati con un pennarello nero fino al 26 agosto. Un conto alla rovescia? Scappata, rapita, tradita? Aiutata? Forse uccisa come temono senza dirlo ad amici e parenti? Gli inquirenti vogliono vederci più chiaro.

La vicenda, comunque, conferma che le soluzioni investigative su questo caso siano destinate a transitare su Facebook.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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