P2P TV

Google TV. Le nuove sfide del mercato e le regole sull'integrazione tra Internet e Televisione

L’integrazione tra le diverse tecnologie, si sa, è un processo avviato da molto tempo e a passi ora piccoli ora grandi porterà a scenari incredibili.

Ad esempio, abbiamo già percepito (e recepito) bene l’integrazione tra telefono cellulare e computer, dato che ora sugli smart-phone è possibile navigare sul web e scaricare o inviare la posta elettronica, anche con connettività costante.

Altra integrazione di rilievo è tra PC e telefono, come ha dimostrato Skype. Altro sodalizio efficace è tra PC e SMS, ben riuscito grazie a Skebby, che può contare su economie di scala abbattendo i costi di invio dei messaggi.

Anche le radio e le TV si affacciano sul web, così come il web mira alla TV.

Nascono felici idee, come la IPTV, destinata ad essere fenomeno in crescita, ma che necessita di una politica di innovazione tecnologica che sposi l’idea della diffusione della banda larga.

Sinceramente ho il timore che nel nostro Paese tale politica possa essere osteggiata da alcune lobbies industriali (e forse non solo) rivelatesi molto forti, che temono un impatto concorrenziale devastante (ove la TV debba concorrere con il Web) o comunque il rischio che possa essere incrementato il vulnus ai propri introiti commerciali (ove vi sia un incremento di scambi illeciti di materiale coperto da diritto d’autore, come per l’industria dell’audiovisivo o del settore musicale).

E’ chiaro che la banda larga potrebbe comportare sia una maggior occasione di scambi in rete (com presumibile sviluppo anche dei canali peer to peer, demonizzati dall’industria discografica, cinematografica e dell’audiovisivo) sia l’ingresso di nuovi concorrenti, sia un profondo riassestamento degli equilibri concorrenziali tra gli attuali players del mercato.

Tali timori costituiscono ragione sufficiente, credo, per indurre un freno pesante allo sviluppo tecnologico, che invece, per il bene del Paese e della crescita economica delle PMI italiane e dei servizi tutti (da quelli di e-Government per il cittadino e le imprese a quelli privati, professionali e commerciali), necessita della diffusione di banda larga su tutto il territorio nazionale, in tempi rapidi.

Lo sviluppo della rete e dell’integrazione tra Internet e TV, oltre che di politiche adeguate, necessita di ripensare le regole di settore, al fine di garantire il pluralismo e la libera concorrenza, evitando una immediata trasposizione ad Internet della normativa esistente, pensata per regolamentare il fenomeno delevisivo tout court.

Proprio sulle regole della IPTV, su cui mi riservo di intervenire in altra occasione, si giocherà una partita importante su diversi fronti: quello del mercato e della concorrenza, quello dei servizi ai cittadini, quello degli introiti pubblicitari connessi alla programmazione televisiva, quello dei diritti d’autore (copyright), quello dell’innovazione nella sperimentazione di servizi nuovi, quello della responsabilità (come dimostrano i recenti casi Google/Vividown, RTI vs. Google e YouTube sui filmati del Grande Fratello, FAPAV vs. Telecom) e del risarcimento dei danni, quello della privacy, etc.

Le regole vanno pensate e studiate con attenzione.

Oltre alla IPTV si vanno a profilare tecnologie diverse (es. IPTV, Web TV, Open-IPTV, P2P TV, etc.) che mirano tutte alla integrazione tra Internet e TV.

Per  una disamina rimando alla interessante presentazione di Alberto Morello (RAI), resa in occasione del Seminario della Fondazione Ugo Bordoni  dal titolo “La televisione su Internet: WebTV, IP TV e scenari evolutivi” (da quest’ultimo link è possibile reperire l’audio e il video di tutte le relazioni del seminario, tra cui mi preme segnalare anche quella del Prof. Vincenzo Zeno Zencovich).

Tra le novità che si profilano in questo settore, si preannuncia con forza anche quella lanciata da Google (Google TV), ben descritta da Federico Cella. e da Roberto Catania. La notizia è stata diffusa dal New York Times e si profila decisamente interessante perché vede profilarsi di una partnership di rilievo tra Google (per i contenuti digitali caricari sulle proprie piattaforme come YouTube e GoogleVideo, il know-how e l’expertice sul web), Sony (per la produzione tecnologica di apparecchi televisivi e non solo), Intel (per la produzione di chip) e Logitech (per le interfaccie e le periferiche, compreso eventuali tastiere, etc.).

Seguiremo insieme, nel futuro, tale settore nevralgico dell’Information and Communication Technology Law (ICT Law).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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