P.A.

Le modiche del CAD. Nuovi scenari di dematerializzazione

Il Codice dell’Amministrazione Ditigale (CAD), d.lgs. 82/2005, è stato recentemente modificato – da ultimo – con il d.lgs. 235/2010 (cfr. versione aggiornata del CAD).

Vi segnalo, al riguardo, che il C.I.R.S.F.I.D. dell’Università di Bologna sta organizzando a Ravenna il 28 aprile 2011 un interessante Convegno dal titolo “Le modifiche del CAD: Nuovi scenari di dematerializzazione” (qui il programma).

Il Coordinamento Scientifico è stato affidato alla Prof. Monica Palmirani e all’Avv. Michele Martoni del CIRSFID dell’Università di Bologna.

Pur non potendo essere presente al Convegno per concomitanti impegni non rinuncio a segnalarVi, in tema di dematerializzazione, i risultati di un lavoro di ricerca svolto qualche anno addietro proprio presso il CIRSFID, in un team di lavoro coordinato dalla Prof.ssa Palmirani, a cui ho partecipato insieme a Michele Martoni e a Chiara Rabitto. Ho esposto i risultati di lavoro di ricerca in un mio e-book dal titolo “Dematerializzazione dei flussi cartacei in entrata. Il servizio postale come “front office” e “pre-back office” della P.A. Digitale“.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Privacy. Le linee guida del Garante per la pubblicazione online di dati e informazioni da parte della P.A.

Dopo un periodo di consultazione pubblica, il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblica la versione definitiva delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web” (Provvedimento del 2 marzo 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 marzo 2011).

Rimando alla lettura integrale del documento, consultabile al link sopra evidenziato.

Di seguito riporto tuttavia il sommario delle Linee Guida, per far comprendere meglio i settori su cui esse impattano:

Sommario


1. Ambito di applicazione -  1.1. Riscontro all’interessato in caso di accesso ai propri dati personali: non applicabilità delle presenti Linee guida

 

2. Premessa -  2.1.Pubblicazione di dati personali sulla base di espresse previsioni normative – 2.2.Pubblicazione di informazioni personali strettamente necessaria al perseguimento di finalità istituzionali -  2.3.Pubblicazione di informazioni alla luce della recente riforma normativa in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni -  2.4.Pubblicazione di informazioni personali su richiesta dell’interessato -  2.5.Sindacabilità delle scelte in ordine alla pubblicazione di dati personali

 

3. Trasparenza, pubblicità e consultabilità di atti e documenti: definizioni -  3. 1. Trasparenza 3. 2. Pubblicità -  3. 3. Consultabilità

4. Trasparenza, pubblicità e consultabilità di atti e documenti: valutazione delle tre grandi finalità perseguibili mediante la pubblicazione on line

5. Accorgimenti tecnici in relazione alle finalità perseguite -  5. 1. Motori di ricerca -  5. 2. Tempi proporzionati di mantenimento della diffusione dei dati -  5. 3. Duplicazione massiva dei file contenenti dati personali -  5. 4. Dati esatti e aggiornati

 

6. Fattispecie esemplificative correlate a talune specifiche ipotesi normative

A. Trasparenza -  A. 1. Informazioni riferite agli addetti ad una funzione pubblica -  A. 1.1. Trasparenza dell’attività delle pubbliche amministrazioni senza dati personali -  A. 2. Situazione patrimoniale di titolari di cariche e incarichi pubblici -  A. 3. Ruoli del personale e bollettini ufficiali -  A. 4. Albo dei beneficiari di provvidenze di natura economica

B. Pubblicità degli atti amministrativi e albo pretorio on line -  B. 1. Concorsi e selezioni pubbliche -  B. 2. Graduatorie, elenchi professionali ed altri atti riguardanti il personale

C. Consultabilità di atti e documenti -  C. 1. Elenchi del collocamento obbligatorio dei disabili

 

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

 

L'obbligo della Posta Elettronica Certificata (PEC) per imprese, professionisti e P.A. L'art. 16 della L. 2/2009

Gli adempimenti in materia di posta elettronica certificata (PEC) avranno un effetto rilevante per cittadini, imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni, destinato ad incrementare ulteriormente con la progressiva effettiva diffusione della PEC.

Insieme ai tanti vantaggi, possono prevedersi anche criticità, difficoltà pratiche, problemi giuridici.

Non mancherò di dare il mio contributo nel discutere aspetti ed approfondimenti sulla PEC, sia su Information Society & ICT Law, sia nelle più tradizionali sedi del mondo accademico.

In questa sede, in vista dell’adempimento del 30 novembre 2009, mi limito a ricordare che l’art. 16 della Legge 2/2009 prevede l’obbligo per i professionisti e per le imprese, nonché per le P.A. che non abbiano già provveduto ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale, di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata per l’invio e per la ricezione delle e-mail certificate, in modo da realizzare modalità di comunicazioni aventi, almeno negli intenti, valore probatorio simile a quello della raccomandata.

Per comodità riporto di seguito l’art. 16 (intitolato “Riduzione dei costi ammnistrativi a carico delle imprese”), limitatamente ai commi 6, 7, 8, 9 e 10 che mi sembrano di maggiore interesse (cfr. anche il testo integrale).

6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrita’ del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilita’ con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, gia’ costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato,consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

8. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell’articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, che provvede alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell’ambito delle risorse disponibili.

9. Salvo quanto stabilito dall’articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilita’ ad accettarne l’utilizzo.

10. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata o analoghi indirizzi di posta elettronica di cui al comma 6, nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti ai sensi del presente articolo avviene liberamente e senza oneri. L’estrazione di elenchi di indirizzi e’ consentita alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.

La norma consentirà alle imprese, ai professionisti ed alle pubbliche amministrazioni che abbiano attivato la posta elettronica certificata, o altro analogo sistema di certificazione dell’invio e della ricezione delle comunicazioni telematiche, di interagire tra loro in assenza del cartaceo, senza pregiudizio per il valore probatorio relativo all’avvenuta comunicazione, con previsione di incrementi di efficienza, risparmio di spesa, velocità nelle comunicazioni.

V’è però da rilevare che l’obbigo instituito per legge non pare accompagnato da sanzioni formali. Le osservazioni da fare, però, sono molte. Mi soffermerò in questa sede, nei successivi post.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Utilizzo di Internet nella P.A.

Fa da eco al provvedimento del Garante sulla privacy la Circolare n. 2 del 26 maggio 2009 resa dal Ministro Brunetta per regolamentare l’uso di Internet, compreso la posta elettronica, nell’ambito della pubblica amministrazione.

Come commentato dall’Avv. Mauro Alovisio sul suo blog,

La circolare, nel difficile equilibrio fra diritto alla riservatezza della corrispondenza e il potere di controllo richiama lo statuto dei lavoratori (legge 300 del 1970) e ricalca le linee guida del garante per la protezione dei dati personali del 1 marzo 2007 in materia di posta elettronica ed internet nei posti di lavoro.

Non risultano citati i social network (facebook, vi è una raccomandazione a dotarsi di software idonei ad impedire l’accesso a siti internet e/o contenuti vietati dalla legge ( cosa non semplicissima dal punto di vista tecnico e non priva di costi ). La circolare invita a regolamentare l’utilizzo degli strumenti tecnologici e della posta elettronica e a responsabilizzare gli utenti da utilizzi non coerenti con le prestazioni lavorative e contiene una rassegna di sentenze di diritto del lavoro e di diritto penale e della Corte costituzionale.

Il testo, che mi sembra molto interessante, verrà ripreso in prossimi post.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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