Open Source

Torino, 29-30 novembre 2010. EOLE2010

Ricordo l’importante evento internazionale che si svolge in questi giorni (29 e 30 novembre 2010) sul tema “Liberare il software nel settore pubblico”.

Sito dell’evento: http://www.eolevent.eu/

Programma: http://www.eolevent.eu/it/node/264

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Nemesys e GPL. Arriva il codice sorgente

A seguito di un mio recente post dal titolo “Nemesys. Il software è in GPL ma la GPL non è una licena d’uso“, avuti contatti con l’Ing. Luca Rea, Responsabile del progetto, questi mi segnala in anteprima che:

1) il codice sorgente di Nemesys è ora reso disponibile on-line al seguente indirizzo:

http://code.google.com/p/nemesys-qos/

2) presto verrà inserito tale link anche all’interno del sito di progetto (MisuraInternet.it)

3) quanto prima verranno sanate le ulteriori discrepanze segnalate.

Ringrazio dunque l’Ing. Rea della Fondazione Ugo Bordoni per gli immediati riscontri e Paolo del Bene per lo stimolamente commento che mi ha rilasciato.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Nemesys. Il software è in GPL, ma la GPL non è una licenza d’uso

Il Progetto “Misura Internet”, dell’AGCOM e della Fondazione Ugo Bordoni”, è on-line.

Nell’ambito del progetto è stato allestito un software scaricabile gratuitamente, denominato Nemesys.

Ci si chiedeva insieme all’amico Marco Scialdone, nelle anticipazioni fornite dall’AGCOM con un comunicato stampa, quale licenza avesse tale software. Si sarebbe trattato di software prorietario concesso gratuitamente ma senza la condivisione dei sorgenti? Oppure si sarebbe trattato di software in open source? E in tal caso con quale licenza? GPL? EUPL? Un’altra licenza open?

Da alcuni contatti con la Fondazione Ugo Bordoni, ed in particolare dal Responsabile del Progetto, mi era stato detto che il software Nemesys sarebbe stato licenziato in GPL e ne avevo dato notizia dedicando post specifici sull’argomento (vedi i link sopra segnalati).

Paolo Del Bene, che ringrazio, mi invia un commento con cui osserva

se il software Ne.Me.Sys è da intendersi software libero ovvero tutelato dalla GNU General Public License, è necessario ridistribuire il codice sorgente, così cme afferma la medesima licenza e a tal poposito non deve esser richiesta alcuna credenziale per l’uso del software, se è realmente Software Libero, altrimenti non lo è !

mi aspetto che venga pubblicato il codice sorgente del software libero Ne.Me.Sys, secondo i termini di licenza della GPL.

il modello del software libero prevede la pubblicazione e distribuzione del codice sorgente, altrimenti non ci trova davanti ad un software libero, ma davanti ad un software non libero.

L’osservazione è pertinente, come si evince bene dall’attuale pagina del download.

Non v’è alcuna indicazione della licenza del software, né delle modalità per accedere ai codici sorgenti.

Lo stesso dicasi in altra pagina, ove ci si limita a dire che il software è gratuito. Ma “gratuito” è una cosa, “open source” è un’altra.

Andando alle pagine del tutorial relativa alla procedura di installazione di Nemesys e alle informazioni legali, però, si vede che la licenza GPL è stata adottata nella versione 3 e dichiarata all’interno del software, ma è stata interpretata, contrariamente ai contenuti normativi della licenza, come “licenza d’uso” e non come “public licence” (open source).

Ossia, dalla pagina del tutorial si evince chiaramente l’intenzione di riservare agli utenti solamente quelli di “uso” (utilizzo) del software, ma non altri diritti, quali l’accesso al codice sorgente e gli altri contemplati nella nota licenza open source.

Alla stessa conclusione si potrebbe arrivare se si osserva la costruzione del portale, che non evidenzia il link da cui ottenere i sorgenti. Nel tutorial, inoltre, non v’è traccia delle modalità di recupero dei codici sorgenti.

Credo pertanto che, salvo ripensamenti, la dichiarazione della licenza applicabile (GPL) e l’allinemanto del portale alla licenza, con disponibilità dei sorgenti, sia una “svista” (mi voglio augurare che solo di svista si tratti) dipendente da un disallineamento tra il progetto di sviluppo del software Nemesys e il progetto relativo alla realizzazione del portale di distribuzione del software.

Chiaramente, visto che le clausole della licenza GPL (incorporata in forma testuale nel software) sono vincolanti, i licenzianti sono tenuti contrattualmente, in forza della licenza, a mettere a disposizione dei licenziatari i sorgenti e a consentire gli ulteriori diritti che la licenza GPL v3 garantisce.

Segnalerò la questione al Responsabile del progetto Nemesys, che è persona disponibile, aperta al dialogo e preparata, al fine di risolvere le discrepanze sopra evidenziate, risultanti in sede esecutiva.

Sono convinto che la cosa sia facilmente risolvibile.

La necessità di avere Nemesys in open source è evidente. Reiterando quanto già ribadito altrove, infatti,

Ci si auspica, infatti, che la distribuzione del software, scaricabile gratuitamente per controllare la velocità della connessione ad Internet offerta dai providers, avvenga secondo il modello open source, auspicabilmente in EUPL (European Union Public Licence), per le seguenti ragioni:

a) perché ciò sarebbe in linea con le policies europee (http://www.osor.eu/eupl);

b) perché ciò consentirebbe ai providers di controllare eventuali bugs o errori, anche involontari, che possono sempre annidarsi nelle istruzioni con cui il codice sorgente è stato approntato, evitando in tal modo che il sistema possa compromettere involontariamente le dinamiche concorrenziali. Al riguardo i provider avrebbero la possibilità di proporre eventuali patch al manager di progetto per la manutenzione correttiva del software, oltre che eventuali integrazioni per la manutenzione migliorativa;

c) perché i consumatori (singolarmente quelli esperti o comunque le associazioni dei consumatori tramite tecnici di loro fiducia) potrebbero controllare l’effettivo funzionamento del software di verifica della connettività, nell’ottica della trasparenza che dovrebbe presidiare le dinamiche di un mercato concorrenziale, nonché verificare eventuali errori nelle istruzioni del codice sorgente, proponendo modifiche correttive o suggerendo nuove funzioni che siano di ausilio per l’intera comunità dei consumatori e degli utenti.

Insomma, l’apertura del codice sorgente, secondo il modello dell’open source, potrebbe portare quegli innegabili vantaggi in termini di efficienza che ormai innegabilmente ed universalmente si riconoscono.

Al di là della scelta della licenza open source, le motivazioni sopra indicate alle lett. a) e c) valgono anche per la GPL.

A queste motivazioni potrebbero essere aggiunte molte altre. Ma qui mi fermo, perché dai contatti che ho avuto con la FUB (Fondazione Ugo Bordoni) la scelta della GPL mi è stata dichiarata espressamente, senza possibilità di equivoco.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

EUPL e appalti pubblici nel settore informatico. Il Disciplinare di Gara di SardegnaIT per la fornitura di applicativi in ASP a 30 Comuni

SardegnaIT, la società “in house” della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2009 ha indetto una gara di appalto per l’acquisizione di un sistema informatico per la gestione delle attività sociali dei Comuni, per consentirne l’utilizzo in modalità ASP (Application Service Provider) da parte de 30 piccoli Comuni della Sardegna.

La fornitura richiesta tramite gara di appalto (sotto soglia comunitaria per una base d’appalto di 100.000,00 Euro IVA esclusa) comprende sia il sistema dei programmi applicativi da fornire in ASP, sia i servizi professionali di supporto all’avviamento ed alla messa in eservizio del sistema (installazione, integrazione, formazione, e quant’altro).

Nel Disciplinare di Gara (gentilmente segnalatomi dal Dott. Vito Carambia dell’Arpa Regione Piemonte, che ringrazio),  si trovano indicati, nell’ambito dell’offerta tecnica, due parametri di valutazione, uno dedicato al “Rilacio del sistema in modalità Riuso“, l’altro dedicato al “Rilascio del sistema in modalità Open Source“.

A parte le non sempre ineccepibili scelte terminologiche contenute nel Disciplinare di Gara, in tale documento vengono illustrati tali parametri, prendendo in specica considerazione la EUPL.

Il caso è interessante, consiglio una attenta lettura a chi si occupa di appalti nel settore informatico.

Il testo del Disciplinare di Gara e l’illustrazione di tali parametri nell’ambito dell’Offerta tecnica sono disponibili su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL ed all’open source nella pubblica amministrazione).

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

EOLE2010 e EUPL Interoperability

L’EOLE (European Open source and free software Law Event) è giunto alla sua terza edizione.

Quest’anno avrà luogo a Torino il 29 e 39 novembre e sarà ospitato dalla Regione Piemonte, che sta ponendo grande attenzione all’open source nelle strategie di e-Government.

Patrice-Emmanuel Schmitz, uno degli autori del testo della EUPL (European Union Public Licence)  è nel comitato organizzaivo dell’evento e sarà tra i relatori.

Interverrà con la relazione dal titolo “EUPL Interorpeability. Wich F/OSS Components in EUPL solutions?“, che mi ha gentilmente comunicato in anteprima.

L’evento e la relazione sono segnalati anche su EUPL.IT, sito italiano interamente dedicato alla EUPL.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Ancora sul software Nemesys per il monitoraggio della connettività ad Internet. La FUB spiega perché ha usato la GPL. Apertura verso la EUPL


Sarà per il fatto che sono una persona tenace, ma all’epilogo della discussione sulle modalità di licencing del software Nemesys non mi sono arreso. Ho chiesto all’Ing. Luca Rea, Responsabile del Progetto relativo al software Nemesys presso la FUB (Fondazione Ugo Bordoni) , le motivazioni che hanno spinto a scegliere la GPL (e quale versione sia stata adottata). Ho chiesto anche di considerare la fattibilità del licencing in EUPL.

L’Ing. Rea mi ha gentilmente risposto, e in questa sede lo ringrazio ancora una volta, rendendomi noto che Nemesys integra altro software già licenziato in GPL e pertanto, per l’effetto di strong copyleft già evidenziato in questa sede, non è stato possibile il licencing in EUPL. Vi sono anche altre motivazioni secondarie.

Tuttavia, come mi ha rivelato l’Ing. Rea, sta considerando l’opportunità di ricorrere alla EUPL, anche per successive versioni di Nemesys, ed è comunque interessato, anche per la versione attuale, a studiare le possibili soluzioni di convergenza che rendano le due licenze (GPL v3 ed EUPL) compatibili e non alternative.

Ovviamente, tali “desiderata” sono da valutare in relazione alla strada perseguita dall’OSOR.EU, sulla interoperabilità delle licenze, oppure, con soluzioni da verificare quanto a fattibilità concreta, in relazione al dual-licencing.

La riposta dell’Ing. Luca Rea, con le motivazioni principali e secondarie della FUB e la percorribilità di soluzioni alternative, sono affrontate nell’articolo “Ecco perché Nemesys non è in EUPL. Risponde il Responsabile del Progetto“, su EUPL.IT, alla cui lettura rimando per i necessari approfondimenti.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Inoltrata all’AGCOM e alla Fondazione Ugo Bordoni richiesta di informazioni sul tipo di licenza con cui verrà distribuito il software Nemesys

A seguito della discussione con l’amico Marco Scialdone sulle modalità di rilascio del software Nemesys per il monitoraggio della velocità di connessione ad Internet, lanciato dall’AGCOM in un recente comunicato stampa in cui segnalava il progetto “Misurare Internet”, portato avanti in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), ho avanzato una richiesta di informazioni sia all’AGCOM, sia alla FUB per conoscere le modalità di licencing.

Ci si auspica, infatti, che la distribuzione del software, scaricabile gratuitamente per controllare la velocità della connessione ad Internet offerta dai providers, avvenga secondo il modello open source, auspicabilmente in EUPL (European Union Public Licence), per le seguenti ragioni:

a) perché ciò sarebbe in linea con le policies europee (http://www.osor.eu/eupl);

b) perché ciò consentirebbe ai providers di controllare eventuali bugs o errori, anche involontari, che possono sempre annidarsi nelle istruzioni con cui il codice sorgente è stato approntato, evitando in tal modo che il sistema possa compromettere involontariamente le dinamiche concorrenziali. Al riguardo i provider avrebbero la possibilità di proporre eventuali patch al manager di progetto per la manutenzione correttiva del software, oltre che eventuali integrazioni per la manutenzione migliorativa;

c) perché i consumatori (singolarmente quelli esperti o comunque le associazioni dei consumatori tramite tecnici di loro fiducia) potrebbero controllare l’effettivo funzionamento del software di verifica della connettività, nell’ottica della trasparenza che dovrebbe presidiare le dinamiche di un mercato concorrenziale, nonché verificare eventuali errori nelle istruzioni del codice sorgente, proponendo modifiche correttive o suggerendo nuove funzioni che siano di ausilio per l’intera comunità dei consumatori e degli utenti.

Insomma, l’apertura del codice sorgente, secondo il modello dell’open source, potrebbe portare quegli innegabili vantaggi in termini di efficienza che ormai innegabilmente ed universalmente si riconoscono.

Attendiamo insieme la riposta dell’AGCOM e della FUB, in ordine alle quali vi terrò prontamente informati, sperando che non tardi troppo a pervenire.

Fabio Bravo

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Microsoft Public License, ovvero l'apertura verso l'Open Source

La Microsoft ha pubblicato da tempo sul proprio sito Internet una sezione dedicata all’Open Source, sintomo di un’apertura evidente, basata su strategie commerciali e necessità di mercato.

Non si tratta, ovviamente, di abbracciare la filosofia della Free Software Foundation, ma di mediare tra esigenze di sfruttamento commerciale del software su logiche strettamente proprietarie ed esigenze legate ai vantaggi connessi all’open source software, ben comprese da fette sempre più ampie di mercato.

Vi riporto questo link, che mi è stato segnalato dall’amico Pierluigi Perri: http://www.microsoft.com/opensource/

Il panorama delle licenze Open Source vede la presenza anche della Microsoft Public License, oltre che della Microsoft Reciprocal License.

Come recita il sito della Microsoft nella pagina dedicata alle Open Source Licenses, infatti,

Microsoft maintains two licenses that have been certified by the Open Source Initiative (OSI). Certification by the OSI means that developers can be confident that the licenses meet the terms of the Open Source Definition. This page contains the text of those licenses; developers are free to use them as they wish within their works.

A quest’altro link, invece, troverete la pagina dove la Microsoft offre i link, elenca e descrive i

Microsoft partners with open source-based businesses and communities to make it easier for customers to develop and deploy a mix of open source and Microsoft technologies 

 Mi piace ricordare, anche in questa occasione, che tra le licenze pubbliche per la distribuzione di software open source ha un posto di primissimo piano la EUPL (European Union Public License), sulla quale ho dedicato la mia attività di ricerca nell’ambito di un PRIN (Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale) presso l’Università di Bologna, mettendo on-line i risultati tramite l’e-Book n. 4.  

Fabio Bravo

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CONFSL 2009 – Conferenza Nazionale sul Software libero

Raccogliendo l’indicazione di Marco Fioretti, vi segnalo la Terza Conferenza Nazionale sul Software Libero (CONFSL2009), che si terrà a Bologna domani 12 e dopodomani 13 giugno.

Alla conferenza parteciperà anche il Dott. Dimitri Tartari, della Regione Emilia-Romagna, con cui ho avuto il piacere di essere relatore in un interessante Convegno tenutosi l’8 giugno a Bologna, presso la Biblioteca dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, per la presentazione:

a) dei risultati della ricerca svolta presso l’Università di Bologna (nell’ambito della quale ho realizzato l’e-Book n. 4);

b) dei risultati conseguiti delle PP.AA. dell’intera Regione  in materia di OSS.

Fabio Bravo

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e-Book n. 4 su EUPL, Open Source e P.A.

Ecco l’ultima fatica digitalizzata in e-Book, dal titolo “Software Open Source e Pubblica Amministrazione (L’esperienza europea e quella italiana tra diritto d’autore, appalti pubblici e diritto dei contratto. La EUPL)”.

L’opera riproduce, con l’aggiunta di alcuni aggiornamenti, il mio contributo reso nell’ambito del Progeto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2005-2007) svolto presso l’Università di Bologna, Coordinato a livello nazionale dall’Università di Pavia (Coordinatore Nazionale Prof. Luigi Carlo Ubertazzi). Tale PRIN è stato condotto sul tema più generale “Open Source e Proprietà Intellettuale”. Io ho curato la parte di settore relativa allo studio delle questioni giuridiche coincernenti l’Open Source e la P.A.

L’argomento è attuale, soprattutto con riferimento all’EUPL (European Union Public Licence), valido strumento non solo per l’acquisizione di software da parte della P.A., ma anche per consentire alle pubbliche amministrazioni di “licenziare” nel miglior modo possibile il software di cui hanno acquistato i diritti.

Il testo dell’EUPL, nella sua ultima versione 1.1, è allegato in appendice all’e-Book.

L’e-Book presenta anche una breve rassegna dei progetti di maggior interesse elaborati sulle piattaforme di ambiente cooperativo di sviluppo messe a disposizione della Comunità europea, al fine di favorire la realizzazione di software “Open Source” da parte della comunità di sviluppatori.

Fabio Bravo

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