Oceano

Fusione nucleare a Fukushima. Contaminata l’acqua dell’oceano – La vicinanza del mare non è misura di sicurezza (aggiornamenti)

 

Con questo articolo il Giornale, che fino a qualche giorno fa parlava di strumentalizzazione della questione nucleare nipponica da parte di chi non condivideva la scelta del nostro governo di voler reintrodurre in Italia le centrali nucleari,  mostra di condividere le preoccupazioni, che ora si fanno realtà tangibile.

Viene dato atto che alla centrale di Fukushima si è raggiunta la fusione (parziale) del nocciolo e che le contaminazioni hanno ora interessato anche l’oceano, la cui acqua è divenuta radioattiva.

C’è chi, pensando alla sicurezza delle centrali, ritiene che la vicinanza con il mare consenta di utilizzare le risorse idriche marine per il raffreddamento e, al contempo, diminuisca i rischi in caso di incidenti.

Siamo sicuri? E’ vero? La radioattività presente nell’acqua del mare come viene arrestata? Che capacità di propagazione ha? Che diffusione ha? I pesci che nuotano nel mare, raggiunti dalle radiazioni, che fine fanno? Ce li ritroveremo sulle nostre tavole, in quelle del nostro ristorante  o nelle scatolette di tonno?

La vicinanza del mare sembra amplificare le possibilità di propagazione della radioattività (cfr. gli aggiornamenti riportati in calce), incidendo in maniera irreversibile sull’ecosistema marino, che diventa incontrollabile e dal quale l’uomo, da sempre, attinge per alimentarsi.

Insomma, mi sembra sia il caso di fermare la follia del nucleare in Italia, cogliendo l’occasione del Referendum sul Nucleare.

Non sempre c’è Homer Simpson a risolvere la situazione.

 

***

 

AGGIORNAMENTI:

1) Nell’oceano 11.500 tonnellate di acqua radioattiva:

15mila tonnellate d’acqua radioattiva in mare. Intanto, la Tepco, il gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, ha reso noto che è iniziato il travaso in mare dell’acqua radioattiva della centrale. Complessivamente verranno riversate nell’oceano 11.500 tonnellate d’acqua contaminata. L’operazione servirà per fare spazio nell’impianto ad altra acqua che presenta livelli di radioattività molto maggiori.

La Tepco ha comunque assicurato che il travaso non comprometterà l’ecosistema marino e la sicurezza del pescato. Un ufficiale della società ha assicurato che, se si consuma pesce proveniente dal mare contaminato una volta al giorno per un anno, si potranno assorbire circa 0.6 millisievert di radioattività, pari a un quarto delle normali radiazioni provenienti dall’ambiente nell’arco di un anno.

Non abbiamo altra scelta che riversare l’acqua radioattiva nell’oceano come misura di sicurezza“, ha confermato il portavoce dell’esecutivo, Yukio Edano, durante una confernza stampa.

2) La radioattività in mare è di 7,5 milioni di volte superiore alla norma

Lo iodio radioattivo trovato nell’acqua marina dinanzi al reattore numero 2 dell’impianto atomico di Fukushima, in Giappone, è 7,5 milioni di volte superiore al limite legale. Lo scrive la stampa nipponica, precisando che il campione è stato raccolto il 2 aprile e dunque prima che la società che gestisce la disastrata centrale, la Tepco, cominciasse a riversare tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico.

(…)

Il rilascio di acqua contaminata in mare è una violazione senza precedenti delle normative di sicurezza, ma è stato ritenuto inevitabile: il governo ha giustificato l’azione come una sorta di male minore

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