Minori

Ragazzi in Rete. Avviso ai naviganti

 

 

 

Il Lions Club Imola Host e le Scuole medie imolesi, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, Google, Telefono Azzurro, Università di Bologna (CIRSFID) e Adiconsum, hanno organizzato due incontri per genitori ed insegnanti sul tema della educazione all’uso dei nuovi media.

Calendario degli incontri:

 

Primo incontro

Data: 14 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Palazzo Sersanti

Relatori:

  • Alberto Di Gabriele – Polizia Postale e delle Comunicazioni
  • Laura Bononcini – Google Italy
  • Fabio Bravo – Università di Bologna

Secondo incontro

Data: 21 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Sala BCC ex Cinema Centrale

Relatori:

  • Monica Palmirani – Università di Bologna
  • Giovanni Salerno – Telefono Azzurro
  • Giuseppe Gabriele – Adiconsum

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti liberi

 Per informazioni: michele.martoni@unibo.it

Link dell’evento sul sito del CIRSFID – Università di Bologna

Volantino in PDF

Inchiesta su minori, sesso, internet e cellulari

 

Il fenomeno è noto. La breve videoinchiesta di Antonio Crispino per il Corriere della Sera pone di nuovo l’accento sulla questione del rapporto tra minori, sesso e nuove tecnologie. Il tema merita di essere ulteriormente approfondito in maniera interdisciplinare, sia dal punto di vista giuridico (privacy, reati informatici), sia dal punto di vista socio-criminologico e vittimologico, in funzione dell’attività di prevenzione e di educazione, che al contempo deve riguardare sia l’educazione sessuale, sia l’educazione all’uso delle nuove tecnologie nel contesto della società dell’informazione. 

Processo a Google: oggi si attende la sentenza. Rinviata a giudizio anche l'insegnante

Nel celebre processo che vede contrapposto Google vs. Vividown innanzi al Tribunale penale di Milano è attesa per l’udienza di oggi (27/01/2010) la lettura del dispositivo della sentenza, leading case italiano in materia di responsabilità del provider.

Per chi volesse ripercorrere su Information Society & ICT Law le diverse fasi del processo a Google, che si è svolto a porte chiuse ( ed anche alcuni argomenti correlati), può leggere i diversi post che vi ho dedicato.

Merita essere ricordato che:

a) si è concluso anche il processo ai ragazzi autori delle vessazioni nei confronti del disabile, processati innanzi al Tribunale dei Minorenni. I reati ravvisati, tuttavia, per l’applicazione dell’istituto della messa alla prova, sono stati dichiarati estinti, come riporta la cronaca locale di Torino, città ove ha sede l’istituto in cui il video è stato girato:

i quattro responsabili di quelle violenze hanno superato la “messa alla pro­va” decisa dal Tribunale per i Minorenni, dopo aver prestato servizio in centri che si occupano di ragazzi con handicap. Ecco per­ché i reati di cui erano accusati (violenza privata, ingiurie, minacce) sono stati dichia­rati estinti.

b) si apre un nuovo processo (ed è il terzo dopo quello ai ragazzi autori degli illeciti e quello ai dirigenti di Google). Infatti, innanzi al Tribunale di Torino, è stata rinviata a giudizio anche l’insegnante, che ha abbandonato l’aula, consentendo agli alunni rimasti privi di controllo, lo svolgimento dei fatti ormai noti. Come riportato da CronacaQui.it, edizione di Torino, nell’articolo del 15/12/2009, infatti,

“Dopo due richieste di archiviazione pre­sentate dalla procura e altrettante opposizioni a quelle richieste avanzate dalla parte civile, il processo all’insegnante dell’Albe Steiner di Torino, colpevole di non aver impedito le violenze sullo studente disabile della III B, è finalmente approdato in un’aula di tribunale. La prima udienza del procedimento a porte chiuse nei confronti di Anna Mairino, ora in pensione, si è tenuta ieri mattina.

La donna è accusata di concorso omissivo in violenza privata e in­giurie (…).

La famiglia del ragazzino disabile si è costituita parte civile (…).

A rappresentare l’accusa in aula è il pubblico ministero Livia Locci. Il processo si svolge davanti al giudice Flavia Nasi, del­la quarta sezione penale”.

In tale articolo si precisa che

“(…) nei guai sarebbe finita anche l’insegnante Mairino, colpevole di aver lasciato la classe e di non aver impedito le violenze sul povero Francesco. Attraverso le immagini girate in aula – è la contestazione mossa all’imputata ­è infatti possibile constatare co­me l’insegnanti abbandoni la classe proprio nel momento in cui i bulli passano all’azione. Se Anna Mairino fosse rimasta al proprio posto, in aula – prosegue l’accusa -, le violenze ai danni di Francesco non si sarebbero pro­babilmente consumate. Da quan­do partono i primi insulti verso lo studente disabile – è ancora il punto di vista dell’accusa – tra­scorrono circa due minuti prima che l’insegnante abbandoni l’aula. Lei percepisce qualcosa, av­verte le frasi indirizzate al pove­ro Francesco. Ma anzichè inter­venire in difesa del disabile, si allontana dalla classe”.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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