Microsoft

Antitrust e preinstallazione del browser sul sistema operativo windows. Le soluzioni della Microsoft accettate dall'UE

Nel post di ieri segnalavo l’apertura della Commissione europea alla Microsoft in relazione al rischio di violazione delle norme antistrust in occasione della diffusione della nuova versione di windows con preinstallato il noto browser delal Microsoft Internet Explorer.

Rimando agli articoli già scritti su questo blog per gli approfondimenti e per ripercorrere la strada che ha condotto alla soluzione che si affaccia in questi giorni.

La soluzione che ora si prospetta è stata riportata in una recente pagina de la Repubblica, ove si precisa che la

Microsoft ha proposto di lasciare ai produttori di computer la scelta sul tipo di browser predefinito da installare, laddove prima Explorer era l’unica opzione. E Bruxelles “non tollererà pressioni sui produttori”.

Anche i vecchi utenti, cioè quelli hanno già un pc con IE installato di default, avranno la possibilità di scegliere: su ogni pc apparirà una finestra con i diversi navigatori (i più diffusi, dopo IE, sono Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera) e due opzioni: ‘maggiori informazioni’ o ‘installa’. E se ne potrà anche installare più di uno.

“Tutti gli utenti potranno decidere da soli, Microsoft ha riconosciuto il principio della libera scelta e questo è un passo nella giusta direzione”, ha detto oggi il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes. La Commissione, che oggi ha approvato l’ipotesi della casa di Redmond, deve ora consultarsi anche con i concorrenti del colosso informatico. Se anche loro daranno parere positivo (hanno un mese di tempo per rispondere), Microsoft dovrà equipaggiare i computer venduti in Europa secondo le nuove regole. L’accordo, vincolante, durerà cinque anni.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Antitrust, UE e Microsoft. Recente apertura di Bruxelles alla casa di Redmond

Sulla pretesa violazione da parte di Microsoft, nel mercato europeo, delle norme regolanti il regime di concorrenza tra le imprese,  l’UE era intervenuta con vigore, temendo che la casa di Redmond potesse approfittare della posizione raggiunta sul mercato dal proprio sistema operativo per veicolare tramite esso il browser Internet Explorer, che si assesterebbe di fatto sul mercato non perché migliore rispetto ad altri browser concorrenti e a tal fine scelto dagli utenti, ma perché, essendo preinstallato, questi ultimi finirebbero per usarlo comunque.

Il rapporto tra browser e sistema operativo è stato pertanto oggetto di forti attenzioni da parte delle istituzioni comunitarie, nel timore che si potesse ripetere quanto tempo addietro avvenne per il mercato del music/video players.

Ora si apprende, da un comunicato dell’ANSA, che gli sforzi di adeguamento fatti dalla Microsoft per venire incontro alle esigenze manifestate dalal Commissione europea sarebbero tali da eliminare il rischio di abuso di posizione dominante.

Purtroppo non è possibile scorgere informazioni tecniche di maggior dettaglio dalla notizia diramata. Vedremo come si evolveranno le cose.

Fabio Bravo

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Microsoft Public License, ovvero l'apertura verso l'Open Source

La Microsoft ha pubblicato da tempo sul proprio sito Internet una sezione dedicata all’Open Source, sintomo di un’apertura evidente, basata su strategie commerciali e necessità di mercato.

Non si tratta, ovviamente, di abbracciare la filosofia della Free Software Foundation, ma di mediare tra esigenze di sfruttamento commerciale del software su logiche strettamente proprietarie ed esigenze legate ai vantaggi connessi all’open source software, ben comprese da fette sempre più ampie di mercato.

Vi riporto questo link, che mi è stato segnalato dall’amico Pierluigi Perri: http://www.microsoft.com/opensource/

Il panorama delle licenze Open Source vede la presenza anche della Microsoft Public License, oltre che della Microsoft Reciprocal License.

Come recita il sito della Microsoft nella pagina dedicata alle Open Source Licenses, infatti,

Microsoft maintains two licenses that have been certified by the Open Source Initiative (OSI). Certification by the OSI means that developers can be confident that the licenses meet the terms of the Open Source Definition. This page contains the text of those licenses; developers are free to use them as they wish within their works.

A quest’altro link, invece, troverete la pagina dove la Microsoft offre i link, elenca e descrive i

Microsoft partners with open source-based businesses and communities to make it easier for customers to develop and deploy a mix of open source and Microsoft technologies 

 Mi piace ricordare, anche in questa occasione, che tra le licenze pubbliche per la distribuzione di software open source ha un posto di primissimo piano la EUPL (European Union Public License), sulla quale ho dedicato la mia attività di ricerca nell’ambito di un PRIN (Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale) presso l’Università di Bologna, mettendo on-line i risultati tramite l’e-Book n. 4.  

Fabio Bravo

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Antitrust e browser preinstallati sul sistema operativo. Aggiornamento sul caso Microsoft

Segnalo questo aggiornamento, da La Stampa, sul caso Microsoft relativo alle violazioni della concorrenza contestate dalla Commissione europea con riferimento al browser Internet Explorer installato sul sistema operativo Windows.

Mi sono intrattenuto più volte sull’argomento in altri post presenti su questo blog.

I tentativi della Microsft sembrano volti a definire una soluzione che possa rispettare le aspettative dell’UE prima che venga comminata un’eventuale sanzione.

Occorrerà vedere l’esito del procedimento, che stiamo attendendo, per fare più concrete considerazioni.

Fabio Bravo

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Antitrust, Windows e Internet Explorer. La decisione della Microsoft nelle more del procedimento per violazione della concorrenza nell’UE

Abbiamo seguito le tappe principali [cfr. 1234] del procedimento incardinato dalla Commissione europea nei confronti della Microsoft per la violazione delle norme sulla concorrenza.

Tali violanzioni sono state ravvisate nell’installazione nativa del browser Internet Explorer all’interno del sistema operativo Windows, approfittando in tal modo della larga diffusione del sistema operativo al fine di garantire la penetrazione nel mercato dei browser, a danno dei software di navigazione concorrenti.

Nell’ambito del procedimento antitrust, la Microsoft, dopo aver reso tecnicamente possibile, in fase di installazione del sistema operativo, la mancata installazione del browser mediante operazione di spunta [cfr. immagini] ha comunque reso le proprie osservazione agli addebiti sollevati a suo carico, seppur dopo taluni differimenti del termine inizialmente previsto per il deposito.

Il contenuto delle dichiarazioni della Microsoft, però, in una prima fase non è stato rivelato.

Solo recentemente si è potuto apprendere la decisione della Microsoft di commercializzare il sistema operativo Windows 7 senza il browser Internet Explorer preinstallato.

Come riferito da La Stampa, infatti, tutto ciò è

«per rispondere alle critiche delle autorità dell’Unione europea, che ritengono lesivo della concorrenza il comportamento finora tenuto dalla Microsoft di privilegiare il proprio programma di navigazione per il Web»,

anche se, riprende l’articolo citato,

«Dopo l’annuncio, la Commissione Ue ha ricordato che è ancora in corso la sua ricognizione sul comportamento della multinazionale del software.

Nel caso fosse riconosciuta ufficialmente la lesione della concorrenza non sarebbe sufficiente non dotare il sistema operativo di alcun navigatore Web, bensì occorrerebbe che Microsoft offrisse diverse alternative concrete, come i browser «alieni» Safari, Firefox, Chrome e Opera».

Vedremo come la Commissione europea concluderà il procedimento.

Fabio Bravo

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e-Contracts ed evoluzione dei motori di ricerca. Dopo Bing della Microsoft, ora Squared di Google

Si affaccia un’ulteriore importante novità per le attività contrattuali on-line.

Si vede chiaramente come i motori di ricerca mirano a rispondere ad esigenze più complesse, di selezione e comparazione dei risultati.

Meritevoli di attenzione sono gli sforzi, ancora in fase di sviluppo, di Google «Labs, che lancia la nuova versione/variante di Google, denominata «Squared».

Squared è un aggregatore di contenuti, in grado di presentare in forma di tabella i risultati della ricerca. Per scopi contrattuali potrà essere in grado di analizzare e comparare le offertedi più prodotti, facilitando le decisioni di acquisto on-line.

Ecco un esempio (N.B: nell’ultima colonna, si può provare a digitare «price» per ottenere i relativi prezzi).

Inizia dunque una nuova era, dopo BING, il «decision engine» della Microsoft segnalato nella parte finale del precedene post.

Dall’articolo di la Repubblica dedicato a Squared di casa Google, si legge:

Come funziona. Utilizzare Squared è semplice: se si fa una ricerca sulle razze canine comparirà una griglia con nome, foto, paese d’origine, peso e altezza. Ma si può anche chiedere al software di aggiungere altre colonne, scegliendo tra una serie di attributi (come taglia, vita media, malattie più comuni). Di base compaiono nella pagina i primi sette risultati, ma l’utente può ampliare la tabella cliccando di volta in volta sul link “add next 10 items”. Finchè ci sono dati disponibili. Google Squared entra quindi a pieno titolo nella categoria degli aggregatori di dati “intelligenti”, in grado di pescare dalla rete le informazioni più utili riguardo all’argomento cercato dall’utente, e di struttarle in un database. Il software si pone l’obiettivo di superare la forma di internet come grande calderone di dati non organizzati, restituendoli all’utente in modo per quanto possibile chiaro.

(…)

A chi è destinato. Le categorie che troveranno più utile il nuovo motore di ricerca saranno sicuramente gli studenti e le scuole. Ma, con qualche aggiustamento, potrebbe diventare uno strumento potente anche per le ricerche comparate di prodotti, stile “guida all’acquisto”. Naturalmente, Google Squared, è ancora in beta come nella migliore tradizione di Mountain View.

Dunque, l’evoluzione dei motori di ricerca, con Bing e Squared, sta lasciando intravedere nuove possibilità per le attività contrattuali on-line, che potranno dotarsi di sistemi più ricchi per la selezione ed il controllo dei contenuti, step indispensabile per giungere all’introduzione di veri e propri sistemi di contrattazione cibernetica, basati su agenti software, capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale per porre autonomamente in essere decisioni negoziali in ambienti complessi.

La strada appare però ancora lunga.

Come riferisce l’articolo sopra citato, infatti,

«Nonostante sia stato rilasciato solo da poche ore, non manca chi in rete già muove appunti alla nuova creatura di casa Google. I dati spesso non sono precisi, e in molti casi è il software stesso che chiede di inserire contenuti e suggerimenti, secondo la logica dell’user generate content che regola anche Wikipedia».

Fabio Bravo

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Antistrust sul caso Explorer. La risposta di Microsft alla Commissione europea

Dopo la proroga di una settimana, è venuta in scadenza il termine concesso alla Microsoft per replicare, con proprie memorie, alle accuse di violazione delle norme sulla concorrenza in relazione alla presenza del proprio browser Internet Explorer nel sistema operativo Windows, che di fatto esclude dal mercato i browser concorrenti [si vedano, per approfondimenti, questi post: 123].

Con un comunicato del 29 aprile 2009 la Microsoft, il cui contenuto è riportato in un articolo pubblicato su Wall Street Italia, ha dato conferma di aver presentato una risposta formale alle contestazioni avanzate dalla Commissione europea.

Precisa tale articolo che

«Il gruppo di Redmond può anche chiedere di ottenere un’audizione prima che i funzionari europei prendano una decisione finale che potrebbe costare all’azienda un’ammenda pari al 10% dei suoi ricavi globali annuali. (…)»

Peraltro, come è stato precisato da altra fonte,

«Il contenuto della deposizione scritta della compagnia americana non è stato rivelato»

Sarà interessante conoscere le motivazioni, su cui avremo modo di riflettere.

Fabio Bravo

Antitrust, Windows e browser. Prorogato di una settimana il termine concesso dall’UE alla Microsft

Oggi Microsoft avrebbe dovuto presentare le proprie osservazioni in relazione al procedimento relativo all’asserita violazione delle norme sulla concorrenza nel mercato europeo, attivato dall’UE.

Sul punto avevo già riferito in altri post [1 e 2], a cui rinvio.

Ricordo che la questione riguarda (dopo le vicenda dei players multimediali che alal Microsoft è già costata un’amara sanzione in passato), l’installazione automatica del browser Internet Explorer in uno con il sistema operativo della Microsft, con la conseguenza che la Microsoft, approfittando delal diffusione del proprio sistema operativo, impedirebbe di fatto alle società concorrenti di veder utilizzato il loro brwoser da parte di un elevato numero di utenti.

La Microsfot, come già detto e segnalato (si vedano anche le immagini indicate nel precedente mio post), ha pensato di inserire la facoltà tecnica, per l’utente, di procedere alla volontaria eliminazione del Broser IE (internet Explorer), mediante una semplice operazione di spunta su un appostio «flag» (sul punto si veda anche questo resoconto)

La vicenda ha portato ad esternazioni accorate da parte dei concorrenti della Microsoft, anche a seguito della predetta operazione, che non sembra abbia risolto il problema legato alla possibile alterazione della posizione concorrenziale. A molti è apparso come un tentativo volto ad evitare la sanzione, ma senza risolvere sostanzialmente il problema sollevato in sede comunitaria.

Intanto il termine per le repliche della Microsoft alle contestazioni, già prorogato, è stato differito di un’altra settimana (dal 21 aprile, oggi, al 28 dello stesso mese).

Continuiamo a seguire la vicenda. Sarebbe interessante leggere le argomentazioni difensive.

Fabio Bravo

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