Michele Martoni

Modelli organizzativi ex d.lgs. 231/01 nel settore ICT

Lunedì 24 ottobre 2014, dalle 15:00 alle 17:00, presso l’Università di Bologna – Campus di Forlì, si terrà un seminario da me organizzato in tema di “Modelli organizzativi ex d.lgs. 231/01 e gestione della sicurezza delle informazioni nelle aziende del settore ICT. Il caso Acantho S.p.A.“.

Il seminario fa parte di un ciclo intitolato “L’università incontra l’impresa“.

Per il mondo imprenditoriale saranno presenti sia il Presidente e il VicePresidente di Soluzioni srl, rispettivamente responsabili dei progetti 231 e dei progetti di sicurezza delle informazioni, sia il responsabile della sicurezza di Acantho S.p.A., società del Gruppo Hera, che svolge attività di Internet Service Provider (ISP).

Vi riporto di seguito la locandina, con il link per il download.

Fabio Bravo | www.fabiobravo.it

seminario2

Ragazzi in Rete. Avviso ai naviganti

 

 

 

Il Lions Club Imola Host e le Scuole medie imolesi, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, Google, Telefono Azzurro, Università di Bologna (CIRSFID) e Adiconsum, hanno organizzato due incontri per genitori ed insegnanti sul tema della educazione all’uso dei nuovi media.

Calendario degli incontri:

 

Primo incontro

Data: 14 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Palazzo Sersanti

Relatori:

  • Alberto Di Gabriele – Polizia Postale e delle Comunicazioni
  • Laura Bononcini – Google Italy
  • Fabio Bravo – Università di Bologna

Secondo incontro

Data: 21 marzo 2012 ore 17:00 – Luogo: Imola, Sala BCC ex Cinema Centrale

Relatori:

  • Monica Palmirani – Università di Bologna
  • Giovanni Salerno – Telefono Azzurro
  • Giuseppe Gabriele – Adiconsum

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti liberi

 Per informazioni: michele.martoni@unibo.it

Link dell’evento sul sito del CIRSFID – Università di Bologna

Volantino in PDF

Firme elettroniche. Profili informatico-giuridici

L’amico e collega Michele Martoni ha recentemente pubblicato un interessante volume dal titolo “Firme elettroniche. Profili informatico-giuridici“, con Aracne editrice, che Vi consiglio di leggere.

Come precisato in quarta di copertina,

L’opera nasce dalla consapevolezza del ruolo sempre maggiore che la “rete” riveste nelle relazioni interpersonali. L’identità digitale di ciascuno, il valore e l’efficacia, la riservatezza e la protezione del dato informatico sono soltanto alcuni dei temi trattati in questo volume. L’autore definisce anche in chiave storico–evolutiva gli effetti e il valore giuridico del documento informatico e delle firme elettroniche, con un approccio innovativo e interdisciplinare, soffermandosi anche sugli aspetti strettamente tecnici e con una interessante disamina delle tecniche crittografiche generalmente impiegate.

Il volume contiene la Prefazione della Prof. ssa Monica Palmirani, nella quale si trova precisato che

Dopo oltre dieci anni dalla nascita della firma digitale in Italia ancora tale argomento anima il dibattito scientifico, legislativo e dottrinale in modo assolutamente non artificioso ma guidato da una genuina necessità di raggiungere la quadratura del cerchio fra tecnologia, diritto e semplificazione applicativa.

Questo controverso e fluido cammino, che pare debba presto vedere una nuova tappa con l’attesa emanazione delle modifiche al CAD, è dovuto essenzialmente a tre motivi.

Il primo risiede nel peccato originale con cui il diritto storicamente affronta l’utilizzo della tecnologia ossia con una metodologia ex-post invece che ex-ante, tentando di regolamentare l’introduzione del mezzo informatico ingabbiandolo spesso all’interno di processi organizzativi tradizionali e istituti giuridici sorti per la carta.

Il secondo motivo deve essere ricercato nella continua evoluzione tecnologica, evoluzione che sollecita nuove prospettive e quindi mette in crisi le regole poste in essere, che con lentezza vengono adeguate. Questo impedisce di fatto allo strumento giuridico di agire come volano dell’innovazione nella pubblica amministrazione e di liberare quelle potenzialità di semplificazione, razionalizzazione e miglioramento che invece gli strumenti tecnologici, se ben condotti anche sul lato organizzativo, sono in grado di produrre.

Il terzo aspetto risiede nell’insieme di applicazioni concrete che negli ultimi tre anni sono fiorite in ambito eGov accompagnate da un’analisi organizzativa, di processo e di servizio. L’esigenza di risolvere dei problemi fattuali ha portato a definire scenari nuovi neppure immaginati dal mondo giuridico e quindi non modellati nella normativa (e.g. il timbro digitale, le firme remote, le firme multiple, etc.).

Per questi motivi il presente elaborato affronta con energia nuova e con un approccio metodologico inconsueto la materia in oggetto, iniziando da una comprensione dei fenomeni tecnologici per poterne liberare tutta la potenza di azione mediante il corredo essenziale di un adeguato impianto normativo. Il ruolo del diritto in questa ottica è di creare una cassa di risonanza delle potenzialità inespresse dalla tecnologia, ipotizzando anzi tempo scenari nuovi e processi lavorativi ancora inesplorati.

Il presente elaborato non dimentica però la funzione contenitiva e regolativa del diritto, il quale deve nel contempo impedire usi illeciti o non appropriati del mezzo tecnologico, salvaguardare i principi fondanti il diritto, preservare l’identità dei documenti giuridici, evitare ogni abuso e distorsione da parte del nuovo media digitale.
L’analisi condotta quindi dall’Autore segue questa duplice funzione assegnata al diritto delle nuove tecnologie, propositiva e contenitiva, fornendo una lettura inedita della disciplina delle firme elettroniche alla luce anche dei molti casi che l’Autore ha avuto modo di affrontare e modellare nelle applicazioni concrete a servizio dell’eGov.

L’opera è interessante. Riporto anche il link per chi volesse consultare l’indice e le prime pagine del Capitolo I (intitolato “Dalla crittografia alle firme elettroniche”).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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