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Codice deontologico per trattamenti di dati a fini di informazione commerciale

Il Garante per la protezione del dati personali, unitamente ad associazioni di categoria, ha varato il nuovo Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali effettuato a fini di informazione commerciale.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 ottobre 2015, entrerà in vigore il 16 ottobre 2016.

Qui il testo completo del Codice deontologico.

Di seguito si riporta, invece, la sintesi del provvedimento come diffusa nel comunicato stampa del Garante.

Ricerche limitate a persone con legami giuridici o economici

Per realizzare un dossier di informazione commerciale su un manager o un imprenditore, si possono utilizzare solo i suoi dati personali, oppure quelli di persone fisiche o giuridiche che con lui hanno o hanno avuto legami economici o giuridici.

Informazioni pubbliche o liberamente comunicate

Sono utilizzabili i dati provenienti da “fonti pubbliche”, come i pubblici registri, gli elenchi, i documenti conoscibili da chiunque (bilanci, informazioni contenute nel registro delle imprese presso le Camere di commercio, atti immobiliari e altri atti c.d. pregiudizievoli come l’iscrizione di ipoteca o la trascrizione di pignoramento, decreti ingiuntivi o altri atti giudiziari).

Per la prima volta, saranno utilizzabili a questi fini anche i dati estratti da “fonti pubblicamente e generalmente accessibili da chiunque”, come le testate giornalistiche cartacee o digitali, oltre che informazioni attinte da elenchi telefonici, da siti web di enti pubblici o altre autorità di vigilanza e controllo.

Tutti questi dati, come previsto dal Codice della privacy, possono essere trattati senza il consenso degli interessati.

Potranno essere utilizzati anche i dati personali che il soggetto stesso ha liberamente deciso di comunicare al fornitore di informazioni commerciali.

Gli operatori dovranno sempre annotare la fonte da cui hanno tratto i dati personali sulla persona censita.

Informativa e pronto riscontro agli interessati

Tutte le società del settore dovranno pubblicare un’informativa completa almeno sul proprio sito web. Quelle con un fatturato superiore a 300.000 euro (in questo ambito di attività) dovranno realizzare insieme un unico portale dove inserire le comunicazioni sulle attività di informazione commerciale.

E’ previsto inoltre l’obbligo per gli operatori del settore di garantire un riscontro telematico, tempestivo e completo, alle richieste in materia di privacy avanzate dalle persone censite.

Limiti all’utilizzo e alla conservazione dei dati

I dati personali possono essere conservati solo per periodi di tempo ben definiti e, comunque, trattati nel rispetto dei limiti alla conoscibilità, all’utilizzabilità e alla pubblicità dei dati previsti dalle normative di riferimento (ad esempio quella sulla trasparenza o sulla pubblicità legale degli atti).

Potranno essere trattati anche dati giudiziari (come quelli relativi  ad un’eventuale condanna, ad esempio, per bancarotta fraudolenta) della persona censita. Tali informazioni, se tratte da un giornale, o da un’altra fonte pubblicamente e generalmente accessibile, non possono risalire a più di sei mesi prima.

Dati sempre pertinenti e aggiornati

Gli operatori del settore dovranno utilizzare solo dati pertinenti e non eccedenti l’attività di informazione commerciale. I dati dovranno essere sempre aggiornati.

Sicurezza delle informazioni

Le società dovranno adottare misure per garantire la sicurezza, l’integrità e la riservatezza delle informazioni commerciali.

 

Privacy, tessera del tifoso e sicurezza negli stadi

Sulla tessera del tifoso è intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali con un apposito provvedimento intitolato “Tessera del tifoso: più garanzia per i supporter“, come si legge in un comunicato stampa del 12 gennaio 2011:

I supporter delle squadre di calcio che aderiscono al programma “tessera del tifoso” devono essere informati in modo chiaro e dettagliato sull’uso dei dati personali forniti al momento della sottoscrizione. Devono inoltre essere messi in condizione di poter scegliere liberamente se autorizzare l’uso di questi dati anche per finalità di marketing e pubblicità.

Il Garante privacy ha fissato precise garanzie per i tifosi che aderiscono al programma “tessera del tifoso” con un provvedimento che tiene conto anche di alcune segnalazioni pervenute all’Autorità e che è stato inviato al Ministero dell’interno, al Coni, alla Figc e alle società sportive che aderiscono al programma. La tessera del tifoso è uno strumento multifunzionale che, oltre a consentire di far parte di una comunità “virtuosa” di tifosi, permette al possessore di fruire di facilitazioni e servizi messi a disposizione dalle società sportive, di seguire la squadra in trasferta nel settore “ospiti”, di accedere agevolmente agli impianti sportivi attraverso i varchi a lettura elettronica.

Ogni tessera rilasciata dalla società al tifoso dopo l’ok della questura, contiene i dati personali del possessore, è contrassegnata da un codice alfanumerico che la identifica in modo univoco e spesso contiene un dispositivo a radiofrequenza (rfid), utilizzato solo per l’accesso agli stadi e “leggibile” ad una distanza non superiore a 10 cm da appositi lettori posizionati presso i tornelli di ingresso.

L’Autorità nel suo provvedimento ha stabilito che le società sportive dovranno migliorare l’informativa da dare ai tifosi, mettendo ben in evidenza i trattamenti di dati che non richiedono il consenso, perché connessi al rilascio della tessera, e quelli che possono essere effettuati solo su base volontaria e con un consenso ad hoc (marketing, profilazione, invio di comunicazioni commerciali). Ai tifosi dovrà infatti essere sempre garantita la possibilità di poter esprimere esplicitamente il loro “no” all’uso dei dati per finalità di marketing.

Nell’informativa dovrà essere inoltre ben specificato che i dati anagrafici dei possessori delle tessera vengono comunicati alle questure allo scopo di verificare l’assenza di provvedimenti (D.a.spo., misure di prevenzione, sentenze di condanna per reati cosiddetti da stadio) che ostacolino il rilascio.

I tifosi, infine, dovranno essere informati sulle caratteristiche dei trattamenti effettuati tramite la tecnologia rfid.

L’Autorità si è comunque riservata approfondimenti in caso di revisioni eventualmente apportate al programma “tessera del tifoso”.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Vendita di dati personali, marketing e social networks

L’incredibile mole di dati personali disponibili presso i social networks, che fine fa?

Il rischio per la violazione della privacy è stato già provocatoriamente messo in evidenza da Le Tigre, con un articolo che ha ben reso l’idea di cosa possa significare raccogliere dati personali altrui su Internet nell’era del web 2.0.

È notizia di oggi che i dati personali ospitati dai social networks rischino seriamente entrare nei circuiti di chi li utilizza in maniera sistematica per il marketing.

Nuova minaccia per la privacy?

Sicuramente.

Secondo la richiamata notizia, diffusa dal Guardian e ripresa da La Stampa («Pronti a vendere i dati degli utenti. I blog si schierano contro Facebook»),

Facebook, il più importante social network a livello mondiale, intenderebbe mettere sul mercato le informazioni che possiede sui suoi 150 milioni di utenti. Le aziende, poi, potrebbero utilizzarle per condurre le loro ricerche di marketing. (…)

Il fenomeno va monitorato e occorre essere pronti a reagire con decisione ove, com’è facile che sia, si travalichino i confini di liceità nel trattamento dei dati personali.

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