Interoperabilità delle licenze opensource

Scontro tra licenze open-source (GPL v3 contro EUPL). L’intervento dell’OSOR.EU come possibile strategia di fronte al proliferare delle licenze

Mi ero occupato dei progetti CreaTiVù e Notre-DAM, portati avanti da Sardegna Ricerche con diversi partners, e mi era stato segnalato dall’Ing. Maurizio Agelli che l’intenzione di usare la libreria EXT-JS, attualmente licenziata in GPL v3, avrebbe comportato la necessità della migrazione del progetto CreaTiVù da EUPL 1.1 a GPL v.3, così come in precedenza era avvenuto per il progetto Notre-DAM, prima licenziato in EUPL ed ora convertito in GPL v3.

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A parte il rilevo che EXT-JS è una libreria (utilizzata per l’interfaccia) e come tale si sarebbe potuto optare per la LGPL, il caso mi è sembrato di grande rilievo sotto il profilo del conflitto tra licenze open source.

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La clausola virale contenuta nella GPL v3 e il modello di strong copyleft, che non lascia spazio a licenze alternative, costringe altri progetti, che pur si avvalgono di licenze open source certificate OSI, ad abdicare in favore della GPL v3 la licenza originariamente adottata.

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Si ha, in altre parole, uno scontro tra sistemi di licenza che pur sono indirizzati allo stesso scopo: quello di assicurare principalmente la libertà di accesso al codice sorgente e le ulteriori libertà che da essa discendono, compreso quella di copiare, distribuire, analizzare e modificare il software, nonché creare opere derivate.

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In altre parole, se un progetto open source nasce in EUPL (European Union Public Licence), così come in altre licenze open source nate per soddisfare esigenze analoche alla GPL, lo strong copyleft della GPL pone una forzatura, costringendo alla migrazione alla GPL v3 ove il codice sorgente del progetto si integri con codice GPL v3.

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Si assiste, dunque, ad un dominio della GPL v3 che, forte della posizione acquisita sul mercato delle licenze open source, finisce per condizionare le libere scelte progettuali adottate nel progetti open source che intendono basarsi su licenze alternative.

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Lo scontro tra licenze è un tema che diventerà sempre più caldo.

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P.E. Schmitz, uno degli autori della EUPL, con cui sono in contatto per via del mio progetto EUPL.IT, aveva avanzato una possibile soluzione a tale questione, suggerendo l’introduzione di meccanismi di interoperabilità tra le licenze provenienti tra diverse comunità (ad esempio la comunità open source legata alla FSF, che fa uso della GPL, e quella legata all’UE, che fa uso della EUPL), in modo da assicurare, per un principio di mutuo riconoscimento, la facoltà di utilizzo di codice licenziato nella licenza “incompatibile”, conservando la licenza originaria.

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In tal modo, i progetti EUPL rimarrebbero sotto licenza EUPL anche ove facciano ricorso a codice in GPL v3, per via del meccanismo di interoperabilità delle licenze che le due community potrebbero vicendevolmente riconoscersi.

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Ciò implicherebbe un avvicinamento culturale ed un cambiamento radicale di prospettiva che potrebbe avvenire in tempi non prossimi, almeno per quanto riguarda la FSF.

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Nel frattempo, la migliore soluzione possibile, nel breve periodo, mi sembra possa essere un’altra, che avevo già suggerito all’OSOR.EU: quella di un intervento formale e diretto dell’OSOR.EU presso i titolari o i responsabili del progetto, i manager di progetto ed eventualmente gli uffici legali che assistono i titolari ed i responsabili del progetto, al fine di sollecitare il rilascio in EUPL del software open source già licenziato in GPL v3, attraverso il dual-lincencing o il multi-licencing.

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Le istituzioni comunitarie potrebbero cioè intervenire direttamente sollecitando l’adozione della licenza EUPL accanto alla GPL v3.

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Tornando al caso EXT-JS, ho chiesto all’OSOR.EU l’intervento ufficiale presso Sencha, titolare della libreria, al fine di verificare la disponibilità a ri-licenziare tale libreria in EUPL (accando alla GPL v3).

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L’intervento c’è stato. L’OSOR.EU si è mosso. Vediamo come risponde Sencha.

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Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Internet e TV: CreaTiVù. Applicazione opensource in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV

Anche in Italia il software di tipo opensource sta facendo passi decisivi verso la EUPL, soprattutto nel public sector (opensource e pubblica amministrazione).

Un interessante progetto è dedicato alla produzione collaborativa su Internet di programmi TV, mediante un’applicazione denominata CreaTiVù, rilasciata in opensource sotto licenza EUPL da SardegnaRicerche.

CreaTiVù è un esempio di come Internet e Televisione possano interagire in maniera innovativa, con persorsi alternativi rispetto ad altre esperienze di successo, come YouTube e GoogleTV.

Come si legge dal sito Internet ufficiale del progetto,

CreaTiVù è un’applicazione che consente di creare programmi TV, distribuiti su molteplici canali, WebTV, DVB, IPTV, mobile, a partire dal contributo della web community (…)

(…)

CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”

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Come Funziona CreaTiVù

Quanto alle categorie di soggetti che hanno accesso, via Internet, al sistema il sito evidenzia quanto segue:

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Dunque:

1) gli utenti possono accedere liberamente alla programmazione televisiva in Web TV, IPTV, MobileTV, etc., senza doversi autenticare (in forma anonima), per poter vedere il materiale video presente su CreaTiVù.

2) gli utenti possono accedere liberamente alla piattaforma, registrandosi ed autenticandosi, per caricare i propri video o per inviare i propri feedback al materiale caricato da altri (similmente a quanto avviene con altri servizi tipo YouTube);

3) Tuttavia (a differenza di quanto avviene con YouTube), il materiale caricato dagli utenti registrati non viene reso immediatamente visibile agli altri utenti, ma viene sottoposto ad approvazione da parte di un “publisher”, che ha la responsabilità del controllo dei contenuti e della formazione del palinsesto televisivo. Il sistema prevede infatti una figura (il “publisher”, appunto) che è nominato dall’amministratore di CreaTiVù, con il compito di:

- approvare (validare) i video caricati dagli utenti registrati, al file di inserirli nei programmi televisivi;

- definire i programmi televisivi;

- definire i palinsesti televisivi;

4) v’è infine un “amministratore”, che è colui che ha il controllo complessivo sull’intero sistema e sui suoi contenuti. Coincide sostanzialmente con il fornitore del servizio reso tramite il sistema CreaTiVù ovvero con la persona da questi preposta per il funzionamento dell’intero sistema di erogazione del servizio.

Il workflow proposto sul sito di progetto illustra il maccanismo, a metà strada tra la TV tradizionale (totalmente amministrata e centralizzata, anche nella immissione dei contenuti) e la TV collaborativa aperta e distribuita (in cui sono assenti i controlli a priori sui contenuti, in stile YouTube).

Si ha una forma ibrida, in cui la comunità degli utenti, tramite Internet, contribuisce a formare i palinsesti, che rimangono “amministrati” per assicurare un controllo (si spera non censorio, ma volto ad assicurare la qualità) dei contenuti.

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Il problema delle licenze (EUPL vs GPL)

Tale  progetto è rilasciato in opensource ad oggi sotto licenza EUPL, con disponibilità dei files per il download (attualmente in versione “Alpha”).

Tuttavia, il progetto potrebbe essere dirottato in GPL v.3, per via dell’intenzione di utilizzare EXT-JS, una libreria in GPL v.3.

L’uso della libreria in GPL v.3, che è licenza attualmente incompatibile con la EUPL v. 1.1, costringerebbe a far migrare il progetto dalla EUPL alla GPL.

Per questo ho deciso di attivarmi personalmente, chiedendo all’OSOR.EU, con un post su EUPL.it e personalmente tramite e-mail, di stimplare il dual-licencing di EXT-JS, in modo tale che possa affiancarsi (per la medesima libreria) la licenza EUPL alla GPL.

Ciò consentirebbe l’uso di EXT-JS da parte di CreaTiVù conservando la licenza EUPL per il progetto.

Sono stato informato dall’OSOR.EU che la sollecitazione è stata già inoltrata (in tempi rapidissimi). Ora si attende il riscontro, su cui Vi terrò aggiornati.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Patrice-Emmanuel Schmitz, uno degli autori della EUPL, interviene sul sito EUPL.IT

Da poco tempo, dando continuità allo studio sulla EUPL (European Union Public Licence) condotto presso l’Università di Bologna, nell’ambito di un progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN), ho attivato il sito-blog EUPL.IT (www.eupl.it), interamente dedicato alla licenza pubblica dell’UE.

Si tratta di un sito ancora in fase iniziale, ma destinato a crescere sempre più con il tempo, a beneficio delle imprese, dei consulenti e delle pubbliche amministrazioni che decidono di ricorrere all’open source e, segnatamente, alla European Union Public Licence.

L’intento è quello di diffondere la conoscenza della EUPL, in tanti modi:

a) raccogliendo segnalazioni di progetti open source basati su tale licenza, al fine di darne più ampia diffusione;

b) segnalando e descrivendo  software licenziati in EUPL;

c) rendendo disponibili materiali (e-book, paper, post, relazioni di convegni, MP3, etc.) sulla EUPL;

d) segnalando convegni o altri eventi sulla EUPL;

e) raccogliendo informazioni, consigli, scambio di opinioni e di esperienze sulla EUPL e sui progetti che ne fanno uso.

Proprio ieri, 11 febbraio 2010, Patrice-Emmanuel Schmitz, che è uno degli autori del testo della EUPL, ha deciso di onorare con la sua presenza il sito EUPL.IT, lasciando un commento interessante, che poi ho ripreso in un post di approfondimento (dal titolo “Quale soluzione alla proliferazione delle licenze opensource?“).

Schmitz, poi, ha provveduto a segnalare EUPL.IT sul sito dell’OSOR.EU, apprezzando l’esistenza in Italia di un sito interamente dedicato all’EUPL (il primo in assoluto, nel panorama internazionale, fatte salve le pagine web presenti sui siti istituzionali dell’UE).

Ritengo che quella di Schmitz sia una presenza ed una segnalazione significativa, che possono dare uno slancio importante all’iniziativa. Ringraziandolo sentitamente per l’attenzione del tutto spontanea che ha mostrato di accordarmi (sorprendendomi piacevolmente), colgo l’occasione per chiedervi sommessamente due cose:

a) se siete giornalisti o blogger, vi sarei grato se poteste contribuire a diffondere l’iniziativa che sto portando avanti con EUPL.IT;

b) se avete software e progetti ICT basati sulla EUPL o esperienze di utilizzo della EUPL, soprattutto nella P.A., sarei felice di poter ricevere le segnalazioni, al fine di poterle riportare su EUPL.IT, a beneficio vostro e dell’intera comunità.

Qualora vogliate aderire, potete fare riferimento direttamente alle pagine ed ai contatti indicati sul sito www.eupl.it, rimanendo in ogni caso a disposizione per quanto possa essere utile.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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