Intercettazioni

La disciplina delle intercettazioni, ovvero l'erosione lenta che cancella i principi fondativi del nostro sistema. L'appello di Stefano Rodotà e Milena Gabanelli

Così Stefano Rodotà si esprime sul disegno di legge destinato a modificare la disciplina delle intercettazioni:

Se la legge sulle intercettazioni verrà approvata nel testo in discussione al Senato, sarà fatto un passo pericoloso verso un mutamento di regime. I regimi non cambiano solo quando si è di fronte ad un colpo di Stato o ad una rottura frontale. Mutano pure per effetto di una erosione lenta, che cancella principi fondativi di un sistema.

Poi aggiunge:

Se quel testo diverrà legge della Repubblica, in un colpo solo verranno pregiudicati la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di sapere dei cittadini, il controllo diffuso sull’esercizio dei poteri, le possibilità d’indagine della magistratura. Ci stiamo privando di essenziali anticorpi democratici. La censura come primo passo concreto verso l’annunciata riforma costituzionale, visto che si incide sulla prima parte della Costituzione, quella dei principi e dei diritti, a parole dichiarata intoccabile? Se così sarà, dovremo chiederci se viviamo ancora in uno Stato costituzionale di diritto.

La tutela della privacy, nella ricostruzione dell’insigne giurista, appare in realtà solo un pretesto per giungere ad obiettivi ben diversi, attuati con una operazione “sostanzialmente eversiva”:

Questa operazione sostanzialmente eversiva si ammanta del virtuoso proposito di tutelare la privacy. Ma, se questo fosse stato il vero obiettivo, era a portata di mano una soluzione che non metteva a rischio né principi, né diritti. Bastava prevedere che, d’intesa tra il giudice e gli avvocati delle parti, si distruggessero i contenuti delle intercettazioni relativi a persone estranee alle indagini o comunque irrilevanti; si conservassero in un archivio riservato le informazioni di cui era ancora dubbia la rilevanza; si rendessero pubblicabili, una volta portati a conoscenza delle parti, gli atti di indagine e le intercettazioni rilevanti.
Su questa linea vi era stato un largo consenso, che avrebbe permesso una approvazione a larga maggioranza di una legge così congegnata.

Ma l’obiettivo era diverso. La tutela della privacy è divenuta il pretesto per aggredire l’odiata magistratura, l’insopportabile stampa. Non si vuole che i magistrati indaghino sul “mostruoso connubio” tra politica e affari, sull’illegalità che corrode la società.

Rodotà prosegue con parole dure, che devono far riflettere.

Invito tutti a leggerle per intero.

All’appello accorato di Stefano Rodotà si aggiunge, tra tanti, anche quello di Milena Gabanelli (Report):

«Se non siete d’accordo con questo provvedimento, fatevi sentire nelle sedi competenti perchè presto sarà legge».

Si è concluso così un breve appello lanciato da Milena Gabanelli, prima della sigla di apertura della puntata di stasera di Report su Rai 3, in cui la conduttrice ha spiegato le possibili conseguenze del disegno di legge sulle intercettazioni in corso di approvazione da parte del Parlamento.

Qui è disponibile il testo completo del disegno di legge S.1611 (dal titolo “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”), nonché degli emendamenti proposti.

Per agevolarne la lettura riporto:

1) un Dossier preparato da “La Stampa”

2) un recente aggiornamento

3) un frammento della videointervista di Stefano Rodotà, in cui spiega perché la privacy è un pretesto.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Intercettazioni. Il disegno di legge passa al Senato

Il tanto discusso disegno di  legge sulle intercettazioni, dopo essere stato approvato l’11 giugno 2009 alla Camera (ddl. 1415) , è transitato al Senato il 12 giugno, ove ha acquisito il n. 1611.

Ecco il testo integrale.

E’ un testo che ha fatto e sta facendo discutere molto e che ora, dopo il passaggio all’altro ramo del Parlamento, sta mobilitando l’opinione pubblica, la magistratura e numerosi personaggi celebri della nostra società, che ravvedono nel testo di legge un’attentato sia alle esigenze di sicurezza dei cittadini (perché in molti casi le possibilità di ricorrere alle intercettazioni vengono compresse in maniera sensibile), sia ai diritti costituzionali di infomare e di essere informati, riconducibili all’art. 21 Cost. (perché si introducono forti limiti alla possibilità di pubblicazione, anche per riassunto, fino alla chiusura delle indagini preliminai o fino all’udienza preliminare; si introduce un’ipotesi di reato per chi contravviene al divieto di pubblicazione con pene detentive ed altre diverse misure; etc.; …tanto da far ipotizzare una vera e propria censura). 

Possono essere considerate misure di tutela della “privacy” e di altri diritti collegati?

I rilievi sarebbero molti e circostanziarli in questo post è impossibile.

In questa sede, pertanto, mi limito a veicolare il link del disegno di legge (già riportato sopra), al fine di contribuire a rendere ampia la circolazione dei contenuti e la reperibilità delle fonti. E’ il primo passaggio fondamentale per un confronto serio sui contenuti, d parte di ciascuno.

Preannuncio però che nei successivi post non mancherò di soffermarmi sui singoli aspetti critici di tale proposta di legge.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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