Intel

Ibridazioni uomo-macchina. Ancora sul dialogo tra chip e neuroni (l'attenzione del mondo industriale: Intel e Toyota)

Su La Stampa è apparso un articolo dal titolo “Chip nei neuroni per comandare computer e TV“, in cui vengono dipinte come fossero una novità la ricerce di Intel e, poi, di Toyota.

Si legge nell’articolo, infatti, che

Lo scenario da fantascienza si apre grazie alle ricerche che sta compiendo la Intel. L’azienda elettronica americana sta studiando di impiantare nel cervello umano un chip capace di trasformare le onde del nostro cervello in impulsi elettrici per dialogare con le apparecchiature elettroniche.

Ancora, nel medesimo articolo viene altresì riportato che 

Nei laboratori Toyota, gli scienziati hanno realizzato un modello di sedia a rotelle che viene controllata direttamente con il cervello.

Come fatto presente in altri post su questo blog, le ricerche sull’ibridazione uomo-macchina, sulla possibilità di comandare  apparecchi elettronici, mano robotiche e sedie a rotelle (ed in futuro anche automobili) mediante impulsi cerebrali non rappresentano una novità assoluta, ma sono il frutto di un’attività che impegna da tempo illustri esponenti del mondo accademico, tra cui, sicuramente il più noto, Kevin Warwick, Professore di Cibernetica all’Università di Reading (cfr. il progetto “Cyborg 1.0″ del 1998 e “Cyborg 2.0″ del 2002)

L’articolo de La Stampa è interessante perché ci rimarca come l’attenzione dell’industria (Intel, Toyota) sia destinata a rendere operante lo scenario finora realizzato nei laboratori delle università.

Non si tratta di fantascienza, ma di realtà non conosciuta ai più.

E’ importante ragionare su questi temi, illustrarli e pensare come affrontarli. Occorre anche in questo caso una convergenza interdisciplinare, in grado di analizzare e prevedere gli effetti sociali dell’introduzione di tali tecnologie, quando saranno su larga scala, per poi sindacare le soluzioni giuridiche con il supporto di tutte le scienze utili a comprendere quale tipo di modernizzazione vogliamo per la nostra società (mi riferisco all’etica, alla filosofia, alla sociologia e, ovviamente, alla politica ed al diritto). 

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Intel, antitrust ed UE. Multa record di 1,06 Mld

Una nuova pagina in tema di violazione della concorrenza sul mercato è stata scritta nel settore tecnologico dall’Intel, che si è vista comminare la sanzione più alevata che l’UE abbia mai inflitto.

Si tratta della somma di Euro 1,06 Mld per l’illecito anticoncorrenziale posto in essere nel mercato europeo ai danni di altri competitors, nonché dei consumatori e, in generale, del buon andamento del mercato e del progresso tecnologico.

Per un approfondimento si rinvia all’articolo de la Repubblica.

Quanto alle motivazioni, tale fonte riporta che

“La Commissione – si legge infatti nel comunicato – ha ritenuto che l’Intel abbia fatto ricorso a due specifiche forme di pratiche illegali. Primo, Intel ha dato sconti integralmente o parzialmente occulti a fabbricanti di computer a condizione che le acquistassero la totalità o la quasi totalità dei processori x86 di cui avevano bisogno”.

Inoltre, si legge ancora nel comunicato, “Intel ha effettuato pagamenti diretti in favore di un grande distributore a condizione che questo vendesse esclusivamente computer dotati di processori x86. Questi sconti e pagamenti hanno effettivamente impedito ai clienti, e, in fin dei conti, ai consumatori, di rivolgersi a prodotti alternativi”.

Infine, “Intel ha effettuato pagamenti diretti a favore di fabbricanti di computer allo scopo di arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti processori di tipo x86 dei concorrenti e di limitare i circuiti di vendita utilizzati da questo prodotti”. La Commissione cita tra i fabbricanti di computer coinvolti Acer, Dell, Hp, Lenovo e Nec. Il distributore è Media Saturn Holding, proprietario della catena MediaMarkt (in Italia MediaWorld).

E quindi, secondo l’Antitrust Ue, “riducendo la capacità dei concorrenti di fare concorrenza attraverso la qualità intrinseca dei loro prodotto, le azioni di Intel hanno minato la concorrenza e l’innovazione”.

Se si tiene a mente che, sempre per violazione della disciplina antitrust, il primato della sanzione più elevata spettava alla Microsoft (899 milioni di euro nel 2008), si comprende bene l’incidenza che le pratiche anticoncorrenziali hanno nel mercato IT.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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