ICT

Crisi economica e licenziamenti nel settore tecnologico

ICT, Business e Labour Law mostrano collegamenti molto stretti.

In questo periodo di recessione mondiale e di grande crisi, anche i colossi multinazionali del settore tecnologico, collocati in una delle fette di mercato più fiorenti dell’economia, sono costretti a rivedere le proprie strategie sulle risorse umane.

Si registrano, da tempo, segnali allarmanti. Basta leggere le notizie diffuse dagli organi di stampa, che non risparmiano colossi come Microsoft, Sony Ericsson e Toshiba, tanto per fare alcuni esempi, che per la verità potrebbero continuare a lungo.

Ovviamente non è solo il settore tecnologico a risentire della crisi, dato che il trend si registra in tutti i settori, compreso quelli considerati tradizionalmente forti, come il settore farmaceutico. Il discorso non cambia, anzi, talvolta si fa ancora più drammatico, per le PMI. 

Le scelte imprenditoriali, ovviamente, non possono essere focalizzate esclusivamente su una gestione restrittiva delle risorse umane, che dovrebbero poter essere valorizzate, ma occorrono percorsi strategici differenziati, che vanno dalla formazione al marketing, dalla gestione dei crediti da recuperare alla gestione dei contenziosi (che generalmente aumentano nel periodo di crisi), dal ricorso a forme di finanziamento pubblico o agevolato a processi di riorganizzazione e riallocazione ottimale delle risorse umane, dalla reingegnerizzazione dei processi all’uso delle nuove tecnologie come fattore competitivo.

Davvero pregevole è, a tal proposito, l’iniziativa di formazione per gli imprenditori promossa dalla CNA di Cremona unitamente ad ECIPA Lombardia, il consorzio delle CNA lombarde dedicato alla Formazione.

Forse è proprio in tempo di crisi che dalla competizione concorrenziale si emerge investendo di più e non tagliando. La prospettiva è di andare incontro a perdite sicure nel breve periodo per ottenere vantaggi competitivi forti nel medio lungo periodo, in un’ottica di capitalizzazione degli investimenti.

Anche nel breve periodo, però, la crisi può essere affrontata con adeguati strumenti di consulenza legale e di gestione giudiziale e stragiudiziale dei problemi che l’esercizio d’impresa presenta.

Fabio Bravo

Master in Diritto delle Comunicazioni Elettroniche

Vi segnalo che l’Università di Firenze, in collaborazione con l’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), ha organizzato un Master in «Diritto delle Comunicazioni Elettroniche – Information and Communication Technologies», nell’ambito del quale ho l’onore di essere stato inserito come docente.

Il Master gode del patrocinio del Garante per la protezione dei dati personali e del CNIPA.

Ecco la brochure da cui estrarre tutte le informazioni.

Il corpo docenti è particolarmente significativo per la presenza di esponenti di rilievo del mondo accademico, industriale, istituzionale e professionale.

Tra le materie affrontate nel corso vi sono:
- Tecnologia e informatica delle comunicazioni;
- Diritto delle telecomunicazioni, della radiotelevisione e dell’editoria elettronica;
- Protezione dei dati personali e tutela delle persona;
- Risoluzione delle controversie e tutela davanti alle Autorità indipendenti;
- Tutela dell’accesso alle reti, sicurezza informatica, computer crimes;
- Contratti informatici, commercio elettronico, proprietà intellettuale e industriale;
- Principi e regole dell’amministrazione digitale;
- Processo telematico.

Comunicazioni tra Robots (e tra Robots e Umani)

Vi segnalo questo interessante progetto di ricerca sia sulla comunicazione tra robots che su quella tra robots ed esseri umani, portato avanti dall’Università di Bologna.

Il nome del progetto è «ROSSI» ed è l’acromino del suo titolo in inglese, che per esteso è «Emergence of communication in RObots through Sensorimotor and Social Interaction».

Come riportato anche sul sito dell’Università di Bologna,

This project is focused on the development or emergence of communication between robots and between robots and humans. In particular, the project will address the question of how critical it is for communicating agents to share the same general view of the world. Agents possessing different sensory and motor systems may have different views of the world and therefore may have difficulties in communicating. We will explore to what extent and which aspects of world models must be shared in order to facilitate communication between between robots and humans.

We wish to increase understanding of the requirements of affordance based world models, shared models and communication provided by such models.

Recent neurophysiological data have shown
that in the premotor cortex there are two sets of neurons: one active during the execution of specific object-directed actions and also responding to the visual presentation of the object that recruits the specific action coded motorically by the neuron (canonical neurons); the other that respond to the visual presentation of actions done by others and to their corresponding verbal labels in the same way as they respond when the action is done by the organism (mirror neurons).

This neurophysiological evidence is the platform on which it is possible to construct robots that are able to communicate and co-operate with people, based on understanding of objects, actions, and processes in their environment. The focus of this project is the construction of robots that are able to process simple commands (words referred to actions acting upon objects and specifying objects) and to respond appropriately by interacting with different kinds of objects and entities in their environment. To pursue this goal an interdisciplinary team has been assembled, including psychologists, neuroscientists, computer scientists and robotics engineers.

Il coordinamento scientifico del progetto è affidato all’Università di Bologna – Dipartimento di Psicologia (Responsabile Scientifico: Prof.ssa Anna Maria Borghi).

Al progetto, che ha carattere internazionale, partecipano : Università di Bologna (Italy); Università di Parma (Italy); Hggsklan I Skovde (Sweden); Universitaet zu Luebeck (Germany); Middle East Technical University (Turkey); Aberystwyth University (UK).

Questo è il sito del Progetto.

A questo link, invece, sono disponibili le pubblicazioni in PDF, per chi desiderasse immergersi negli approfondimenti.

Tecniche investigative, geolocalizzazione del cellulare e Google Street View

Un caso di sequestro è stato risolto dalle forze dell’ordine utilizzando la geolocalizzazione del cellulare e, successivamente, anticipando l’intervento in loco tramite perlustrazione della zona mediante Google Maps e Google Street View.

È avvenuto nel piccolo paese di Athol, nel Massachussets.

Ne ha dato notizia il quotidiano locale (Worcester Telegram & Gazette), dal quale è possibile estrerre i dettagli dell’accaduto.

Per l’Italia si rinvia al resoconto di Luca Castelli per La Stampa e di Marco Pasqua per la Repubblica.

Bancomat e RFiD

L’ATM (Automatic Teller Machine) ed il POS (Point of Sale), noto come Bancomat, è stato introdotto negli anni 60. Ci saranno presto delle evoluzioni, anticipate in questo articolo di Progress ed in quest’altro di Repubblica.

Si andrà verso l’uso di tecnologie in grado di leggere i contenuti della carte bancomat senza necessità di alcun contatto con il POS.

La notizia diffusa recentemente da Repubblica parla di una carta bancomat «contatless», senza specificare il tipo di tecnologia utilizzata che, molto probabilmente, si basa su RfiD.

L’articolo è di Sara Ficocelli, la quale riferisce che

Per usarla con il sistema “contactless” basterà avvicinarla al momento dell’acquisto al lettore magnetico fornito in dotazione ai negozi. Il pagamento verrà confermato da un semplice bip e da un messaggio di “transazione avvenuta” sullo schermo. L’unica accortezza da adottare sarà quella di non tenere la carta troppo lontana dall’apparecchio. La macchinetta non darà alcuna ricevuta, proprio nell’ottica di far risparmiare tempo (e carta!), ma questa potrà sempre essere richiesta se necessario. Nel Regno Unito sono già 8000 i negozi (da Pret A Manger a Coffee Republic, EAT, Books e Krispy Kreme) in cui si possono trovare queste apparecchiature e le installazioni aumentano di settimana in settimana. Entro marzo gran parte del territorio anglosassone verrà coperto.

Ci saranno sicuramente delle resistente in Italia sulla sua adozione, a causa del timore di perdita di controllo dello strumento elettronico, per via della possibilità che la movimentazione non venga autorizzata con l’inserimento del PIN, ma solamente avvicinando la carta all’apparecchio.

Per ora chi commercializza questo tipo di carta ritiene importante puntare sulla limitazione dell’importo per il contact less (che viene utilizzato solamente per importi fino a circa 11 euro). Il sistema, pertanto, verrà lanciato per tentare il posizionamento sul mercato incontrando quel segmento di clientela che, come per il pagamento in autostrada, intende ottenere una maggior velocità nell’effetuazione dell’operazione di pagamento. 

In Italia va ricordato l’apporto di Ettore Giannantonio allo studio delle problematiche giuridiche che l’ATM ed il POS, quali ipotesi di trasferimento elettronico dei fondi, comportano.

Le problematiche ora, però, si complicano per via dell’evoluzione del progresso tecnologico. L’RFiD, ad esempio, comporta questioni ulteriori connesse all’adozione delle misure di sicurezza per garantire sia la sicurezza delle “transazioni” economiche, sia la protezione dei dati personali (privacy).

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