GPL v3

Nemesys e GPL. Arriva il codice sorgente

A seguito di un mio recente post dal titolo “Nemesys. Il software è in GPL ma la GPL non è una licena d’uso“, avuti contatti con l’Ing. Luca Rea, Responsabile del progetto, questi mi segnala in anteprima che:

1) il codice sorgente di Nemesys è ora reso disponibile on-line al seguente indirizzo:

http://code.google.com/p/nemesys-qos/

2) presto verrà inserito tale link anche all’interno del sito di progetto (MisuraInternet.it)

3) quanto prima verranno sanate le ulteriori discrepanze segnalate.

Ringrazio dunque l’Ing. Rea della Fondazione Ugo Bordoni per gli immediati riscontri e Paolo del Bene per lo stimolamente commento che mi ha rilasciato.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

La posizione dominante della GPL v3 nel mercato delle licenze open source. Il caso Notre-DAM

Mi ero già espresso sul problema relativo al modello di strong copyleft della GPL, ottimo per l’affermazione della licenza, ma pericolosamente illiberale ed anticoncorrenziale in questa fase di affermazione dell’open source:

Va ricordato che la GPL ha un effetto virale gestito da una clausola strutturata secondo il modello di strong copyleft, che, utile nella prima fase di affermazione della licenza ed idonea al raggiungimento dei suoi obiettivi (affermazione delle libertà predicate dalla Free Software Foundation – FSF) , finisce paradossalmente ora per avere un effetto drasticamente anticoncorrenziale sulla scelta di licenze open source alternative, pur indirizzate al raggiungimento del medesimo obiettivo.

In altre parole, le libertà che la FSF pratica in favore del codice sorgente vengono negate per la licenza, che costituisce in un certo qual senso il “codice sorgente” in cui sono contenute le “istruzioni” (clausole) per l’uso del software.

A differenza di quanto avviene per il software, con la licenza GPL si ha paradossalmente una politica di tipo “proprietario” che, in forza della posizione dominante raggiunta sul mercato delle licenze open source, porta al problema del conflitto tra licenze open source (costringendo ad esempio i progetti nati sotto altra licenza open, come la EUPL, e che vogliono integrare porzioni di codice in GPL, ad abdicare la licenza di origine in favore della GPL, con sacrificio della libertà nell’uso della scelta delle licenze per la gestione dei rapporti tra licenziante e licenziatari).

Uno dei casi in cui si è verificato il problema sopra denunciato concerne il software Notre-DAM (The open-source Digital Asset Management platform).

Il progetto era originariamente in EUPL.

Successivamente, come mi è stato spiegato dall’Ing. Maurizio Agelli che lavora al progetto, Notre-DAM ha dovuto abbandonare la licenza EUPL per migrare forzatamante alla GPL v3,  poiché per la piattaforma era stato adottata, nell’interfaccia, la libreria EXT-JS, licenziata da Sencha sotto GPL v3.

Per comprendere l’impatto della posizione dominante della GPL 3 nel mercato delle licenze, ricordo le osservazioni spontanee di chi lavora nel Management Team del progetto EXT-JS, ove, di fronte alla richiesta di vedere la libreria licenziata anche in EUPL, significativamente risponde:

I just checked OSI, and the EUPL is listed there.

Can’t we just add it to our FLOSS? The purpose of the FLOSS is to allow open source developers to use a license of their choosing. I’m not a licensing expert, but that was the motivation behind us creating it.

If there’s no opposition, I’ll run it by legal and see if we can get it added.

Dal 23 ottobre 2009, giorno in cui sono state scritte queste parole, si sta ancora aspettando un riscontro.

Nel frattempo, come già anticipato altrove, ho stimolato recentemente un intervento diretto dell’OSOR.EU per verificare la fattibilità del multi-licencing per la EXT-JS, affinché possa essere licenziata anche in EUPL.

Siamo in attesa di una risposta.

A parte EXT-JS e il caso Notre-DAM, il problema rimane per tutte le soluzioni in GPL e va risolto.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Scontro tra licenze open-source (GPL v3 contro EUPL). L’intervento dell’OSOR.EU come possibile strategia di fronte al proliferare delle licenze

Mi ero occupato dei progetti CreaTiVù e Notre-DAM, portati avanti da Sardegna Ricerche con diversi partners, e mi era stato segnalato dall’Ing. Maurizio Agelli che l’intenzione di usare la libreria EXT-JS, attualmente licenziata in GPL v3, avrebbe comportato la necessità della migrazione del progetto CreaTiVù da EUPL 1.1 a GPL v.3, così come in precedenza era avvenuto per il progetto Notre-DAM, prima licenziato in EUPL ed ora convertito in GPL v3.

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A parte il rilevo che EXT-JS è una libreria (utilizzata per l’interfaccia) e come tale si sarebbe potuto optare per la LGPL, il caso mi è sembrato di grande rilievo sotto il profilo del conflitto tra licenze open source.

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La clausola virale contenuta nella GPL v3 e il modello di strong copyleft, che non lascia spazio a licenze alternative, costringe altri progetti, che pur si avvalgono di licenze open source certificate OSI, ad abdicare in favore della GPL v3 la licenza originariamente adottata.

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Si ha, in altre parole, uno scontro tra sistemi di licenza che pur sono indirizzati allo stesso scopo: quello di assicurare principalmente la libertà di accesso al codice sorgente e le ulteriori libertà che da essa discendono, compreso quella di copiare, distribuire, analizzare e modificare il software, nonché creare opere derivate.

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In altre parole, se un progetto open source nasce in EUPL (European Union Public Licence), così come in altre licenze open source nate per soddisfare esigenze analoche alla GPL, lo strong copyleft della GPL pone una forzatura, costringendo alla migrazione alla GPL v3 ove il codice sorgente del progetto si integri con codice GPL v3.

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Si assiste, dunque, ad un dominio della GPL v3 che, forte della posizione acquisita sul mercato delle licenze open source, finisce per condizionare le libere scelte progettuali adottate nel progetti open source che intendono basarsi su licenze alternative.

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Lo scontro tra licenze è un tema che diventerà sempre più caldo.

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P.E. Schmitz, uno degli autori della EUPL, con cui sono in contatto per via del mio progetto EUPL.IT, aveva avanzato una possibile soluzione a tale questione, suggerendo l’introduzione di meccanismi di interoperabilità tra le licenze provenienti tra diverse comunità (ad esempio la comunità open source legata alla FSF, che fa uso della GPL, e quella legata all’UE, che fa uso della EUPL), in modo da assicurare, per un principio di mutuo riconoscimento, la facoltà di utilizzo di codice licenziato nella licenza “incompatibile”, conservando la licenza originaria.

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In tal modo, i progetti EUPL rimarrebbero sotto licenza EUPL anche ove facciano ricorso a codice in GPL v3, per via del meccanismo di interoperabilità delle licenze che le due community potrebbero vicendevolmente riconoscersi.

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Ciò implicherebbe un avvicinamento culturale ed un cambiamento radicale di prospettiva che potrebbe avvenire in tempi non prossimi, almeno per quanto riguarda la FSF.

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Nel frattempo, la migliore soluzione possibile, nel breve periodo, mi sembra possa essere un’altra, che avevo già suggerito all’OSOR.EU: quella di un intervento formale e diretto dell’OSOR.EU presso i titolari o i responsabili del progetto, i manager di progetto ed eventualmente gli uffici legali che assistono i titolari ed i responsabili del progetto, al fine di sollecitare il rilascio in EUPL del software open source già licenziato in GPL v3, attraverso il dual-lincencing o il multi-licencing.

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Le istituzioni comunitarie potrebbero cioè intervenire direttamente sollecitando l’adozione della licenza EUPL accanto alla GPL v3.

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Tornando al caso EXT-JS, ho chiesto all’OSOR.EU l’intervento ufficiale presso Sencha, titolare della libreria, al fine di verificare la disponibilità a ri-licenziare tale libreria in EUPL (accando alla GPL v3).

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L’intervento c’è stato. L’OSOR.EU si è mosso. Vediamo come risponde Sencha.

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Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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