EUPL.IT (sito interamente dedicato alla EUPL)

EUPL.it. Nuovo layout grafico e nuovi contenuti

EUPL.IT (il sito italiano interamente dedicato alla EUPL, European Union Public Licence) ha ora un nuovo layout grafico e nuove funzionalità.

Oltre allo strumento di traduzione che consente di far apprendere i contenuti anche all’estero, ho riportato in una sezione specifica i contenuti elaborati dalla Community dell’OSOR.EU, al fine di renderli maggiormente fruibili anche per la nostra comunità, nel tentativo di creare un collegametno più strutto tra le due realtà interessate alla diffusione dell’open source nella pubblica amministrazione.

Per chi volesse segnalare progetti, materiali o software in EUPL, può darmene notizia al fine di un loro inserimento sul sito EUPL.it.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Il software libero nel settore pubblico. Disponibili in PDF le relazioni del Convegno internazione EOLE2010 (European Opensource and Free Software Law Event)

Segnalo che sono disponibili on-line le numerose relazioni del convegno internazionale EOLE (European Opensource and Free Software Law Event), quest’anno ospitato in Italia e dedicato al tema del Software Libero e Open Source nel Settore Pubblico, nell’ambito del quale sono intervenuto sul tema “Riuso di software e scelta delle licenza. Case studies“.

Tale relazione si proponenva di discutere una serie di casi (tra cui Nemesys, Piattaforma Experience, NotreDAM, CreaTiVù, il disciplinare di Gara di SardegnaIT) presentati nel corso del tempo su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL – European Union Public Licence), da me attivato a prosecuzione dell’attività di ricerca svolta nell’ambito di un PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) dedicato all’open source e alla prorpietà intellettuale.

Sull’argomento si veda anche questo e-book e questo articolo.

EUPL su Wired

L’EUPL approda su Wired, attraverso un’intervista pregevole che Flavia Marzano ha rivolto al collega Giovanni Battista Gallus.

Ho riportato l’intervista anche su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL, European Union Public Licence – la licenza open source dell’Unione europea, rivolta in particolar modo alle pubbliche amministrazioni).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Open Source: l’ISTAT abbraccia la EUPL


EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

Su EUPL.IT ho dedicato attenzione all’introduzione della EUPL nel software usato dall’ISTAT, segnalando una interessante presentazione di Carlo Vaccari (responsabile sviluppo software dell’ISTAT) in cui viene illustrato il processo di avvicinamento all’open source da parte della p.a. italiana, passando dall’iniziale diffidenza espressa ad un’apertura notevole.

La diffidenza iniziale sull’open source ha registrato il timore (espresso in un parere reso dalla Direzione Generale, da quanto ho capito precedente al 2007) che potesse ravvisarsi addirittura un danno erariale, per via dell’interpretazione restrittiva della legge sulla ragioneria generale dello Stato o, comunque, sulla ocntabilità pubblica.

Nel 2008, si legge nella significativa ed interessante pesentazione di Vaccari, la CONSIP esterna, in un appunto che non assurge al rango formale di parere, il timore sul rischio che la distribuzione in open source e, in particolare, la cessione del software a terzi possano integrare una violazione delle norme sulla contabilità pubblica nella parte in cui stabiliscono il divieto di cessione gratuita a terzi di un bene, il software, che viene considerato come mobile immateriale.

L’esternazione della CONSIP lascia a dire in vero un po’ perplessi, per via della specializzazione e della datazione recente delle predette dichiarazioni riportate da Vaccari, ma esprime bene il clima in cui l’open source si è fatto strada nella pubblica amministrazione italiana.

La cose per l’ISTAT , ma non solo, sembra siano cambiate con il parere favorevole della Commissione Cultura della Camera (Folena, Iodice), in cui correttamente si precisa che l’open source e la cessione del software tramite la sua distribuzione su sito Internet non integra alcuna violazione delle disposizioni normative sulla contabilità pubblica, in quanto non solo appare in linea con la volontà politica di ricorrere all’open source, ma giuridicamente il divieto di cessione a titolo gratuitonon viene a configurarsi perché lo stesso allude all’ipotesi in cui, cedendo un bene, la pubblica amministrazione se ne priva perdendo il corrispondente valore.

Ciò, ovviamente, non avviene in caso di distribuzione gratuita del software, ove la cessione a terzi non priva la pubblica amministrazione del bene in parola e dei diritti su di esso vantati.

Inoltre, come se ciò non  bastasse, viene riconosciuto che il business model dell’open source può portare ad un incremento dei livelli di efficienza della publica amministrazione ed a benefici che possono essere apprezzati anche come dei vantaggi economici.

L’approvazione della European Union Public Licence (EUPL) da parte della Commissione europea ha fornito, ovviamente, un contributo notevole anche per superare ogni remora nelle scelte del software di tipo open source nel settore pubblico.

Per chi volesse approfondire il tema dell’open source e pubblica amministrazione rimando ai risultati di un progetto di ricerca, esposti in diverse pubblicazioni scientifiche e sull’e-Book n. 4 dal titolo “Software “Open Source” e Pubblica Amministrazione (L’esperienza europea e quella italiana tra diritto d’autore, appalti pubblici e diritto dei contratti. La EUPL)“.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Riportato sul sito dell’OSOR.EU il caso della Piattaforma Experience segnalato da EUPL.IT come best practice

Sul sito ufficiale dell’OSOR.EU (The Open Source Observatory and Repository for European public administrations) è stato riportato il caso della Piattaforma Experience, che su EUPL.IT era stato segnalato come Italian Best Practice.

Gijs Hillenius dell’OSOR.EU, che ringrazio sentitamente, ha pubblicato sul sito istituzionale l’articolo dal titolo “IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source” nel quale viene dato ampio spazio alla significativa esperienza italiana sulla scelta dell’EUPL (la licenza dell’UE per l’open source software), di cui avevo parlato anche in questa sede.

Dalla lettura dell’articolo apparso sull’OSOR.EU emerge che ciò che ha colpito è, inevitabilmente, l’operazione con cui viene estesa ad un elevato numero di pubbliche amministrazioni (20 Regioni d’Italia, 2 Province autonome di Trento e Bolzano e il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) la proprietà del software da licenziare in EUPL.

Tale scelta è dettata dalle specificità del software, di gestione dei rischi ambientali e idrogeologici sull’intero territorio nazionale, il che rende tutte le predette pubbliche amministrazioni, che coprono l’intero territorio italiano, interessate a mantenere la titolarità e la gestione del software, controllandone lo sviluppo anche per il futuro.

L’articolo, oltre a puntare l’attenzione sulle questioni relative alla ownership, si sofferma anche sulla Acrotec, la società che ha sviluppato il software.

Ampio risalto viene dato anche al sito EUPL.IT ed all’attività di monitoraggio e documentazione sull’uso della EUPL (European Union Public Licence) presso le pubbliche amministrazioni italiane.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law


IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source

Scontro tra licenze open-source (GPL v3 contro EUPL). L’intervento dell’OSOR.EU come possibile strategia di fronte al proliferare delle licenze

Mi ero occupato dei progetti CreaTiVù e Notre-DAM, portati avanti da Sardegna Ricerche con diversi partners, e mi era stato segnalato dall’Ing. Maurizio Agelli che l’intenzione di usare la libreria EXT-JS, attualmente licenziata in GPL v3, avrebbe comportato la necessità della migrazione del progetto CreaTiVù da EUPL 1.1 a GPL v.3, così come in precedenza era avvenuto per il progetto Notre-DAM, prima licenziato in EUPL ed ora convertito in GPL v3.

-

A parte il rilevo che EXT-JS è una libreria (utilizzata per l’interfaccia) e come tale si sarebbe potuto optare per la LGPL, il caso mi è sembrato di grande rilievo sotto il profilo del conflitto tra licenze open source.

-

La clausola virale contenuta nella GPL v3 e il modello di strong copyleft, che non lascia spazio a licenze alternative, costringe altri progetti, che pur si avvalgono di licenze open source certificate OSI, ad abdicare in favore della GPL v3 la licenza originariamente adottata.

-

Si ha, in altre parole, uno scontro tra sistemi di licenza che pur sono indirizzati allo stesso scopo: quello di assicurare principalmente la libertà di accesso al codice sorgente e le ulteriori libertà che da essa discendono, compreso quella di copiare, distribuire, analizzare e modificare il software, nonché creare opere derivate.

-

In altre parole, se un progetto open source nasce in EUPL (European Union Public Licence), così come in altre licenze open source nate per soddisfare esigenze analoche alla GPL, lo strong copyleft della GPL pone una forzatura, costringendo alla migrazione alla GPL v3 ove il codice sorgente del progetto si integri con codice GPL v3.

-

Si assiste, dunque, ad un dominio della GPL v3 che, forte della posizione acquisita sul mercato delle licenze open source, finisce per condizionare le libere scelte progettuali adottate nel progetti open source che intendono basarsi su licenze alternative.

-

Lo scontro tra licenze è un tema che diventerà sempre più caldo.

-

P.E. Schmitz, uno degli autori della EUPL, con cui sono in contatto per via del mio progetto EUPL.IT, aveva avanzato una possibile soluzione a tale questione, suggerendo l’introduzione di meccanismi di interoperabilità tra le licenze provenienti tra diverse comunità (ad esempio la comunità open source legata alla FSF, che fa uso della GPL, e quella legata all’UE, che fa uso della EUPL), in modo da assicurare, per un principio di mutuo riconoscimento, la facoltà di utilizzo di codice licenziato nella licenza “incompatibile”, conservando la licenza originaria.

-

In tal modo, i progetti EUPL rimarrebbero sotto licenza EUPL anche ove facciano ricorso a codice in GPL v3, per via del meccanismo di interoperabilità delle licenze che le due community potrebbero vicendevolmente riconoscersi.

-

Ciò implicherebbe un avvicinamento culturale ed un cambiamento radicale di prospettiva che potrebbe avvenire in tempi non prossimi, almeno per quanto riguarda la FSF.

-

Nel frattempo, la migliore soluzione possibile, nel breve periodo, mi sembra possa essere un’altra, che avevo già suggerito all’OSOR.EU: quella di un intervento formale e diretto dell’OSOR.EU presso i titolari o i responsabili del progetto, i manager di progetto ed eventualmente gli uffici legali che assistono i titolari ed i responsabili del progetto, al fine di sollecitare il rilascio in EUPL del software open source già licenziato in GPL v3, attraverso il dual-lincencing o il multi-licencing.

-

Le istituzioni comunitarie potrebbero cioè intervenire direttamente sollecitando l’adozione della licenza EUPL accanto alla GPL v3.

-

Tornando al caso EXT-JS, ho chiesto all’OSOR.EU l’intervento ufficiale presso Sencha, titolare della libreria, al fine di verificare la disponibilità a ri-licenziare tale libreria in EUPL (accando alla GPL v3).

-

L’intervento c’è stato. L’OSOR.EU si è mosso. Vediamo come risponde Sencha.

-

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Internet e TV: CreaTiVù. Applicazione opensource in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV

Anche in Italia il software di tipo opensource sta facendo passi decisivi verso la EUPL, soprattutto nel public sector (opensource e pubblica amministrazione).

Un interessante progetto è dedicato alla produzione collaborativa su Internet di programmi TV, mediante un’applicazione denominata CreaTiVù, rilasciata in opensource sotto licenza EUPL da SardegnaRicerche.

CreaTiVù è un esempio di come Internet e Televisione possano interagire in maniera innovativa, con persorsi alternativi rispetto ad altre esperienze di successo, come YouTube e GoogleTV.

Come si legge dal sito Internet ufficiale del progetto,

CreaTiVù è un’applicazione che consente di creare programmi TV, distribuiti su molteplici canali, WebTV, DVB, IPTV, mobile, a partire dal contributo della web community (…)

(…)

CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”

***

Come Funziona CreaTiVù

Quanto alle categorie di soggetti che hanno accesso, via Internet, al sistema il sito evidenzia quanto segue:

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Dunque:

1) gli utenti possono accedere liberamente alla programmazione televisiva in Web TV, IPTV, MobileTV, etc., senza doversi autenticare (in forma anonima), per poter vedere il materiale video presente su CreaTiVù.

2) gli utenti possono accedere liberamente alla piattaforma, registrandosi ed autenticandosi, per caricare i propri video o per inviare i propri feedback al materiale caricato da altri (similmente a quanto avviene con altri servizi tipo YouTube);

3) Tuttavia (a differenza di quanto avviene con YouTube), il materiale caricato dagli utenti registrati non viene reso immediatamente visibile agli altri utenti, ma viene sottoposto ad approvazione da parte di un “publisher”, che ha la responsabilità del controllo dei contenuti e della formazione del palinsesto televisivo. Il sistema prevede infatti una figura (il “publisher”, appunto) che è nominato dall’amministratore di CreaTiVù, con il compito di:

- approvare (validare) i video caricati dagli utenti registrati, al file di inserirli nei programmi televisivi;

- definire i programmi televisivi;

- definire i palinsesti televisivi;

4) v’è infine un “amministratore”, che è colui che ha il controllo complessivo sull’intero sistema e sui suoi contenuti. Coincide sostanzialmente con il fornitore del servizio reso tramite il sistema CreaTiVù ovvero con la persona da questi preposta per il funzionamento dell’intero sistema di erogazione del servizio.

Il workflow proposto sul sito di progetto illustra il maccanismo, a metà strada tra la TV tradizionale (totalmente amministrata e centralizzata, anche nella immissione dei contenuti) e la TV collaborativa aperta e distribuita (in cui sono assenti i controlli a priori sui contenuti, in stile YouTube).

Si ha una forma ibrida, in cui la comunità degli utenti, tramite Internet, contribuisce a formare i palinsesti, che rimangono “amministrati” per assicurare un controllo (si spera non censorio, ma volto ad assicurare la qualità) dei contenuti.

***

Il problema delle licenze (EUPL vs GPL)

Tale  progetto è rilasciato in opensource ad oggi sotto licenza EUPL, con disponibilità dei files per il download (attualmente in versione “Alpha”).

Tuttavia, il progetto potrebbe essere dirottato in GPL v.3, per via dell’intenzione di utilizzare EXT-JS, una libreria in GPL v.3.

L’uso della libreria in GPL v.3, che è licenza attualmente incompatibile con la EUPL v. 1.1, costringerebbe a far migrare il progetto dalla EUPL alla GPL.

Per questo ho deciso di attivarmi personalmente, chiedendo all’OSOR.EU, con un post su EUPL.it e personalmente tramite e-mail, di stimplare il dual-licencing di EXT-JS, in modo tale che possa affiancarsi (per la medesima libreria) la licenza EUPL alla GPL.

Ciò consentirebbe l’uso di EXT-JS da parte di CreaTiVù conservando la licenza EUPL per il progetto.

Sono stato informato dall’OSOR.EU che la sollecitazione è stata già inoltrata (in tempi rapidissimi). Ora si attende il riscontro, su cui Vi terrò aggiornati.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Il Regio Decreto spagnolo 4/2010. La Spagna stabilisce che il software libero (open source) venga distribuito con licenza EUPL

La Spagna ha adottato un testo normativo con il quale si prevede che il rilascio e la distribuzione di software libero (open source) da parte delle pubbliche amministrazioni avvenga con licenza EUPL (European Union Public Licence).

Il provvedimento in questione è il Regio Decreto spagnolo n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, adottato in forza della legge 11/2007 sul quadro nazionale per l’interoperabilità dei servizi di e-Government.

All’argomento ho dedicato l’articolo “La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)“, su EUPL.IT, a cui rinvio sia per gli approfondimenti, sia per i link al testo normativo e ad alcuni articoli di commento (in inglese).

La notizia, appresa da Patrice-E. Schmitz a seguito di una cortese segnalazione, è di particolare rilievo, dato che la Spagna è il primo Stato Membro che ha previsto espressamente, con un provvedimento normativo a livello nazionale, l’utilizzo della licenza EUPL in via principale da parte delle P.A. che devono licenziare o distribuire il software nell’ambito delle strategie di interoperabilità e di riuso.

Riporto di seguito l’art. 16 del R.D. 4/2010 citato, al cui terzo comma viene menzionata testualmente la EUPL (European Union Public Licence).

CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer

Article 16. Applicable licensing conditions.

1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.

2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.

3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.

E’ un esempio importante e credo debba essere seguito anche dall’Italia, magari con un’apposita modifica degli artt. 68 e 69 del vigente codice dell’amministrazione digitale.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Licenze open source ed EUPL. Seminario presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma

Il 27 aprile 2010 ho tenuto una lezione seminariale presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma sul tema della licenze software a codice sorgente aperto, nell’ambito del quale ho voluto porre attenzione alla EUPL (European Union Public Licence).

Ne è emerso un confronto stimolante con quanti erano presenti. Per gli approfondimenti rimando all’articolo diffuso su EUPL.IT.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Open Source Software in licenza EUPL

Sul sito EUPL.IT , che sta ricevendo riscontri a livello internazionale e presso le istituzioni comunitarie (cfr., ad esempio, questi riscontri: 123) è stata attivata la pagina “SOFTWARE” con l’intento di agevolare il reperimento ed il download dei software a codice sorgente aperto (open source) rilasciati in licenza EUPL (European Union Public Licence).

Chi volesse contribuire alla diffusione della EUPL e volesse segnalare esperienze, progetti o software in EUPL, può darmene notizia personalmente, in modo da inserire le segnalazioni, che sono ben accette, su EUPL.IT.

Ringrazio anticipatamente chi decidesse di dare un ulteriore fattivo contributo, utilizzando i propri strumenti di comunicazione (blog, forum, mailing list, CMS, social network, quotidiani, etc.) per richiamare l’attenzione sul progetto EUPL.IT, invitando le pubbliche amministrazioni e le imprese a condividere le proprie esperienze, le best practice, i software ed i progetti sulla European Union Public Licence.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

My Projects

      EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

E-Contract-U

Giornalismo Investigativo - Inchieste e Diritto dell'informazione

My Books

My e-Books