EUPL (European Union Public Licence)

EUPL su Wired

L’EUPL approda su Wired, attraverso un’intervista pregevole che Flavia Marzano ha rivolto al collega Giovanni Battista Gallus.

Ho riportato l’intervista anche su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL, European Union Public Licence – la licenza open source dell’Unione europea, rivolta in particolar modo alle pubbliche amministrazioni).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Open Source: l’ISTAT abbraccia la EUPL


EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

Su EUPL.IT ho dedicato attenzione all’introduzione della EUPL nel software usato dall’ISTAT, segnalando una interessante presentazione di Carlo Vaccari (responsabile sviluppo software dell’ISTAT) in cui viene illustrato il processo di avvicinamento all’open source da parte della p.a. italiana, passando dall’iniziale diffidenza espressa ad un’apertura notevole.

La diffidenza iniziale sull’open source ha registrato il timore (espresso in un parere reso dalla Direzione Generale, da quanto ho capito precedente al 2007) che potesse ravvisarsi addirittura un danno erariale, per via dell’interpretazione restrittiva della legge sulla ragioneria generale dello Stato o, comunque, sulla ocntabilità pubblica.

Nel 2008, si legge nella significativa ed interessante pesentazione di Vaccari, la CONSIP esterna, in un appunto che non assurge al rango formale di parere, il timore sul rischio che la distribuzione in open source e, in particolare, la cessione del software a terzi possano integrare una violazione delle norme sulla contabilità pubblica nella parte in cui stabiliscono il divieto di cessione gratuita a terzi di un bene, il software, che viene considerato come mobile immateriale.

L’esternazione della CONSIP lascia a dire in vero un po’ perplessi, per via della specializzazione e della datazione recente delle predette dichiarazioni riportate da Vaccari, ma esprime bene il clima in cui l’open source si è fatto strada nella pubblica amministrazione italiana.

La cose per l’ISTAT , ma non solo, sembra siano cambiate con il parere favorevole della Commissione Cultura della Camera (Folena, Iodice), in cui correttamente si precisa che l’open source e la cessione del software tramite la sua distribuzione su sito Internet non integra alcuna violazione delle disposizioni normative sulla contabilità pubblica, in quanto non solo appare in linea con la volontà politica di ricorrere all’open source, ma giuridicamente il divieto di cessione a titolo gratuitonon viene a configurarsi perché lo stesso allude all’ipotesi in cui, cedendo un bene, la pubblica amministrazione se ne priva perdendo il corrispondente valore.

Ciò, ovviamente, non avviene in caso di distribuzione gratuita del software, ove la cessione a terzi non priva la pubblica amministrazione del bene in parola e dei diritti su di esso vantati.

Inoltre, come se ciò non  bastasse, viene riconosciuto che il business model dell’open source può portare ad un incremento dei livelli di efficienza della publica amministrazione ed a benefici che possono essere apprezzati anche come dei vantaggi economici.

L’approvazione della European Union Public Licence (EUPL) da parte della Commissione europea ha fornito, ovviamente, un contributo notevole anche per superare ogni remora nelle scelte del software di tipo open source nel settore pubblico.

Per chi volesse approfondire il tema dell’open source e pubblica amministrazione rimando ai risultati di un progetto di ricerca, esposti in diverse pubblicazioni scientifiche e sull’e-Book n. 4 dal titolo “Software “Open Source” e Pubblica Amministrazione (L’esperienza europea e quella italiana tra diritto d’autore, appalti pubblici e diritto dei contratti. La EUPL)“.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

EUPL e appalti pubblici nel settore informatico. Il Disciplinare di Gara di SardegnaIT per la fornitura di applicativi in ASP a 30 Comuni

SardegnaIT, la società “in house” della Regione Autonoma della Sardegna, nel 2009 ha indetto una gara di appalto per l’acquisizione di un sistema informatico per la gestione delle attività sociali dei Comuni, per consentirne l’utilizzo in modalità ASP (Application Service Provider) da parte de 30 piccoli Comuni della Sardegna.

La fornitura richiesta tramite gara di appalto (sotto soglia comunitaria per una base d’appalto di 100.000,00 Euro IVA esclusa) comprende sia il sistema dei programmi applicativi da fornire in ASP, sia i servizi professionali di supporto all’avviamento ed alla messa in eservizio del sistema (installazione, integrazione, formazione, e quant’altro).

Nel Disciplinare di Gara (gentilmente segnalatomi dal Dott. Vito Carambia dell’Arpa Regione Piemonte, che ringrazio),  si trovano indicati, nell’ambito dell’offerta tecnica, due parametri di valutazione, uno dedicato al “Rilacio del sistema in modalità Riuso“, l’altro dedicato al “Rilascio del sistema in modalità Open Source“.

A parte le non sempre ineccepibili scelte terminologiche contenute nel Disciplinare di Gara, in tale documento vengono illustrati tali parametri, prendendo in specica considerazione la EUPL.

Il caso è interessante, consiglio una attenta lettura a chi si occupa di appalti nel settore informatico.

Il testo del Disciplinare di Gara e l’illustrazione di tali parametri nell’ambito dell’Offerta tecnica sono disponibili su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL ed all’open source nella pubblica amministrazione).

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

EOLE2010 e EUPL Interoperability

L’EOLE (European Open source and free software Law Event) è giunto alla sua terza edizione.

Quest’anno avrà luogo a Torino il 29 e 39 novembre e sarà ospitato dalla Regione Piemonte, che sta ponendo grande attenzione all’open source nelle strategie di e-Government.

Patrice-Emmanuel Schmitz, uno degli autori del testo della EUPL (European Union Public Licence)  è nel comitato organizzaivo dell’evento e sarà tra i relatori.

Interverrà con la relazione dal titolo “EUPL Interorpeability. Wich F/OSS Components in EUPL solutions?“, che mi ha gentilmente comunicato in anteprima.

L’evento e la relazione sono segnalati anche su EUPL.IT, sito italiano interamente dedicato alla EUPL.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Riportato sul sito dell’OSOR.EU il caso della Piattaforma Experience segnalato da EUPL.IT come best practice

Sul sito ufficiale dell’OSOR.EU (The Open Source Observatory and Repository for European public administrations) è stato riportato il caso della Piattaforma Experience, che su EUPL.IT era stato segnalato come Italian Best Practice.

Gijs Hillenius dell’OSOR.EU, che ringrazio sentitamente, ha pubblicato sul sito istituzionale l’articolo dal titolo “IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source” nel quale viene dato ampio spazio alla significativa esperienza italiana sulla scelta dell’EUPL (la licenza dell’UE per l’open source software), di cui avevo parlato anche in questa sede.

Dalla lettura dell’articolo apparso sull’OSOR.EU emerge che ciò che ha colpito è, inevitabilmente, l’operazione con cui viene estesa ad un elevato numero di pubbliche amministrazioni (20 Regioni d’Italia, 2 Province autonome di Trento e Bolzano e il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) la proprietà del software da licenziare in EUPL.

Tale scelta è dettata dalle specificità del software, di gestione dei rischi ambientali e idrogeologici sull’intero territorio nazionale, il che rende tutte le predette pubbliche amministrazioni, che coprono l’intero territorio italiano, interessate a mantenere la titolarità e la gestione del software, controllandone lo sviluppo anche per il futuro.

L’articolo, oltre a puntare l’attenzione sulle questioni relative alla ownership, si sofferma anche sulla Acrotec, la società che ha sviluppato il software.

Ampio risalto viene dato anche al sito EUPL.IT ed all’attività di monitoraggio e documentazione sull’uso della EUPL (European Union Public Licence) presso le pubbliche amministrazioni italiane.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law


IT: Italian regional administrations republishing proprietary software as open source

EUPL e Italian best practice: la Piattaforma Experience

Open source e pubblica amministrazione: in Italia un caso senza precedenti. Si tratta della “Piattaforma Experience“, una “Suite di prodotti software modulari per il funzionamento del sistema di scambio informativo operativo presso il Sistema Nazionale dei Centri Funzionali di Protezione Civile”.

Stante la specificità del soft ware e la delicatezza delle funzioni che è destinato ad assolvere, la pubblica amministrazione italiana (parte decisamente rilevante di essa) ha pensato bene di acquistarne la titolarità dalla società che lo aveva prodotto, la Acrotec srl.

L’acquisto della titolarità è avvenuto per opera della Regione Basilicata, che ora deve condividere la titolarità del software tra tutti gli enti pubblici interessati a controllare lo sviluppo del progetto: le 20 Regioni italiane, le 2 Province autonome di Trento e Bolzano, nonché il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ stato costituito un gruppo di lavoro (al quale sono stato chiamato a partecipare attivamente) ove sono state esaminate le modalità di licenza e le strategie di riuso del software. Le conclusioni del tavolo di lavoro sono state univoche: l’analisi ha portato a suggerire l’adozione del modello open source e il licencing in EUPL (European Union Public Licence).

Sono state prodotte anche le regole che disciplineranno i rapporti tra contitolari, al fine di preservare nel migliore dei modi lo sviluppo del progetto.

Per gli approfondimenti e per il reperimento del materiale rimando al sito italiano dedicato alla EUPL (EUPL.IT).

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Ancora sul software Nemesys per il monitoraggio della connettività ad Internet. La FUB spiega perché ha usato la GPL. Apertura verso la EUPL


Sarà per il fatto che sono una persona tenace, ma all’epilogo della discussione sulle modalità di licencing del software Nemesys non mi sono arreso. Ho chiesto all’Ing. Luca Rea, Responsabile del Progetto relativo al software Nemesys presso la FUB (Fondazione Ugo Bordoni) , le motivazioni che hanno spinto a scegliere la GPL (e quale versione sia stata adottata). Ho chiesto anche di considerare la fattibilità del licencing in EUPL.

L’Ing. Rea mi ha gentilmente risposto, e in questa sede lo ringrazio ancora una volta, rendendomi noto che Nemesys integra altro software già licenziato in GPL e pertanto, per l’effetto di strong copyleft già evidenziato in questa sede, non è stato possibile il licencing in EUPL. Vi sono anche altre motivazioni secondarie.

Tuttavia, come mi ha rivelato l’Ing. Rea, sta considerando l’opportunità di ricorrere alla EUPL, anche per successive versioni di Nemesys, ed è comunque interessato, anche per la versione attuale, a studiare le possibili soluzioni di convergenza che rendano le due licenze (GPL v3 ed EUPL) compatibili e non alternative.

Ovviamente, tali “desiderata” sono da valutare in relazione alla strada perseguita dall’OSOR.EU, sulla interoperabilità delle licenze, oppure, con soluzioni da verificare quanto a fattibilità concreta, in relazione al dual-licencing.

La riposta dell’Ing. Luca Rea, con le motivazioni principali e secondarie della FUB e la percorribilità di soluzioni alternative, sono affrontate nell’articolo “Ecco perché Nemesys non è in EUPL. Risponde il Responsabile del Progetto“, su EUPL.IT, alla cui lettura rimando per i necessari approfondimenti.

Fabio Bravo

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Information Society & ICT Law

Internet e TV: CreaTiVù. Applicazione opensource in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV

Anche in Italia il software di tipo opensource sta facendo passi decisivi verso la EUPL, soprattutto nel public sector (opensource e pubblica amministrazione).

Un interessante progetto è dedicato alla produzione collaborativa su Internet di programmi TV, mediante un’applicazione denominata CreaTiVù, rilasciata in opensource sotto licenza EUPL da SardegnaRicerche.

CreaTiVù è un esempio di come Internet e Televisione possano interagire in maniera innovativa, con persorsi alternativi rispetto ad altre esperienze di successo, come YouTube e GoogleTV.

Come si legge dal sito Internet ufficiale del progetto,

CreaTiVù è un’applicazione che consente di creare programmi TV, distribuiti su molteplici canali, WebTV, DVB, IPTV, mobile, a partire dal contributo della web community (…)

(…)

CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”

***

Come Funziona CreaTiVù

Quanto alle categorie di soggetti che hanno accesso, via Internet, al sistema il sito evidenzia quanto segue:

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Dunque:

1) gli utenti possono accedere liberamente alla programmazione televisiva in Web TV, IPTV, MobileTV, etc., senza doversi autenticare (in forma anonima), per poter vedere il materiale video presente su CreaTiVù.

2) gli utenti possono accedere liberamente alla piattaforma, registrandosi ed autenticandosi, per caricare i propri video o per inviare i propri feedback al materiale caricato da altri (similmente a quanto avviene con altri servizi tipo YouTube);

3) Tuttavia (a differenza di quanto avviene con YouTube), il materiale caricato dagli utenti registrati non viene reso immediatamente visibile agli altri utenti, ma viene sottoposto ad approvazione da parte di un “publisher”, che ha la responsabilità del controllo dei contenuti e della formazione del palinsesto televisivo. Il sistema prevede infatti una figura (il “publisher”, appunto) che è nominato dall’amministratore di CreaTiVù, con il compito di:

- approvare (validare) i video caricati dagli utenti registrati, al file di inserirli nei programmi televisivi;

- definire i programmi televisivi;

- definire i palinsesti televisivi;

4) v’è infine un “amministratore”, che è colui che ha il controllo complessivo sull’intero sistema e sui suoi contenuti. Coincide sostanzialmente con il fornitore del servizio reso tramite il sistema CreaTiVù ovvero con la persona da questi preposta per il funzionamento dell’intero sistema di erogazione del servizio.

Il workflow proposto sul sito di progetto illustra il maccanismo, a metà strada tra la TV tradizionale (totalmente amministrata e centralizzata, anche nella immissione dei contenuti) e la TV collaborativa aperta e distribuita (in cui sono assenti i controlli a priori sui contenuti, in stile YouTube).

Si ha una forma ibrida, in cui la comunità degli utenti, tramite Internet, contribuisce a formare i palinsesti, che rimangono “amministrati” per assicurare un controllo (si spera non censorio, ma volto ad assicurare la qualità) dei contenuti.

***

Il problema delle licenze (EUPL vs GPL)

Tale  progetto è rilasciato in opensource ad oggi sotto licenza EUPL, con disponibilità dei files per il download (attualmente in versione “Alpha”).

Tuttavia, il progetto potrebbe essere dirottato in GPL v.3, per via dell’intenzione di utilizzare EXT-JS, una libreria in GPL v.3.

L’uso della libreria in GPL v.3, che è licenza attualmente incompatibile con la EUPL v. 1.1, costringerebbe a far migrare il progetto dalla EUPL alla GPL.

Per questo ho deciso di attivarmi personalmente, chiedendo all’OSOR.EU, con un post su EUPL.it e personalmente tramite e-mail, di stimplare il dual-licencing di EXT-JS, in modo tale che possa affiancarsi (per la medesima libreria) la licenza EUPL alla GPL.

Ciò consentirebbe l’uso di EXT-JS da parte di CreaTiVù conservando la licenza EUPL per il progetto.

Sono stato informato dall’OSOR.EU che la sollecitazione è stata già inoltrata (in tempi rapidissimi). Ora si attende il riscontro, su cui Vi terrò aggiornati.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Il sito italiano dedicato alla EUPL (EUPL.IT) approda su Wikipedia

EUPL.IT è il sito italiano dedicato alla EUPL (Europen Union Public Licence), con il proposito di diffonderne la conoscenza e l’utilizzo per l’adozione dell’open source presso la pubblica amministrazione e per la migliore attuazione delle strategie di riuso del software.

Su wikipedia, nella sua versione in lingua italiana, alla voce “Europen Union Public Licence”, è stato definitivamente consolidato il link ad EUPL.IT.

Tale sito,  sorto a prosecuzione dell’attività di ricerca da me svolta nell’ambito di un PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) è stato già segnalato anche dall’OSOR.EU, quale primo (ed attualmente unico) sito interamente dedicato alla EUPL proveniente da un Paese membro dell’UE.

Il progetto è in crescita.  Sul sito in questione sono giunte diverse segnalazioni di carattere internazionale relative alle normative estere (spagnola e maltese) che menzionano espressamente la EUPL nelle strategie per l’adozione del software a codice sorgente aperto e per il riuso nei progetti di e-government.

A breve verranno presentati, su EULP.IT, alcuni interessanti case studies italiani sull’uso della EUPL.

Fabio Bravo

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Il Regio Decreto spagnolo 4/2010. La Spagna stabilisce che il software libero (open source) venga distribuito con licenza EUPL

La Spagna ha adottato un testo normativo con il quale si prevede che il rilascio e la distribuzione di software libero (open source) da parte delle pubbliche amministrazioni avvenga con licenza EUPL (European Union Public Licence).

Il provvedimento in questione è il Regio Decreto spagnolo n. 4/2010 dell’8 gennaio 2010, adottato in forza della legge 11/2007 sul quadro nazionale per l’interoperabilità dei servizi di e-Government.

All’argomento ho dedicato l’articolo “La EUPL per legge. L’interessante iniziativa della Spagna per la distribuzione del software libero (Real Decreto n. 4/2010)“, su EUPL.IT, a cui rinvio sia per gli approfondimenti, sia per i link al testo normativo e ad alcuni articoli di commento (in inglese).

La notizia, appresa da Patrice-E. Schmitz a seguito di una cortese segnalazione, è di particolare rilievo, dato che la Spagna è il primo Stato Membro che ha previsto espressamente, con un provvedimento normativo a livello nazionale, l’utilizzo della licenza EUPL in via principale da parte delle P.A. che devono licenziare o distribuire il software nell’ambito delle strategie di interoperabilità e di riuso.

Riporto di seguito l’art. 16 del R.D. 4/2010 citato, al cui terzo comma viene menzionata testualmente la EUPL (European Union Public Licence).

CHAPTER VIII
Reuse and technology transfer

Article 16. Applicable licensing conditions.

1. In the licensing conditions of the applications and related documentation and of other information objects of which Public Administration are holders of intellectual property rights and that can be made available for other Public Administrations and for the citizens, without return or necessity of agreement will take into account that the aim to pursue is the use and the reuse, as well as the protection against its exclusive appropriation by a third party, in conditions when the transferor is relieved from the responsibility because of the possible misuse by the transferee and also from the obligation of the technical assistance or the maintenance by the transferor, or compensation in case of errors in the application.

2. For the applications declared as open source, administrations will use licences which assure that shared programmes, data or information:
a) Can be executed for any purpose.
b) Let its source code be known.
c) Can be modified or improved.
d) Can be redistributed to other users with or without changes if the derived work keeps these four guarantees.

3. For this aim the application of the European Union Public Licence will be procured, without prejudice of other licences that can guarantee the same rights stated in the paragraphs 1 and 2.

E’ un esempio importante e credo debba essere seguito anche dall’Italia, magari con un’apposita modifica degli artt. 68 e 69 del vigente codice dell’amministrazione digitale.

Fabio Bravo

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