DEMO

Ancora sull'integrazione tra Internet e TV. L'offerta di Sony Internet TV e la DEMO on line

I media si stanno evolvendo rapidamente. I progetti di integrazione tra Internet e TV non sono recentissimi e finora hanno stentato a decollare per l’assenza, in passato, di materiale audiovisivo in rete. I tentativi di consultare siti web, per lo più meramente testuali, sulla TV domestica non risultavano appetibili, visto che la Internet TV consentiva la sola visualizzazione dei contenuti, con una interazione limitata, ma non le funzionalità che il PC consente (uploading, salvataggio dei files, etc.).

Ora, grazie allo sviluppo di contenuti audiovisivi multimediali (primi tra tutti quelli numerosi caritati sulla piattaforma YouTube) ed alla enorme diffusione dei social network come MySpace e Facebook, lo scenario è cambiato notevolmente. L’Internet TV può prendere rapidamente piede, con un appeal senza precedenti, rendendo la fruizione dei media content più comoda, sul salotto di casa, e (soprattutto) la fruizione della televisione più interessante e meno passiva rispetto al mero broadcasting della TV tradizionale.

L’esperienza della censura dei Talk Show in vista delle elezioni politiche e la realizzazione di “prodotti” alternativi come Mentana Condicio e RaiPerUnaNotte (qui i dati sugli ascolti) dimostrano come il web sia in grado di reagire alle strozzature imposte dal controllo mediatico. Se gli ascolti delle trasmissioni via web non sono sempre comparabili, per numeri di ascoltatori, con quelli della TV tradizionale, le cose cambieranno con l’avvento e la diffusione della Internet TV.

Con l’Internet TV, in altre parole, l’utente finisce per assecondare il tradizionale stile di vita casalingo, con la TV al centro del salotto o della cucina, ma con la possibilità di selezionare e scegliere, oltre all’offerta televisiva standard, quei contenuti che il web offre e che ora possono essere selezionati con il telecomando anziché con il mouse.

Non che la Internet TV sostituisca il PC, ma sicuramente la sua diffusione cambierà le abitudini dei cittadini, dato che ora possono selezionare contenuti alternativi, con possibilità di acquisire maggior coscenza critica rispetto a quella che matura a seguito della semplice esposizione al broadcasting tradizionale.

Uno dei prodotti destinato ad avere una maggior diffusione è quello attualmente offerto da Sony, in partnership con Google ed altri (GoogleTV). Il lancio pubblicitario indica l’offerta commerciale con “Sony Internet TV“. Per comprendere meglio il fenomeno e come lo scenario è destinato a cambiare, al link che precede si può vedere la DEMO, ove vengono illustrate bene le nuove modlaità di fruizione della Internet TV.

E’ facile prevedere che tale tipologia di offerta (della Sony così come di altri fornitori) sia destinata a fare presa sul pubblico e, nei prossimi anni, la Internet TV (con forme anche più evolute rispetto a quella che vediamo oggi nella demo) abbia la diffusione capilare dei videoregistratori e dei lettori DVD.

Se sono destinate a cambiare le modalità di fruizione della TV, è facile prevedere che siano destinate a cambiare anche le regole che governano Internet.

Verranno al pettine diversi nodi (per citarne alcuni):

1) da una parte ci sarà il problema del controllo del materiale protetto da diritto d’autore, che chiunque ora può facilmente caricare su piattaforme come YouTube pur non avendo i diritti di sfruttamento patrimoniale dell’opera;

2) dall’altra parte ci sarà il problema legato al filtro sui contenuti, dato che l’assenza di controlli redazionali sui media content fruibili dalla Internet TV rende possibile la fruizione anche occasionale di contenuti nocivi, ad esempio da parte di minori, al di fuori delle fasce protette ed anche con contenuti che mai potrebbero essere veicolati nei palinsesti televisivi;

3) c’è poi il problema della censura, strettamente legato al precedente. Per controllare la Internet TV si finirà per cambiare, con leggi ad hoc, anche la Internet che conosciamo.

Questi problemi (e gli altri numerosi che per ora evito di riportare ma che non mancherò di segnalare in futuro) esistono già da molto tempo, perché sono connessi all’uso di Internet fruibile mediante PC. Tuttavia, la diffusione della Internet TV (che potrebbe far presa sui telespettatori per via dell’abitudine incontrastata alla TV tradizionale) renderà i problemi più evidenti a causa della notissima centralità della TV per il sistema italiano.

Il mondo della politica, quello dell’informazione, quello dell’industria e quello del commercio non tarderanno a farsi sentire. La reazione politica e poi quella normativa non tarderà ad arrivare, appena ci si accorgerà meglio della rivoluzione in arrivo.

Occorre riflettere, discutere, trovare le soluzioni possibili e confrontarsi su quelle migliori da proporre, prima che ci calino dall’alto per mano o per penna di qualche improvvisato consulente.

Intanto ecco in Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2010 la pubblicazione del D.Lgs. n. 44/2010 (c.d. decreto Romani), che, in recepimento della Direttiva 2007/65/CE sull’esercizio della attività televisive, regolamenta il settore audiovisivo, coinvolgendo anche l’offerta di contenuti tramite Internet.

Prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, i commenti critici al decreto Romani non sono mancati (cfr. quello di Articolo21, in cui viene riportata anche la posizione di Google; cfr. anche l’articolo di Alessio Balbi per la Repubblica).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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