Daytime

Crime mapping, sicurezza urbana e concorrenza tra imprese del settore della ristorazione. Sovrapposizione tra mappa del crimine e mappa di bar, ristoranti e locali notturni

Il Crime Mapping ha radici profonde e ora si giova di possibilità di applicazione sempre nuove.

Lo studio criminologico della mappatura del crimine o anche dei soli comportamenti antisociali, al fine di conoscere meglio il territorio ed approntare le migliori reazioni (con azioni che possono interessare gli amministratori locali, le forze dell’ordine, le Procure della Repubblica) assume un’importanza crescente.

Il crime mapping può poi essere usato anche per esigenze investigative, al fine di delineare il profilo geografico dell’indagato (cfr. anche questo post),  che con altri elementi investigativi può contribuire all’individuazione del soggetto agente (nel caso di crimini seriali) o alla predizione dei possibili obiettivi futuri, anche in funzione di tutela delle vittime.

Il crime mapping può avere numerose altre applicazioni, che ruotano attorno al concetto di sicurezza urbana e, in tale ambito, rappresenta sicuramente una delle tecnologie di maggior fascino e utilità, ove usate in maniera appropriata. 

Per fare un esempio recente, sul sito Stumble Safely abbiamo un caso di uso del crime mapping al fine di consigliare ai possibili utenti la scelta dei locali (bar, ristoranti, night clubs, etc.) tra quelli presenti in un dato contesto urbano.

Infatti, incrociando la mappa dei locali con la mappa dei crimini commessi (con data, ora, ubicazione sulla mappa e tipologia del crimine commesso) si ottiene visivamente la rappresentazione di quali locali siano da considerare, orientativamente, in zone più sicure di altre.

Il sito rappresenta tre situazioni: 1) daytime, 2) evening; 3) night.

Per ciascuno dei tre periodi dell’intera giornata il sistema consente di verificare intuitivamente il rischio di probabilità di accadimento del reato nella zona in cui si trova il locale che si intende scegliere.

Come si può ben comprendere, ciò consente di influire in due direzioni:

a) da una parte si finisce con l’orientare la scelta dei consumatori, che tenderanno a preferire i locali considerati più sicuri;

b) dall’altra parte, l’effetto di un simile sistema sulla scelta die consumatori finirà per avere effetti anche su chi gestisce e ciò almeno in due direzioni:

- potrebbe indurre a rendersi parte attiva nella sicurezza urbana, facendo in modo che la zona possa ritultare più sicura possibile (es.: ideando o partecipando a programmi di prevenzione generale;  adoperandosi attivamente, in caso di illuminazione insufficiente o danneggiata, per un potenziamento o per il ripristino della stessa; avvelendosi di un servizio di vigilanza privato; etc.)

- potrebbe scoraggiare la denuncia dei crimini commessi nel locale o nelle vicinanze, per il rischio evidente di stigmatizzazione sociale e danno all’immagine commerciale connesso alla risultanza tra collegamento della mappa del crimine con quello dei locali commerciali per la ristorazione e simili.

L’intento principale, ovviamente, è quello di offrire uno strumento di ausilio per le istituzioni e per il cittadino al fine di contrastare o quantomeno prevenire la criminalità. 

Come riporta Sara Ficocelli in un articolo scritto per la Repubblica,

(…) l’applicazione Stumble Safely consente di scandagliare e mettere insieme, via web e tramite cellulare, le informazioni raccolte dalla polizia nei vari quartieri, comunicando in tempo reale all’utente quali sono le strade da evitare e qual è il percorso più sicuro per tornare a casa, a piedi, in macchina o con i mezzi. Una delle primissime città ad essere oggetto di sperimentazione, insieme a Washington, è San Francisco e la scoperta segna un passo importante per la società americana: da tempo infatti i governi locali lottano, spiega il New York Times, per usare la rete in modo intelligente, mettendo i dati della polizia a disposizione del cittadino per aumentare la sicurezza e ridurre il livello di criminalità.

Il fenomeno è da osservare con molta attenzione, perché si svilupperà presto anche in tutta l’Europa (in Gran Bretagna, per la verità, il crime mapping è già utilizzato ampiamente in favore della cittadinanza, che può consultare on-line i dati della mappatura del crimine raccolti dalle forze di polizia).

Riporta ancora Sara Ficocelli:

Secondo il sindaco di San Francisco Gavin Newsom, “si tratta di una svolta vera e propria: questo programma cambierà per sempre il modo di interagire tra cittadini e amministrazione”. Il dipartimento di polizia della quarta città della California è stato molto coraggioso, dichiarandosi aperto all’opportunità di mettere i dati a disposizione della società e abbattendo il muro di segretezza che sempre circonda gli archivi degli addetti all’ordine pubblico.

E’ facile prevedere che anche in Italia, prima o poi, si arrivi all’uso del crime mapping in maniera sistematica e, ancora, alla divulgazione dei dati raccolti dalle forze di polizia e della magistratura al fine di creare strategie di comunicazione e di inervento per incremetare la sicurazza urbana.

Come ho già segnalato più volte, i dati del crime mapping, però, devono essere accompagnati da campagne di sensibilizzazione e di informazione-formazione  al fine di evitare effetti sociali perversi di stigmatizzazione, gettizzazione o esclusione, che una lettura superficiale delle mappe potrebbe generare.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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