Crescita

Come si rilancia l’economia

Sono ore decisive per l’Italia, che si appresta ad una svolta con l’avvicendarsi dei governi.

Il Prof. Mario Monti è stato scelto alla guida del nuovo esecutivo perché valente economista e persona che dode di una stima e una fiducia trasversali negli schieramenti politici, indubbiamente apprezzata anche all’estero. Risponde perfettamente all’esigenza dei mercati, che hanno minacciato l’Italia in questo ultimo periodo.

Monti ha ora il compito di rilanciare l’economia. L’auspicio è che, oltre ai tagli e all’inevitabile inasprimento della pressione fiscale, si facciano anche misure decisive per lo sviluppo e la crescita del Paese, tra le quali, a mio sommesso avviso, non possono essere pretermesse quelle infrastrutturali per realizzare la banda larga accessibile a tutti, unitamente ad una rivisitazione delle politiche relative alla ricerca scientifica.

Internet abbatte le barriere geografiche, consente di accedere ad un patrimonio informativo senza precedenti, rende effettivi molti dei diritti fondamentali enunciati dalla carta costituzionale primo tra tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, unitamente a quello di informare e di informarsi, determina il tasso di democraticità di un Paese, permette ai cittadini un esercizio pieno e partecipativo della democrazia, allarga i mercati di riferimento, rendendo presenti sul panorama globale anche piccole realtà geograficamente isolate, consente ai consumatori e agli utenti di confrontare beni, servizi e prezzi di diversi fornitori con uno sforzo minimo, stimolando la concorrenza,  consente lo sviluppo di nuove professionalità e di nuove attività commerciali impensabili nelal “old economy”, e molto altro ancora.

Non è un caso che proprio sul progresso tecnologico abbia puntato l’attenzione Obama nel suo piano strategico per rilanciare l’economia, che ho sinteticamente riassunto in un mio precedente articolo e che invito a rileggere nuovamente ora, perché illuminante.

Condivido pertanto l’appello ad abbassare il nostro “spread digitale” e ad inaugurare una politica economica che guardi lontano e offra al nostro Paese le opportunità che meriti.

Spero si vada in questa direzione.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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