CreaTiVù

Il software libero nel settore pubblico. Disponibili in PDF le relazioni del Convegno internazione EOLE2010 (European Opensource and Free Software Law Event)

Segnalo che sono disponibili on-line le numerose relazioni del convegno internazionale EOLE (European Opensource and Free Software Law Event), quest’anno ospitato in Italia e dedicato al tema del Software Libero e Open Source nel Settore Pubblico, nell’ambito del quale sono intervenuto sul tema “Riuso di software e scelta delle licenza. Case studies“.

Tale relazione si proponenva di discutere una serie di casi (tra cui Nemesys, Piattaforma Experience, NotreDAM, CreaTiVù, il disciplinare di Gara di SardegnaIT) presentati nel corso del tempo su EUPL.IT (sito italiano interamente dedicato alla EUPL – European Union Public Licence), da me attivato a prosecuzione dell’attività di ricerca svolta nell’ambito di un PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) dedicato all’open source e alla prorpietà intellettuale.

Sull’argomento si veda anche questo e-book e questo articolo.

Montaggio di più video su YouTube e colonna sonora. Un altro passo verso la GoogleTV

YouTube ha attivato, in versione test, un servizio online che consente di effettuare on-line il “montaggio” di più video caricati sulla propria piattaforma e di aggiungere o cambiare la colonna sonora.

Volendo mettere insieme i pezzi di un puzzle, si intravede chiaramente la strategia commerciale e tecnologica di Google.

Consentire agli utenti non solo di generare contenuti e caricarli, ma anche di effettuare il montaggio dei video messi in condivisione sulla piattaforma ed assegnare una nuova colonna sonora in grado di dare l’idea di maggiore unità al prodotto multimediale complessivo, vuol dire consentire agli  utenti di generare video fruibili anche per un pubblico “televisivo”, che non si accontenta di pochi minuti di trasmissione, essendo abituato a visionare “pacchetti” preconfezionati di mezz’ora, un’ora, un’ora e mezza.

Ecco allora il perché della scelta di accordarsi con la SIAE per ottenere una licenza triennale relativa alle opere protette da diritto d’autore utilizzate dagli utenti di YouTube.

Da generatore di contenuti l’utente diviene anche colui che sceglie i video da montare, effettua il montaggio, inserisce la colonna sonora, propone un prodotto derivato, più adatto alle esigenze televisive di quanto non lo possano essere gli esili filmati che hanno determinato il successo su Internet della piattaforma di videosharing ora gestita da Google.

I video così confezionati dagli utenti saranno pronti per la Google TV, visionabili anche sulla Sony Internet TV.

Invero, le piattaforme per la creazione di contenuti TV e i modelli alternativi per la gestione e la creazione dei programmi TV con l’interazione degli utenti, generatori di contenuti, possono essere anche altri.

Segnalo il progetto CreaTiVù, made in Italy, con software di tipo open-source in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV, che costituisce una valida alternativa a piattaforme come YouTube, in quanto, se ben congeniato, portebbe garantire lo standar di qualità minimo dei video caricati e un più attento filtro preventivo a contenuti illeciti.

Non dico che un modello debba prevalere sull’altro, ma che la scelta di modelli deve essere articolata secondo le dinamiche del libero mercato, lasciando agli utenti-produttori e agli utenti-fruitori di contenuti, ed ai providers che gestiscono le diverse piattaforme, la scelta del modello che reputano più congeniale, tenendo conto anche delle policy e delle prassi operative usate nel rapporto con gli utenti.

A seconda del modello utilizzato, però,  le questioni giuridiche connesse ai profili di responsabilità cambiano radicalmente.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Scontro tra licenze open-source (GPL v3 contro EUPL). L’intervento dell’OSOR.EU come possibile strategia di fronte al proliferare delle licenze

Mi ero occupato dei progetti CreaTiVù e Notre-DAM, portati avanti da Sardegna Ricerche con diversi partners, e mi era stato segnalato dall’Ing. Maurizio Agelli che l’intenzione di usare la libreria EXT-JS, attualmente licenziata in GPL v3, avrebbe comportato la necessità della migrazione del progetto CreaTiVù da EUPL 1.1 a GPL v.3, così come in precedenza era avvenuto per il progetto Notre-DAM, prima licenziato in EUPL ed ora convertito in GPL v3.

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A parte il rilevo che EXT-JS è una libreria (utilizzata per l’interfaccia) e come tale si sarebbe potuto optare per la LGPL, il caso mi è sembrato di grande rilievo sotto il profilo del conflitto tra licenze open source.

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La clausola virale contenuta nella GPL v3 e il modello di strong copyleft, che non lascia spazio a licenze alternative, costringe altri progetti, che pur si avvalgono di licenze open source certificate OSI, ad abdicare in favore della GPL v3 la licenza originariamente adottata.

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Si ha, in altre parole, uno scontro tra sistemi di licenza che pur sono indirizzati allo stesso scopo: quello di assicurare principalmente la libertà di accesso al codice sorgente e le ulteriori libertà che da essa discendono, compreso quella di copiare, distribuire, analizzare e modificare il software, nonché creare opere derivate.

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In altre parole, se un progetto open source nasce in EUPL (European Union Public Licence), così come in altre licenze open source nate per soddisfare esigenze analoche alla GPL, lo strong copyleft della GPL pone una forzatura, costringendo alla migrazione alla GPL v3 ove il codice sorgente del progetto si integri con codice GPL v3.

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Si assiste, dunque, ad un dominio della GPL v3 che, forte della posizione acquisita sul mercato delle licenze open source, finisce per condizionare le libere scelte progettuali adottate nel progetti open source che intendono basarsi su licenze alternative.

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Lo scontro tra licenze è un tema che diventerà sempre più caldo.

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P.E. Schmitz, uno degli autori della EUPL, con cui sono in contatto per via del mio progetto EUPL.IT, aveva avanzato una possibile soluzione a tale questione, suggerendo l’introduzione di meccanismi di interoperabilità tra le licenze provenienti tra diverse comunità (ad esempio la comunità open source legata alla FSF, che fa uso della GPL, e quella legata all’UE, che fa uso della EUPL), in modo da assicurare, per un principio di mutuo riconoscimento, la facoltà di utilizzo di codice licenziato nella licenza “incompatibile”, conservando la licenza originaria.

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In tal modo, i progetti EUPL rimarrebbero sotto licenza EUPL anche ove facciano ricorso a codice in GPL v3, per via del meccanismo di interoperabilità delle licenze che le due community potrebbero vicendevolmente riconoscersi.

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Ciò implicherebbe un avvicinamento culturale ed un cambiamento radicale di prospettiva che potrebbe avvenire in tempi non prossimi, almeno per quanto riguarda la FSF.

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Nel frattempo, la migliore soluzione possibile, nel breve periodo, mi sembra possa essere un’altra, che avevo già suggerito all’OSOR.EU: quella di un intervento formale e diretto dell’OSOR.EU presso i titolari o i responsabili del progetto, i manager di progetto ed eventualmente gli uffici legali che assistono i titolari ed i responsabili del progetto, al fine di sollecitare il rilascio in EUPL del software open source già licenziato in GPL v3, attraverso il dual-lincencing o il multi-licencing.

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Le istituzioni comunitarie potrebbero cioè intervenire direttamente sollecitando l’adozione della licenza EUPL accanto alla GPL v3.

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Tornando al caso EXT-JS, ho chiesto all’OSOR.EU l’intervento ufficiale presso Sencha, titolare della libreria, al fine di verificare la disponibilità a ri-licenziare tale libreria in EUPL (accando alla GPL v3).

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L’intervento c’è stato. L’OSOR.EU si è mosso. Vediamo come risponde Sencha.

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Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Internet e TV: CreaTiVù. Applicazione opensource in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV

Anche in Italia il software di tipo opensource sta facendo passi decisivi verso la EUPL, soprattutto nel public sector (opensource e pubblica amministrazione).

Un interessante progetto è dedicato alla produzione collaborativa su Internet di programmi TV, mediante un’applicazione denominata CreaTiVù, rilasciata in opensource sotto licenza EUPL da SardegnaRicerche.

CreaTiVù è un esempio di come Internet e Televisione possano interagire in maniera innovativa, con persorsi alternativi rispetto ad altre esperienze di successo, come YouTube e GoogleTV.

Come si legge dal sito Internet ufficiale del progetto,

CreaTiVù è un’applicazione che consente di creare programmi TV, distribuiti su molteplici canali, WebTV, DVB, IPTV, mobile, a partire dal contributo della web community (…)

(…)

CreaTiVù è nata all’interno delle attività del Laboratorio sulla produzione collaborativa di programmi TV multi-piattaforma nell’ambito del progetto per lo sviluppo del Sardegna DistrICT attuato da Sardegna Ricerche con i fondi per lo sviluppo del P.O.R. Sardegna 2000-2006, Misura 3.13, Sub-Azione B2. Le attività tecnico-scientifiche del laboratorio sono coordinate dal CRS4 (Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia)”

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Come Funziona CreaTiVù

Quanto alle categorie di soggetti che hanno accesso, via Internet, al sistema il sito evidenzia quanto segue:

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

Dunque:

1) gli utenti possono accedere liberamente alla programmazione televisiva in Web TV, IPTV, MobileTV, etc., senza doversi autenticare (in forma anonima), per poter vedere il materiale video presente su CreaTiVù.

2) gli utenti possono accedere liberamente alla piattaforma, registrandosi ed autenticandosi, per caricare i propri video o per inviare i propri feedback al materiale caricato da altri (similmente a quanto avviene con altri servizi tipo YouTube);

3) Tuttavia (a differenza di quanto avviene con YouTube), il materiale caricato dagli utenti registrati non viene reso immediatamente visibile agli altri utenti, ma viene sottoposto ad approvazione da parte di un “publisher”, che ha la responsabilità del controllo dei contenuti e della formazione del palinsesto televisivo. Il sistema prevede infatti una figura (il “publisher”, appunto) che è nominato dall’amministratore di CreaTiVù, con il compito di:

- approvare (validare) i video caricati dagli utenti registrati, al file di inserirli nei programmi televisivi;

- definire i programmi televisivi;

- definire i palinsesti televisivi;

4) v’è infine un “amministratore”, che è colui che ha il controllo complessivo sull’intero sistema e sui suoi contenuti. Coincide sostanzialmente con il fornitore del servizio reso tramite il sistema CreaTiVù ovvero con la persona da questi preposta per il funzionamento dell’intero sistema di erogazione del servizio.

Il workflow proposto sul sito di progetto illustra il maccanismo, a metà strada tra la TV tradizionale (totalmente amministrata e centralizzata, anche nella immissione dei contenuti) e la TV collaborativa aperta e distribuita (in cui sono assenti i controlli a priori sui contenuti, in stile YouTube).

Si ha una forma ibrida, in cui la comunità degli utenti, tramite Internet, contribuisce a formare i palinsesti, che rimangono “amministrati” per assicurare un controllo (si spera non censorio, ma volto ad assicurare la qualità) dei contenuti.

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Il problema delle licenze (EUPL vs GPL)

Tale  progetto è rilasciato in opensource ad oggi sotto licenza EUPL, con disponibilità dei files per il download (attualmente in versione “Alpha”).

Tuttavia, il progetto potrebbe essere dirottato in GPL v.3, per via dell’intenzione di utilizzare EXT-JS, una libreria in GPL v.3.

L’uso della libreria in GPL v.3, che è licenza attualmente incompatibile con la EUPL v. 1.1, costringerebbe a far migrare il progetto dalla EUPL alla GPL.

Per questo ho deciso di attivarmi personalmente, chiedendo all’OSOR.EU, con un post su EUPL.it e personalmente tramite e-mail, di stimplare il dual-licencing di EXT-JS, in modo tale che possa affiancarsi (per la medesima libreria) la licenza EUPL alla GPL.

Ciò consentirebbe l’uso di EXT-JS da parte di CreaTiVù conservando la licenza EUPL per il progetto.

Sono stato informato dall’OSOR.EU che la sollecitazione è stata già inoltrata (in tempi rapidissimi). Ora si attende il riscontro, su cui Vi terrò aggiornati.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

L’accesso ai servizi di CreaTiVù è differenziato a seconda della classe di appartenenza:

  • anonimo: accede senza autenticarsi alla gallery in sola lettura;
  • registrato: accede alla community di CreaTiVù: può caricare risorse e inserire feedback;
  • publisher: è nominato dall’amministratore: valida i video per la pubblicazione all’interno di un programma televisivo, definisce programmi e palinsesti;
  • amministratore: è nominato a priori da chi fornisce il servizio: ha totale controllo sui contenuti e sugli utenti.

E’ definito “owner” l’utente registrato che ha inserito un video nella library.

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