CoPeerRight

Peer-to-Peer, privacy e responsabilità del provider. Il caso Fapav contro Telecom si allarga

Sul caso FAPAV (Federazione Anti-Pirateria Audio-Visiva) contro Telecom,  che coinvolge temi molteplici (come la disciplina del commercio elettronico e la responsabilità del provider, le tecniche investigative per l’accertametno degli illeciti e la tutela dei dati personali degli utenti, le tecniche di tutela della prorpietà industriale, etc.), sono state riportate nteressanti novità.

Apprezzo l’interesse di Alessandro Longo, per la Repubblica, che fornisce utili riscontri. In un suo articolo dal titolo “Lecito spiare che scambia file? Il Garante è con gli utenti“, che consiglio di leggere, interviene nuovamente sul caso in questione, rivelando che nel giudizio pendente innanzi al Tribunale Civile di Roma, con  prossima udienza prevista per i l10 febbraio 2010, si è costituito anche il Garante per la protezione dei dati personali, così come tempo addietro aveva fatto per il caso Peppermint.

Nell’articolo citato, poi, viene riportata anche la dichiarazione di Paolo Nuti, Presidente dell’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), che ha dichiarato, a propria volta, che anche l’AIIP intende costituirsi nel medesimo giudizio, per fronteggiare la posizione, ritenuta inaccettabile, della FAPAV.

La società a cui la Fapav ha demandato gli accertamenti tecnici e, a quanto pare, anche il monitoraggio della rete per la documentazione delle asserite violazioni tramite peer-to-peer sarebbe la Co-Peer-Right-Agency. Infatti, come riporta Longo,

Telecom (…) respinge le richieste di Fapav, perché “basate su prove raccolte illegittimamente”. Fapav ha scoperto i file condivisi dagli utenti tramite i servizi di CoPeerRight, azienda specializzata che è entrata sulle reti peer to peer con un proprio software di monitoraggio. È giallo invece  su come Fapav abbia potuto conoscere i siti visitati. CoPeerRight nega di aver fornito quest’informazione. L’unico modo per ottenerla sarebbe di introdurre un malware spia sui pc degli utenti, azione di vera e propria pirateria informatica. Repubblica.it attende la risposta di Fapav, da due settimane. La Federazione ha fatto sapere che fornirà chiarimenti nei prossimi giorni.

Ritornerò presto sul tema.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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