Connettività ad Internet

L’inchiesta di Anna Masera sulla ADSL per La Stampa

Segnalo l’interessante iniziativa di Anna Masera, che invita i propri lettori a segnalare ritardi e malfunzionamento relativi ai servizi ADSL con l’intenzione di preparare un’inchiesta per La Stampa e chiedere alle aziende di dar conto dei disagi riportati dai clienti.

Sarà un’ inchiesta destinata a mobilitare molti utenti, come si vede dal riscontro avuto a seguito della pubblicazione di una lettera firmata da un cliente di H3G, che ha fatto maturare un numero considerevole di commenti di altri utenti in pochissimo tempo.

Il web 2.0 è fenomeno interessante per le dinamiche cittadini-giornalisti-clienti-imprese.

Queste ultime devono poi confrontarsi con i nuovi strumenti per mantenere alta la propria reputazione commerciale in ambiente digitale.

In materia di banda larga, poi, ricordo l’interessante iniziativa dell’AGCOM che, unitamente alla FUB (Fondazione Ugo Bordoni), sta portando avanti un progetto per il monitoraggio e la misurazione della velocità di connessione ad Internet da parte dei consumatori, mettendo loro a disposizione un software gratuito, chiamato Nemesys, distribuito in GPL v.3.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

La FUB risponde: Nemesys è open source con licenza GPL

La Fondazione Ugo Bordoni, tramite il Dott. Sebastiano Trigila (Direzione delle Ricerche – FUB) che ringrazio vivamente, a fronte della richiesta di informazioni in ordine alle modalità di licencing del software Nemesys per il monitoraggio della velocità di connessione ad Internet, mi ha dato cortese riscontro tramite e-mail, facendomi sapere che la distribuzione avverrà con licenza open source e,  precisamente, in GPL.

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La risposta, che attendevo con ansia insieme a Marco Scialdone, non è tardata a pervenire, se si considerano i giorni di ferie sotto ferragosto.

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Non mi sono state indicate, però, le ragioni sulla scelta della licenza e sui motivi (se ve ne sono) che hanno portato a preferire la GPL alla EUPL.

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Va ricordato che la GPL ha un effetto virale gestito da una clausola strutturata secondo il modello di strong copyleft, che, utile nella prima fase di affermazione della licenza ed idonea al raggiungimento dei suoi obiettivi (affermazione delle libertà predicate dalla Free Software Foundation – FSF) , finisce paradossalmente ora per avere un effetto drasticamente anticoncorrenziale sulla scelta di licenze open source alternative, pur indirizzate al raggiungimento del medesimo obiettivo.

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In altre parole, le libertà che la FSF pratica in favore del codice sorgente vengono negate per la licenza, che costituisce in un certo qual senso il “codice sorgente” in cui sono contenute le “istruzioni” (clausole) per l’uso del software.

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A differenza di quanto avviene per il software, con la licenza GPL si ha paradossalmente una politica di tipo “proprietario” che, in forza della posizione dominante raggiunta sul mercato delle licenze open source, porta al problema del conflitto tra licenze open source (costringendo ad esempio i progetti nati sotto altra licenza open, come la EUPL, e che vogliono integrare porzioni di codice in GPL, ad abdicare la licenza di origine in favore della GPL, con sacrificio della libertà nell’uso della scelta delle licenze per la gestione dei rapporti tra licenziante e licenziatari).

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Sul tema ritornerò ancora.

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Certo è che l’AGCOM e la FUB hanno mostrato grande sensibilità nella scelta delle modalità di distribuzione del software ed anche chi ha commentato scetticamente l’idea che in Italia possa avanzare la cultura dell’open source ora, per fortuna, deve ricredersi.

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Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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