Colonna sonora per i video caricati su YouTube

Montaggio di più video su YouTube e colonna sonora. Un altro passo verso la GoogleTV

YouTube ha attivato, in versione test, un servizio online che consente di effettuare on-line il “montaggio” di più video caricati sulla propria piattaforma e di aggiungere o cambiare la colonna sonora.

Volendo mettere insieme i pezzi di un puzzle, si intravede chiaramente la strategia commerciale e tecnologica di Google.

Consentire agli utenti non solo di generare contenuti e caricarli, ma anche di effettuare il montaggio dei video messi in condivisione sulla piattaforma ed assegnare una nuova colonna sonora in grado di dare l’idea di maggiore unità al prodotto multimediale complessivo, vuol dire consentire agli  utenti di generare video fruibili anche per un pubblico “televisivo”, che non si accontenta di pochi minuti di trasmissione, essendo abituato a visionare “pacchetti” preconfezionati di mezz’ora, un’ora, un’ora e mezza.

Ecco allora il perché della scelta di accordarsi con la SIAE per ottenere una licenza triennale relativa alle opere protette da diritto d’autore utilizzate dagli utenti di YouTube.

Da generatore di contenuti l’utente diviene anche colui che sceglie i video da montare, effettua il montaggio, inserisce la colonna sonora, propone un prodotto derivato, più adatto alle esigenze televisive di quanto non lo possano essere gli esili filmati che hanno determinato il successo su Internet della piattaforma di videosharing ora gestita da Google.

I video così confezionati dagli utenti saranno pronti per la Google TV, visionabili anche sulla Sony Internet TV.

Invero, le piattaforme per la creazione di contenuti TV e i modelli alternativi per la gestione e la creazione dei programmi TV con l’interazione degli utenti, generatori di contenuti, possono essere anche altri.

Segnalo il progetto CreaTiVù, made in Italy, con software di tipo open-source in EUPL per la produzione collaborativa di programmi TV, che costituisce una valida alternativa a piattaforme come YouTube, in quanto, se ben congeniato, portebbe garantire lo standar di qualità minimo dei video caricati e un più attento filtro preventivo a contenuti illeciti.

Non dico che un modello debba prevalere sull’altro, ma che la scelta di modelli deve essere articolata secondo le dinamiche del libero mercato, lasciando agli utenti-produttori e agli utenti-fruitori di contenuti, ed ai providers che gestiscono le diverse piattaforme, la scelta del modello che reputano più congeniale, tenendo conto anche delle policy e delle prassi operative usate nel rapporto con gli utenti.

A seconda del modello utilizzato, però,  le questioni giuridiche connesse ai profili di responsabilità cambiano radicalmente.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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