Chiara Poggi

La computer forensics nelle motivazioni della sentenza sull'omicidio di Garlasco

L’omicidio di Garlasco, lo ricorderete, ha portato all’assoluzione di Alberto Stasi, il quale aveva sostenuto che nel momento in cui è avvenuta l’uccisione di Chiara Poggi egli si trovava al computer per lavorare alla propria tesi di laurea.

L’alibi informatico, com’è noto, è stato oggetto di importanti accertamenti sia a livello investigativo che in sede processuale, ai fini probatori.

Vi sono regole precise che disciplinano l’acquisizione della prova nell’ambito del procedumento penale. Tale regole sono studiate, sotto il profilo tecnico, dalla computer forensics.

Si attendeva il deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione per comprendere appieno le valutazioni del giudice sulla prova informatica.

Gli organi di stampa ne hanno dato diffusione oggi. La sentenza integrale è stata depositata (il testo è disponibile sul sito dell’ANSA).

Trascrivo di seguito le motivazioni del G.U.P. Dott. Stefano Vitellli sugli accertamenti relativi al computer di Stasi, così come riportate da La Repubblica:

(…) Ma il gup smonta soprattutto le indagini. A suo giudizio, l’attività investigativa dei carabinieri di Vigevano sul computer di Alberto Stasi ha prodotto “effetti devastanti in rapporto all’integrità complessiva dei supporti informatici”. “Il collegio peritale – osserva il giudice – evidenziava che le condotte corrette di accesso da parte dei carabinieri hanno determinato la sottrazione di contenuto informativo con riferimento al pc di Alberto Stasi pari al 73,8% dei files visibili (oltre 156mila) con riscontrati accessi su oltre 39mila files”.

“Queste alterazioni – conclude il Gup – indotte da una situazione di radicale confusione nella gestione e conservazione di una così rilevante quanto fragile fonte di prova da parte degli inquirenti nella prima fase delle indagini ha comportato, in primo luogo, il più che grave rischio che ulteriori stati di alterazioni rimuovessero definitivamente le risultanze conservate ancora nella memoria complessiva del computer”.

E’ drastica l’opinione del giudice: “Gli accessi in questione hanno prodotto degli effetti metastatici rispetto all’esigenza di corretta e complessiva ricostruzione degli eventi temporali e delle attività concernenti l’utilizzo del computer nelle giornate del 12 e 13 agosto 2007 (chiara fu uccisa il giorno 13, ndr). Rispetto dunque ad altre questioni probatoriamente rilevanti, non è più possibile esprimere delle valutazioni certe nè in un senso nè nell’altro: in questo ambito, il danno irreparabile prodotto dagli inquirenti attiene proprio all’accertamento della verità processuale“.

E’ chiaro che le best practices di computer forensics e le questioni giuridiche relative ai profili probatori connessi alla corretta identificazione, acquisizione, custodia ed analisi della prova informatica devono essere ben padroneggiati da parte di chi fa investigazione.

Occorre sicuramente una formazione specifica da parte di chi si trova a gestire casi come questi. Indubbiamente la formazione degli addetti ai lavori va migliorata.

In ogni caso appaiono decisamente apprezzabile l’attenzione del G.U.P. al tema della prova informatica e il caso in questione, che sicuramente sottoporrò anche ai miei studenti nel corso degli insegnamenti affidatimi, rappresenta un significativo case study.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Omicidio di garlasco. Oggi la sentenza

E’ attesa per oggi la sentenza relativa all’omicidio di Garlasco, nel quale la perizia informatica e le computer forensics hanno svolto un ruolo importante nel sorreggere le tesi della difesa.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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