Banda Larga

L’Agenda Digitale Italiana

Al “Progetto Strategico Agenda Digitale Italiana” del Governo Monti fa eco il documento dell’AGCOM dal titolo “Segnalazione al Governo in tema di liberalizzazione e crescita. Un’agenda digitale per l’Italia“.

Da soluzioni incentrate sull’implementazione delle infrastrutture di rete, delineate nel Progetto Strategico, si passa ora ad individuare misure concrete per la crescita, che su quelle infrestrutture poggiano, ma che sono destinate ad andare oltre.

Certo, alcune delle misure segnalate dall’AGCOM sono da ridiscutere perché criticabili e altre da accogliere con entusiasmo e da approdondire, perché lodevoli, ma ciò che più rileva è che finalmente le istituzioni italiane sembra essersi improvvisamente rese conto che il sistema Italia ha urgente bisogno dello sviluppo tecnologico per crescere e per aumentare di competitività.

Miope sarebbe quel Governo che si illude di lasciare tecnologicamente arretrata l’Italia solamente per agevolare lo status quo di un sistema televisivo-centrico sul quale veicolare la diffusione delle informazioni, distribuire opere intellettuali (film, varietà, inchieste, etc.), ospitare talk show, raccogliere proventi pubblicitari.

Lo sviluppo della telematica nel sistema Paese è diventato non più procrastinabile, perché sulla medesima infrastruttura tecnologica possono transitare, al contempo, i servizi della pubblica amministrazione per cittadini e imprese, nuove possibilità di business per le start-up, nuovi mercati per le imprese già presenti sul mercato, nuove modalità di accedere alle informazioni e di comunicare, nonché di fruire di contenuti digitali.

I benefici sarebbero immediati e progressivi, capaci di incidere sia sulla crescita economica e la competitività del Paese, sia sulla crescita culturale e sull’effettivo concreto esercizio dei diritti fondamentali dell’Uomo.

Occorre tenere alta l’attenzione e mobilitare l’opinione pubblica.

Ecco perché continuerò a riproporre il tema su questo blog,  come già fatto in passato, nella speranza di poter contribuire a veicolare la consapevolezza diffusa che lo sviluppo tecnologico sia una priorità per il nostro Paese.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Governo Monti: ministri Passera e Barca rilanciano la Banda Larga

In un articolo del Corriere della Sera, dedicato alle nuove manovre del Governo Monti per il rilancio dell’economia, tra le diverse misure si accenna, timidamente, al rilancio della “Banda Larga”.

Nell’articolo, firmato da Enrico Marro, si legge:

Passera e il ministro della Coesione Fabrizio Barca stanno lavorando anche al rilancio della «banda larga», cioè delle infrastrutture per la connessione veloce a internet, partendo dal Sud dove queste sono più carenti.

La direzione mi sembra quella giusta. Vedremo come si svilupperà concretamente quello che, per ora, appare solamente un proposito.

Occorrerebbe che l’opinione pubblica si mobilitasse seriamente, perché è per la banda larga che passa una parte importante dello sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Come si rilancia l’economia

Sono ore decisive per l’Italia, che si appresta ad una svolta con l’avvicendarsi dei governi.

Il Prof. Mario Monti è stato scelto alla guida del nuovo esecutivo perché valente economista e persona che dode di una stima e una fiducia trasversali negli schieramenti politici, indubbiamente apprezzata anche all’estero. Risponde perfettamente all’esigenza dei mercati, che hanno minacciato l’Italia in questo ultimo periodo.

Monti ha ora il compito di rilanciare l’economia. L’auspicio è che, oltre ai tagli e all’inevitabile inasprimento della pressione fiscale, si facciano anche misure decisive per lo sviluppo e la crescita del Paese, tra le quali, a mio sommesso avviso, non possono essere pretermesse quelle infrastrutturali per realizzare la banda larga accessibile a tutti, unitamente ad una rivisitazione delle politiche relative alla ricerca scientifica.

Internet abbatte le barriere geografiche, consente di accedere ad un patrimonio informativo senza precedenti, rende effettivi molti dei diritti fondamentali enunciati dalla carta costituzionale primo tra tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, unitamente a quello di informare e di informarsi, determina il tasso di democraticità di un Paese, permette ai cittadini un esercizio pieno e partecipativo della democrazia, allarga i mercati di riferimento, rendendo presenti sul panorama globale anche piccole realtà geograficamente isolate, consente ai consumatori e agli utenti di confrontare beni, servizi e prezzi di diversi fornitori con uno sforzo minimo, stimolando la concorrenza,  consente lo sviluppo di nuove professionalità e di nuove attività commerciali impensabili nelal “old economy”, e molto altro ancora.

Non è un caso che proprio sul progresso tecnologico abbia puntato l’attenzione Obama nel suo piano strategico per rilanciare l’economia, che ho sinteticamente riassunto in un mio precedente articolo e che invito a rileggere nuovamente ora, perché illuminante.

Condivido pertanto l’appello ad abbassare il nostro “spread digitale” e ad inaugurare una politica economica che guardi lontano e offra al nostro Paese le opportunità che meriti.

Spero si vada in questa direzione.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Wi-fi e banda laga. Come si rilancia l’economia (negli USA)

Colpisce la diversità di approccio nella gestione della crisi economica e nella scelta delle misure per rilanciare l’economia tra gli Stati Uniti e il nostro Paese.

La differenza sta nella visione strategica, che deve abbandonare quell’ostinata rincorsa al mattone, considerato unico volano dell’economia, per abbracciare la tecnologia, quella vera, non quella fatta di parole e bei pensieri.

Serve, in altre parole, un investimento serio in connettività capillare su tutto il territorio e banda larga. E’ ormai diffuso lo slogan che l’Unità d’Italia, dopo 150 anni, andrebbe realizzata proprio grazie ad Internet.

Ecco la visione di Obama, che mi pare manchi del tutto nel nostro Paese:

(1) connettività diffusa a banda larga

Obama ha ricordato che in Corea del Sud più del 90 per cento delle abitazioni ha a disposizione internet ad alta velocità, a differenza del 65 per cento delle case americane. Un dato sufficiente per capire quanto sia essenziale l’investimento per tornare a competere nel mercato globale.

(2) Il cambio di rotta con il passato (visione “futurista”)

«Non è lungimirante pensare che l’economia di domani possa sorgere utilizzando le infrastrutture di ieri». Così ha esordito il presidente Obama nel suo discorso dalla “Northern Michigan University”, nel quale ha illustrato il disegno strategico della sua amministrazione per riportare l’America ai vertici dello sviluppo tecnologico mondiale.

(3) Il piano strategico

Entro cinque anni sarà possibile connettersi ad internet attraverso pc, smartphone o tablet in quasi ogni angolo del Paese. Il piano prevede inoltre la creazione di una rete wireless ad alta sicurezza da 10 miliardi di dollari, in grado di proteggere le comunicazioni tra le diverse agenzie governative in caso di un attacco terroristico su larga scala comparabile all’11 settembre.

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L’inchiesta di Anna Masera sulla ADSL per La Stampa

Segnalo l’interessante iniziativa di Anna Masera, che invita i propri lettori a segnalare ritardi e malfunzionamento relativi ai servizi ADSL con l’intenzione di preparare un’inchiesta per La Stampa e chiedere alle aziende di dar conto dei disagi riportati dai clienti.

Sarà un’ inchiesta destinata a mobilitare molti utenti, come si vede dal riscontro avuto a seguito della pubblicazione di una lettera firmata da un cliente di H3G, che ha fatto maturare un numero considerevole di commenti di altri utenti in pochissimo tempo.

Il web 2.0 è fenomeno interessante per le dinamiche cittadini-giornalisti-clienti-imprese.

Queste ultime devono poi confrontarsi con i nuovi strumenti per mantenere alta la propria reputazione commerciale in ambiente digitale.

In materia di banda larga, poi, ricordo l’interessante iniziativa dell’AGCOM che, unitamente alla FUB (Fondazione Ugo Bordoni), sta portando avanti un progetto per il monitoraggio e la misurazione della velocità di connessione ad Internet da parte dei consumatori, mettendo loro a disposizione un software gratuito, chiamato Nemesys, distribuito in GPL v.3.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

Punto-Informatico riprende il dibattito in rete sul software Nemesys. Sarà EUPL?

Su Punto-Informatico è apparso l’articolo di Claudio Tamburrino dal titolo “Banda larga, consumatori a metà“, in cui viene ripreso il dibattito instaurato da Marco Scialdone e dal sottoscritto sulla licenza del software Nemesys, per la misurazione della connessione ad Internet.

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Nel corso del dibattito ho inoltrato una richiesta di informazioni all’AGCOM ed alla Fondazione Ugo Bordoni (FUB), per avere notizie sulle modalità di licencing, auspicando che il software possa essere rilasciato in EUPL (European Union Public Licence) e comunque in licenza open source.

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La questione inizia a rimbalzare su altri network, come quello di Vivitelese.it, nelle pagine curate dal Movimento per la Difesa del Cittadino, sezione locale di Sannio Valle Telesina.

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Nell’attesa della risposta, sono felice che l’interessamento al tema inizi ad essere corale.

Spero si aggiungano altre voci.

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Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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