Bancomat

Bancomat e prelievi illegittimi. La banca è tenuta a rimborsare i clienti

Un’interessante sentenza del Tribunale di Milano, resa il 16 marzo 2009, è intervenuta nello stabilire su chi grava il danno relativo ad illeciti prelievi di denaro effettuati tramite Bancomat da soggetti terzi.

Nelle due distinte fattispecie analizzate dal Tribunale di Milano, i clienti dell’istituto di credito, avevano tentato di effettuare il prelievo di denaro presso i dispositivi ATM (c.d. Bancomat) collocati presso una filiale. La tessera, tuttavia, non veniva restituita dal sistema.

Ritenendo che la tessera bancomat fosse stata trattenuta dall’istituto di credito, tramite il dispositivo bancomat, i clienti, dopo ripetuti tentativi inutilmente esperiti per ottenere la restituzione della tessera, abbandonavano il dispositivo riproponendosi di recarsi presso l’isituto di credito il primo giorno lavorativo utile, al fine di ottenere la restituzione della tessere madesima, senza attivarsi per richiedere il blocco della carta.

Recatisi presso l’istituto di credito, i clienti apprendevano che la tessera bancomat era stata utilizzata nei giorni festivi immediatamente precedenti, con prelievo di somme di denaro attraverso la digitazione del PIN, con uso apparentemente regolare del servizio bancomat.

Dopo aver sporto querela, i clienti richiedevano stragiudizialmente all’istituto di credito il rimborso delle somme illecitamente prelevate dal proprio conto.

A fronte del rifiuto da parte della banca, è stato attivato, per entrambi i casi, il giudizio culminato nella sentenza che in questa sede si segnala, con cui viene stabilito il principio secondo cui l’istituto di credito, ove non provi di aver adottato misure idonee per la sicurezza del servizio da manomissioni, è tentuo a rimborsare al cliente i prelievi di denaro illegittimamente eseguiti, senza che possa aver rilievo il fatto che il cliente non gli abbia immediatamente comunicato la mancata restituzione della tessera bancomat da parte dello sportello automatico.

Riporto di seguito la massima.

«Il fatto che il cliente non abbia immediatamente comunicato alla banca la mancata restituzione della tessera bancomat da parte dello sportello automatico non integra la fattispecie della “estrema negligenza” quale prevista dal paragrafo 8.3 della raccomandazione CEE 88/590 del 17 novembre 1988, per cui la banca, ove non provi di aver adottato misure idonee per la sicurezza del servizio da manomissioni, è tenuta a rimborsare al cliente prelievi illegittimamente eseguiti» (Trib. Milano, 16-3-09).

Si consiglia di leggere la sentenza in versione integrale (pubblicata su “ilcaso.it”).

Fabio Bravo

Bancomat e RFiD

L’ATM (Automatic Teller Machine) ed il POS (Point of Sale), noto come Bancomat, è stato introdotto negli anni 60. Ci saranno presto delle evoluzioni, anticipate in questo articolo di Progress ed in quest’altro di Repubblica.

Si andrà verso l’uso di tecnologie in grado di leggere i contenuti della carte bancomat senza necessità di alcun contatto con il POS.

La notizia diffusa recentemente da Repubblica parla di una carta bancomat «contatless», senza specificare il tipo di tecnologia utilizzata che, molto probabilmente, si basa su RfiD.

L’articolo è di Sara Ficocelli, la quale riferisce che

Per usarla con il sistema “contactless” basterà avvicinarla al momento dell’acquisto al lettore magnetico fornito in dotazione ai negozi. Il pagamento verrà confermato da un semplice bip e da un messaggio di “transazione avvenuta” sullo schermo. L’unica accortezza da adottare sarà quella di non tenere la carta troppo lontana dall’apparecchio. La macchinetta non darà alcuna ricevuta, proprio nell’ottica di far risparmiare tempo (e carta!), ma questa potrà sempre essere richiesta se necessario. Nel Regno Unito sono già 8000 i negozi (da Pret A Manger a Coffee Republic, EAT, Books e Krispy Kreme) in cui si possono trovare queste apparecchiature e le installazioni aumentano di settimana in settimana. Entro marzo gran parte del territorio anglosassone verrà coperto.

Ci saranno sicuramente delle resistente in Italia sulla sua adozione, a causa del timore di perdita di controllo dello strumento elettronico, per via della possibilità che la movimentazione non venga autorizzata con l’inserimento del PIN, ma solamente avvicinando la carta all’apparecchio.

Per ora chi commercializza questo tipo di carta ritiene importante puntare sulla limitazione dell’importo per il contact less (che viene utilizzato solamente per importi fino a circa 11 euro). Il sistema, pertanto, verrà lanciato per tentare il posizionamento sul mercato incontrando quel segmento di clientela che, come per il pagamento in autostrada, intende ottenere una maggior velocità nell’effetuazione dell’operazione di pagamento. 

In Italia va ricordato l’apporto di Ettore Giannantonio allo studio delle problematiche giuridiche che l’ATM ed il POS, quali ipotesi di trasferimento elettronico dei fondi, comportano.

Le problematiche ora, però, si complicano per via dell’evoluzione del progresso tecnologico. L’RFiD, ad esempio, comporta questioni ulteriori connesse all’adozione delle misure di sicurezza per garantire sia la sicurezza delle “transazioni” economiche, sia la protezione dei dati personali (privacy).

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