Arbitro

Twitter e responsabilità dei calciatori. Il caso Neymar

Neymar da Silva, noto calciatore brasiliano, avrebbe diffuso su Twitter espressioni diffamatorie nei confronti dell’arbitro Sandro Ricci, definendolo “un ladrone”. Questo è quanto si legge in uno dei suoi commenti apparsi a suo nome sul celebre social netwotk.

Il calciatore brasiliano si sarebbe difeso attribuendo la paternità del commento ad un hacker, negando ogni responsabilità. Ma l’onere della prova spetterebbe a Neymar ed, in assenza di una dimostrazione in ordine all’effettivo operato dell’hacker, risulterebbe difficile far venir meno le responsabilità scaturenti dall’evidente presenza del messaggio, confermata dallo stesso calciatore brasiliano.

Come riportato dal Corriere della Sera,

Per lui potrebbe scattare la squalifica, perché, come ha ricordato il procuratore federale Paulo Schmidt “ogni espressione ed offesa contro gli arbitri, fatta con qualsiasi mezzo di comunicazione, elettronico o meno, è passibile di punizione”.

Ovviamente il principio non si ferma alla giustizia sportiva, dato che la condotta ha una sua rilevanza, sia in sede civile (con possibilità di risarcimento del danno) che in sede penale, a prescindere dalla qualifica dei soggetti coinvolti.

Il caso è comunque interessante perché mette in luce il rischio di effetti collaterali dell’uso dei social network sulla vita lavorativa degli utenti.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

My Projects

      EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

E-Contract-U

Giornalismo Investigativo - Inchieste e Diritto dell'informazione

My Books

My e-Books