Anna Masera

L’inchiesta di Anna Masera sulla ADSL per La Stampa

Segnalo l’interessante iniziativa di Anna Masera, che invita i propri lettori a segnalare ritardi e malfunzionamento relativi ai servizi ADSL con l’intenzione di preparare un’inchiesta per La Stampa e chiedere alle aziende di dar conto dei disagi riportati dai clienti.

Sarà un’ inchiesta destinata a mobilitare molti utenti, come si vede dal riscontro avuto a seguito della pubblicazione di una lettera firmata da un cliente di H3G, che ha fatto maturare un numero considerevole di commenti di altri utenti in pochissimo tempo.

Il web 2.0 è fenomeno interessante per le dinamiche cittadini-giornalisti-clienti-imprese.

Queste ultime devono poi confrontarsi con i nuovi strumenti per mantenere alta la propria reputazione commerciale in ambiente digitale.

In materia di banda larga, poi, ricordo l’interessante iniziativa dell’AGCOM che, unitamente alla FUB (Fondazione Ugo Bordoni), sta portando avanti un progetto per il monitoraggio e la misurazione della velocità di connessione ad Internet da parte dei consumatori, mettendo loro a disposizione un software gratuito, chiamato Nemesys, distribuito in GPL v.3.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

YouTube vs Telecinco = 1-0 (oppure 1-1?)

Un articolo di oggi firmato da Mauro Munafò per la Repubblica si intitola “YouTube batte Telecinco. Copyright, vigilino le TV“.

Il tema, discusso anche nei tribunali italiani, concerne le responsabilità del providers (di Google in particolare) per le violazioni del copyright commesse da parte degli utenti della piattaforma di videosharing: YouTube.

In Italia abbiamo assistito ad una pronuncia cautelare con cui il Tribunale di Roma, quasi un anno fa, imponeva a Google la rimozione dei video del Grande Gratello, a prescindere dall’identificazione, da parte del titolare dei diritti sull’opera, dei singoli video illecitamente caricati dagli utenti della piattaforma. La pronuncia cautelare evidenziava chiaramente le responsabilità di Google, quantomeno sotto il profilo del fumus boni juris. In altre parole, il giudice italiano, nell’attesa di una ponderata  pronuncia nel merito, ha accordato il provvedimento cautelare ritenendo sufficientemente fondata, secondo un giudiizo espresso in termini probabilistici, la pretesa del ricorrente.

In Spagna, come evidenziano le fonti giornalistiche e il blog ufficiale di Google, pare si sia affermato il principio opposto. Continua a leggere

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