Sull'obbligo di rettifica nei siti web. La casistica: già inoltrate le prime diffide

Il ddl sulle intercettazioni, com’è noto, interviene in maniera del tutto discutibile sulla libertà di espressione tramite Internet imponendo ai siti internet tout court (anche blog, forum, etc.) l’obbligo di rettifica, già previsto nella legge sulla stampa, e ciò anche qualora la manifestazione del pensiero on-line non abbia i caratteri della “stampa” e non sia ricollegabile all’attività giornalistica.

La norma ha sollevato un vivace dibattito e profonde perplessità.

Tra queste vorrei segnalarVi il recente post dell’Avv. Mauro Alovisio dell’Università di Torino (Blog e obbligo di rettifica in arrivo!!!), il quale riassume così alcuni degli aspetti critici della norma in esame

- la genericità del termine siti e pagine web ricomprende siti, forum, social network, blog – la brevità del termine di 48 ore; – l’obbligo di rettifica senza commento ma dove è la libertà di informazione? – il blog non dispongono di un comitato di redazione ed un direttore responsabile – il blog è uno strumento di interazione, se il blogger scrive cavolate o frasi offensive.. il cittadino potrà esprimere il proprio disappunto inserendo commenti o scrivendo un contro articolo o dei post di commento… o aprendo un blog

Con questa proposta si colpiscono anche i blog amatoriali, i forum, siti web che sono strumenti di comunicazione, dialogo ed interazione dei cittadini e partecipazione alla vita democratica del paese.

Il coro di proteste proveniente dalla blogosfera è davvero nutrito.

Così critica le emanande norme altro blogger:

È abbastanza evidente che vi sono numerosi nodi problematici che rendono difficile una interpretazione della norma e quindi, di conseguenza, potranno portare ad errori nella sua applicazione. Prima di tutto non è ben chiaro chi dovrebbe applicare la norma. Se pensiamo ad un blog non vi è solo il gestore o titolare del blog, colui che scrive materialmente, ma in teoria qualcuno potrebbe anche ritenere che la norma si applichi anche all’hosting provider o comunque a tutti i soggetti che si trovino a governare uno spazio web. Nei forum la criticità è decisamente maggiore, poiché in un forum si differenziano numerose figure, il titolare (colui che ha aperto il forum), gli amministratori, i moderatori, e così via. L’eccessiva generalità della norma potrebbe dare luogo ad ambiguità piuttosto pericolose.
Il secondo problema riguarda lo strumento da utilizzare per imporre la rettifica dei contenuti. Per come è scritta la norma pare sufficiente una semplice mail inoltrata al gestore del sito. L’assenza di qualsiasi formalità comporta l’obbligo di evadere qualsiasi richiesta senza la possibilità di verificare che sia proprio il soggetto presunto leso ad inoltrare la richiesta di rettifica, e ciò aprirebbe la strada a confusioni e richieste pretestuose.
Per i tempi si è già evidenziato che le 48 ore decorrono dall’inoltro della richiesta e non dalla ricezione o conoscenza, per cui il governo di un sito diverrebbe una attività professionale, in quanto ogni blogger dovrebbe dotarsi di una struttura in grado di evadere in tempi stretti tutte le richieste di rettifica. Un blogger non potrebbe nemmeno assentarsi dal sito per più di 48 ore, perché rischierebbe di subire una condanna per non aver evaso una richiesta di rettifica.

Le critiche sono innumerevoli. Basta fare una breve ricerca sui principali motori per rendersene conto.

Vi segnalo in materia anche la posizione dell’amico Marco Scialdone, che si schiera apertamente a favore dell’emendamento Cassinelli, con il quale si arriva ad una mitigazione nell’applicazione dell’obbligo di rettifica per siti diversi dalle testate telematiche registrate (per una prima osserazione critica all’emendamento Cassinelli rimando alle proposte di modifica di Guido Scorza).

In questo clima, prima che il testo di legge sia approvato definitivamente come legge dello stato, si registrano casi di diffide che cercano di anticiparne gli effetti.

Vi segnalo il caso ByoBlu.com (Primo casi di diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.com).

Ne consiglio una lettura attenta, in modo da iniziare a portare la riflessione su casi concreti.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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2 risposte a Sull'obbligo di rettifica nei siti web. La casistica: già inoltrate le prime diffide

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