Sulla lite di Sarah Scazzi con la cugina Sabrina il giorno prima della scomparsa (aggiornamento: la conferma è nel diario di Sarah)

Sarah Scazzi aveva trascorso i giorni dal 23 al 25 agosto a San Pancrazio. Secondo la ricostruzione della zia, mamma di Sabrina, Sarah sarebbe stata tutto il tempo davanti al computer in compagnia dell’altra cugina Antonella, avrebbe incontrato il padre che comunque era in paese e avrebbe fatto ritorno ad Avetrana il 25 sera, alle 19:00:

Cosima Serrano, zia di Sarah Scazzi e mamma della cugina Sabrina Misseri, ribadisce l’estraneità della figlia riguardo la sparizione della 15enne. La donna, intervistata da Senzacolonne ieri mattina, ha ricostruito gli ultimi giorni di Sarah, prima di quel tragico 26 agosto quando, tra le 14 e 40 e le 14 e 42, la ragazzina è svanita nel nulla.

Sabrina Misseri, di 22 anni, sarebbe ritenuta dagli inquirenti una delle persone più informate circa gli amici che frequentava assieme alla cugina scomparsa. Per questo i carabinieri di Avetrana la continuerebbero a convocare ripetutamente presso la caserma, e avrebbero avviato un filone delle indagini sulla base delle sue dichiarazioni.

Sabrina avrebbe dichiarato che Sarah, nei giorni trascorsi dalla cugina a San Pancrazio Salentino, sarebbe stata adocchiata da qualcuno, che poi l’avrebbe rapita ad Avetrana.

Cosa ne pensa di questa ipotesi?

Se qualcuno l’abbia notata quando è andata al mercato con la cugina Antonella, poiché non passava inosservata per il colore biondo dei capelli, io non posso saperlo.


Ma durante il soggiorno da mia sorella Salvatora, Sarah non è stata mai da sola. Ha incontrato il padre, che si trovava anche lui in paese, e poi ha trascorso gran parte del tempo in casa davanti al computer e, con l’aiuto di Antonella, ha creato un profilo su Facebook con il nickname di “Buffy”. Sarah, a San Pancrazio, è stata accompagnata da mia sorella Salvatora, che è venuta a prenderla, con il permesso della mamma Concetta, la sera di lunedì 23 agosto. Ad Avetrana è stata riaccompagnata, sempre da mia sorella, intorno alle 19 di mercoledì 25 agosto”
.

Sia all’andata che al ritorno sarebbe stata accompagnata dalla zia Salvatora (la madre di Antonella), con il permesso dei genitori di Sarah.

Durante la permanenza a San Pancrazio avrebbe trascorso gran parte del tempo davanti al computer, creando il profilo di Facebook Sara Buffy, “senza incontrare nessuno“.

Al ritorno ad Avetrana, invece, cosa  sarebbe accaduto?

Dalla ricostruzione di Giuliano Foschini e Mario Diliberto, per le pagine della testata “la Repubblica“, emergono elementi interessanti.  Nel loro articolo, dal titolo Sarah, lite con Sabrina prima di sparire” (“Una teste: il giorno prima piangeva e mi disse: è stato per Ivano”) si legge:

Sarah e Sabrina litigarono il 25 agosto, 24 ore prima che la ragazzina sparisse nel nulla. Discussero tanto violentemente che a Sarah vennero le lacrime agli occhi, le tratteneva a stento sulla soglia della birreria dove avevano dato appuntamento agli amici. Oggetto del contendere Ivano, il pasticciere 28enne per il quale Sarah aveva preso una cotta e con il quale la cugina Sabrina aveva una tenera amicizia.

La circostanza, di per sé innocua, era sempre stata taciuta da Sabrina agli investigatori ma è spuntata, quasi per caso, grazie al racconto di un testimone e dalla lettura di alcune pagine del diario di Sarah che aveva appuntato tutto. E proprio il fatto che nessuno ne avesse mai parlato ha spinto gli investigatori ad ascoltare per tutta la giornata di giovedì Sabrina, Ivano, gli amici Alessio Pisello e Mariangela, e la madre di Ivano, Elena.

Il diverbio sarebbe dunque avvenuto al rientro di Sarah da San Pancrazio, non prima delle 19:00.

A verbale Sabrina ha confermato il diverbio, ma lo ha minimizzato: «È stato una discussione come tante altre, ma non si può certo parlare di una litigata» ha spiegato, in sintesi, ai carabinieri e al sostituto procuratore Mariano Buccoliero che l´ha interrogata. Quello che però non convince gli investigatori è il perché questa circostanza fosse stata tenuta nascosta dal gruppo dei ragazzi, a partire dalla cugina, in questi 36 giorni. Paura, forse.

L’articolo prosegue ricordando anche talune incongruenze sulla ricostruzione di Ivano, che ha dichiarato di aver dormito durante il momento cruciale della socmparsa di Sarah Scazzi e di non aver sentito il cellulare perché lasciato in auto (mentre la madre di Ivan, che ha sempre confermato che il figlio dormisse, aveva in un primo momento riferito che il cellulare di Ivano si trovasse in cucina e dunque era per questo che non avrebeb risposto ai cinque squilli fatti sa Sabrina per allertarlo della scomparsa di Sarah).

Va poi tenuto presente che il padre di Sabrina, lavorando con un altro collega su un terreno per ripulirlo dalle erbacce, ha fortuitamente rinvenuto il cellulare di Sarah. Si noti che il rinvenimento è avvenuto il giorno dopo, quando lo zio di Sarah aveva fatto ritorno sul posto per recuperare un cacciavite dimenticato il giorno prima (il collega avrebbe confermato, infatti, che sarebbe stato utilizzato il cacciavite per riparare il trattore usato nel lavoro sul terreno).

Il ritrovamento del cellulare, un po’ bruciacchiato, sarebbe avvenuto proprio nei pressi del posto in cui sarebbe stata bruciata  l’erba raccolta sul terreno. La singolare coincidenza ha destato molti sospetti, tant’è che Valentina Misseri, la sorella di Sabrina ha reso alcune precisazioni, prontamente riportare dagli organi di stampa:

Anche Valentina Misseri, sorella di Sabrina e cugina di Sarah, crede poco alle coincidenze sul ritrovamento del cellulare: «Il cellulare di sarah o è sempre stato lì e non è stato visto, che è anche possibile, o qualcuno l’ha fatto apposta» ha dichiarato stasera durante il collegamento televisivo alla trasmissione “La vita in diretta”.

Suggerisce, cioè, che qualcuno potrebbe aver messo appositamente il cellulare sul luogo in cui ha lavorato il padre, zio di Sarah, affinché fosse rinvenuto. Se così fosse, però, o qualcuno sta fornendo qualche indizio, oppure qualcuno, in possesso del telefono di Sarah ed a conoscenza degli spostamenti dello zio, ha tentato di creare artificiosamente indizi o elementi di prova a carico di quest’ultimo o della famiglia Messeri.

Le analisi di laboratorio sul cellulare rinvenuto potranno forse fornire qualche elemento in più (ad esempio, da quanto tempo il cellulare fosse su quel terreno).

(Aggiornamento del 3.10.2010)

In un articolo di oggi 3 ottobre 2010, sempre a firma congiunta di Mario Diliberto e Giuliano Foschini per Repubblica, dal titolo “Il diario di Sarah: Sabrina è gelosa dice che sto troppo con Ivano“, vengono riportare le parole esatte scritte da Sarah sul proprio diario il giorno 26 agosto, lo stesso giorno della scomparsa:

«Sabrina si è arrabbiata per il solito motivo: dice che passo troppo tempo con Ivano».

Sarah aveva appuntato sul suo diario questa frase la mattina del 26 agosto, poche ore prima di scomparire nel nulla. A scoprirlo sono stati nei giorni scorsi gli investigatori del Racis, il reparto speciale dell´arma che sta analizzando i diari della ragazzina ormai da settimane per tracciarne il profilo psicologico.

Mi chiedo: i diari di Sarah sono stati resi noti dalla madre sin dai primi giorni. Li ha mostrati alla stampa ed agli investigatori. Possibile che nessuno avesse mai aperto la pagina del 26 agosto, del giorno della scomparsa? Possibile che nessuno avesse mai letto quelle parole prima? Possibile che chi le abbia lette non abbia dato peso a quese parole? Insomma, mi sembra strana l’affermazione passata sulla stampa secondo cui queste parole siano state scoperte dagli investigatori del Racis e solamente nei giorni scorsi.

Inoltre, le parole di Sarah Scazzi si riferiscono non solo al diverbio avuto la sera prima con la cugina (“Sabrina si è arrabbiata”), ma anche di un diverbio ricorrente, per il medesimo motivo che sembra costantemente ripresentarsi identico a se stesso (“solito motivo”) e riguarda il troppo tempo passato d Sarah con Ivano (“dice che passo troppo tempo con Ivano“).

L’articolo prosegue riportando quanto già noto:

La circostanza è stata poi confermata anche da una testimone che ha raccontato di aver visto Sarah piangere la sera prima di sparire, proprio in seguito a una litigata con Sabrina. «Ma era stata una semplice discussione – si è giustificata la ragazza con gli investigatori – niente di particolare, tant´è che il giorno dopo, quel maledetto 26 agosto, comunque avevamo deciso di andare al mare insieme». Quello che non convince gli inquirenti, però, è il perché questo particolare sia stato taciuto così a lungo se realmente innocuo come dicono.

Viene poi ripresa l’osservazione su cui avevo posto attenzione ieri (vedi sopra, in questo articolo, prima dell’ “aggiornamento”):  il telefonino rinvenuto dallo zio di Sarah potrebbe essere stato messo appositamente sul luogo ove ha lavorato quell’uomo, forse per far ricadere su di lui o sulla sua famiglia i sospetti (a meno che, ovviamente, non si tratti di ritrovamento inscenato):

La discussione del 25 agosto non è certo l´unico punto oscuro di questa storia complessa che, se possibile, ogni giorno diventa sempre più gialla. L´ultimo riguarda il ritrovamento del telefonino di Sarah fatto qualche giorno fa dallo zio, nella campagna tra Avetrana e Nardò. L´uomo ha raccontato di averlo visto emergere dalla cenere di stoppie che aveva incendiato il giorno prima. Il cellulare era bruciacchiato, senza batteria e senza scheda telefonica. «Quando abbiamo dato fuoco a quelle erbacce proprio non l´avevo visto» ha giurato agli investigatori. Che ora cominciano a credergli. I Ris, il reparto scientifico dei carabinieri, cominceranno domani gli accertamenti sul telefono.

Ma da un primo esame superficiale sono venute fuori non poche perplessità: il telefono non è bruciato come avrebbe dovuto se fosse stato in mezzo alle stoppie.

E´ difficile che possa essere stato lì dal giorno della scomparsa di Sarah: in questi trenta giorni ci sono stati un paio di nubifragi ad Avetrana e i circuiti del telefono non erano ossidati, come se non fossero mai stati bagnati.

Che significa? «Che il telefono è possibile sia stato messo lì appositamente da qualche giorno» spiega uno degli investigatori. Potrebbe averlo portato lo zio di Sarah ma anche messo appositamente il giorno dopo la combustione delle stoppie qualcuno che voleva incastrarlo.

Misseri ha raccontato di essere tornato in quel campo per caso, il giorno dopo aver finito il lavoro («avevo lasciato un cacciavite»), e di aver trovato il telefono. «Prendiamo per buona la sua ricostruzione – spiegano – Se non fosse tornato e quel telefono lo avesse trovato una terza persona, lo zio sarebbe stato in grossa difficoltà: il dato lampante sarebbe stato quello che lo zio aveva bruciato il telefono della nipotina scomparsa».

Occorre attendere, ancora una volta, gli accertamenti di laboratorio sulla carcassa del cellulare ritrovato.

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Una risposta a Sulla lite di Sarah Scazzi con la cugina Sabrina il giorno prima della scomparsa (aggiornamento: la conferma è nel diario di Sarah)

  • anna scrive:

    alla luce di queste tragedie mi chiedo gli investigatori quando indagano……… pensano ai propri problemi.. che film stanno dando al cinema,cosa fare in vacanza? tutto questo mi fa paura ma in che mani noi siamo? nessuno fa’ il proprio lavoro. tutti pensano alla busta paga. grazie

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