Soluzione Sarkozy. Diritto d’autore e Internet

La nota proposta di legge sostenuta in Francia da Sarkozy continua il suo iter per l’approvazione parlamentare. L’impianto originario rimane in piedi per la gran parte, ma si affacciano alcuni emendamenti interessanti.

La disciplina prevede la sospensione dell’accesso ad Internet, da due a dodici mesi, per coloro che si trovano a reiterare tramite Internet condotte di violazione dei diritti d’autore e dei diritti connessi sulle opere protette.

Il centro della discussione ruota intorno alla legittimità di una tale sanzione, che verrebbe affidata ad un’autorità amministrativa con facoltà per il sanzionato di ricorrere all’autorità giudiziaria.

Qui sorgono i principali problemi. Infatti, ferma restando la necessità di una sanzione, la sospensione della connettività ad Internet contrasterebbe con il diritto di accesso alla Rete ed alle informazioni in essa contenute, di informarsi e di informare, di comunicare (anche via e-mail) tramite Internet, che sono da annoverare tra i diritti fondamentali dell’Uomo attuati nel contesto della società dell’informazione (Information Society).

Ovviamente se un illecito dovesse essere riscontrato è giusto sanzionarlo, ma non può essere dimenticato che la sanzione deve essere proporzionata e, in ogni caso, non deve essere tale da incidere pesantemente sui diritti fondamentali, ove non vi sia una reale, effettiva ed imprescindibile necessità.

Il sacrificio dei diritti fondamentali, infatti, anche ove temporaneo, non può essere indicato come soluzione ai problemi del diritto d’autore, giacché altre strade possono essere percorse.

L’attenzione verso i diritti fondamentali non può retrocedere di fronte ad altri diritti, sopratutto ove il bilanciamento avviene tra diritti fondamentali della persona, che si intendono sacrificare, e diritti prevalentemente patrimoniali, che si intendono proteggere.

Sanzioni efficaci per le violazioni vanno pensate, ma non si può pretendere di squilibrare il delicato bilanciamento dei molteplici diritti, sopratutto se di rango diverso.

Tra gli emendamenti proposti alla soluzione Sarkozy vi sarebbe la norma che sospende, parallelamente all’accesso ad Internet, anche il pagamento del canone di abbonamento ad Internet per il periodo in cui il servizio non viene fruito, ad esempio nelle ipotesi di ADL flat o di altre forme di abbonamento miste (parte in canone mensile e parte a consumo).

Tale previsione ha iniziato a far agitare i fornitori di accesso ad Internet, non solo per le perdite stimate sul corrispettivo annuo dell’abbonamento di connettività ad Internet, ma anche per via del fatto che le offerte commerciali spesso prevedono pacchetti all-inclusive, ove un unico canone comprende sia costi telefonici che di accesso ad Internet e trasmissione dati, senza scorporare i costi dell’uno e dell’altro servizio.

Altri segnalano, invece, come la soluzione Sarkozy sia tecnicamente insostenibile perché di fatto aggirabile dagli utenti sanzionati, che possono ricorrere ad altre forme di connessione, compreso il wi-fi con hot-spot pubblici, per godere della connettività negata dalla sanzione.

Per un approfondimento e per ulteriori riflessioni si veda l’interessante resoconto di Giampiero Martinotti per la Repubblica, nel suo articolo di oggi dal titolo «Francia all’attacco dei web-pirati. Internet spento a chi scarica film».

Fabio Bravo

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