Sequestro di Forum e legge sulla Stampa

La Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, con un’interessante sentenza depositata il 10 marzo 2009, recante n. 10535, è intervenuta in materia di sequetro di un forum on-line, in una fattispecie nella quale il forum, presente sul sito dell’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori), ospitava alcuni post contenenti dichiarazioni offensive scritti nel 2006 da tre diversi utenti ai danni di una confessione religiosa, oltre che a portatori di handicap (vedasi le notizie diramate da il Corriere e La Repubblica).

La fattispecie è particolarmente significativa sotto diversi aspetti.

Per prima cosa c’è da riflettere ancora una volta sulle modalità di attuazione del sequestro, dato che inizialmente lo stesso ha riguardato l’intero forum e non solamente i messaggi ritenuti illeciti. Le modalità di attuazione di sistemi di controllo volti ad impedire la diffusione di tutti i messaggi, compreso quelli lecitamente resi in forza del diritto costituzionalmente garantito di manifestare liberamente il proprio pensiero (cfr. art. 21 Cost.), lasciano perplessi e l’esperienza in questione, come altre che si sono succedute nel panorama giurisprudenziale nostrano, dovrebbero far riflettere allorché si approntano testi di legge che incidono sulla libertà di manifestazione del pensiero, come nel caso del noto emendamento D’Alia, passato nel pacchetto sicurezza dal Senato alla Camera.

È ovviamente giusto che vengano approntati strumenti di reazione e di controllo degli illeciti, ma occorre prestare attenzione alla loro ideazione ed alla loro attuazione o implementazione, al fine di non sacrificare diritti di rilevanza costituzionale. Come in ogni caso, occorre contemperare bene le opposte esigenze.

Il tema delle modalità di esecuzione dei sequestri in ambiente on-line è particolarmente delicato. Sul punto vorrei segnalare anche un comunicato dell’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), reso tempo addietro, che evidenzia le esigenze di settore degli Internet Service Providers in materia di sequestro.

Un secondo aspetto riguarda la possibilità o meno di estendere la normativa sulla stampa anche ai forum. Qui occorre essere molto cauti, perché insieme alle guarrentigie, con riferimento alle norme di favore in tema di sequestro, vi sono anche obbligi, come ben sa chi, a seguito dell’equiparazione del blog ad un prodotto editoriale, si è visto condannare in primo grado per mancata registrazione della testata giornalistica.

La sentenza resa ora dalla Corte di Cassazione (10535/09) affronta il tema del rapporto tra stampa e nuove modalità di manifestazione del pensiero attraverso Internet.

Per meglio comprendere l’approccio, riproduco di seguito il testo che più interessa questo discorso:

Gli interventi dei partecipanti al forum in questione, invero, non possono essere fatti rientrare nell’ambito della nozione di stampa, neppure nel significato più esteso ricavabile dall’art. 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, che ha esteso l’applicabilità delle disposizioni di cui all’ articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (legge sulla stampa) al «prodotto editoriale», stabilendo che per tale, ai fini della legge stessa, deve intendersi anche il «prodotto realizzato … su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico».

Ed infatti, precisa la Corte

Il semplice fatto che i messaggi e gli interventi siano visionabili da chiunque, o almeno da coloro che si siano registrati nel forum, non fa sì che il forum stesso, che è assimilabile ad un gruppo di discussione, possa essere qualificato come un prodotto editoriale, o come un giornale online, o come una testata giornalistica informatica. Si tratta quindi di una semplice area di discussione, dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole ed agli obblighi cui è soggetta la stampa (quale quello di indicazione di un direttore responsabile o di registrazione) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che l’art. 21, comma 3, Cost. riserva soltanto alla stampa, sia pure latamente intesa, ma non genericamente a qualsiasi mezzo e strumento con cui è possibile manifestare il proprio pensiero.

Se ciò vale come considerazione generale, con specifico riguardo alla fattispecie sottoposta al suo esame la Suprema Corte precisa ulteriori elementi, notando che

D’altra parte, nel caso in esame, neppure si tratta di un forum strutturalmente inserito in una testata giornalistica diffusa per via telematica, di cui costituisca un elemento e su cui il direttore responsabile abbia la possibilità di esercitare il controllo (così come su ogni altra rubrica della testata).

Viene richiamato il tema del controllo editoriale sul materiale inserito.

V’è poi un’ulteriore considerazione, che riguarda anche altri strumenti informatici, al di là dei forum. La stentenza in questione, infatti, aggiunge che:

Acutamente il difensore del ricorrente sostiene che la norma costituzionale dovrebbe essere interpretata in senso evolutivo per adeguarla alle nuove tecnologie sopravvenute ed ai nuovi mezzi di espressione del libero pensiero. Ma da questo assunto, non può farsi derivare che i nuovi mezzi di comunicazione del proprio pensiero (newsletter, blog, forum, newsgroup, mailing list, chat, messaggi istantanei, e così via) possano, tutti in blocco, solo perché tali, essere inclusi nel concetto di stampa ai sensi dell’art. 21, comma 3, Cost., prescindendo dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi.

Si noti, infatti, che per la Corte è da escludere un giudizio aprioristico che voglia accomunare in un’ unica categoria tutte le modalità di manifestazione del pensiero per assimilarle in blocco alla stampa.

In queste parole può nascondersi un’insidia. Infatti, è vero che la valutazione deve essere fatta distinguendo tra mezzo di comunicazione e mezzo di comunicazione (es. tra forum e blog, tra blog e mailing list, tra newsgroup e chat, etc.), ma occorre anche valutare, caso per caso, come si presenta la singola modalità di manifestazione del pensiero, evitando che si possa arrivare alla conclusione, ad esempio, che il blog costituisca di per sè sempre una modalità di manifestazione del pensiero coincidente con un prodotto «editoriale», senza badare ad esaminare quali siano gli elementi che rendono il prodotto accostabile alla stampa (es. periodicità; contenuti informativi; esistenza di una redazione; etc.) e se concretamente tali elementi possono essere ravvisati nella fattispecie di volta in volta considerata.

Occorre, mi sembra ovvio, che si proceda ad una valutazione caso per caso.

Quanto al forum, la Corte aggiunge:

In realtà i messaggi lasciati su un forum di discussione (che, a seconda dei casi, può essere aperto a tutti indistintamente, o a chiunque si registri con qualsiasi pseudonimo, o a chi si registri previa identificazione) sono equiparabili ai messaggi che potevano e possono essere lasciati in una bacheca (sita in un luogo pubblico, o aperto al pubblico, o privato) e, così come quest’ultimi, anche i primi sono mezzi di comunicazione del proprio pensiero o anche mezzi di comunicazione di informazioni, ma non entrano (solo in quanto tali) nel concetto di stampa, sia pure in senso ampio, e quindi ad essi non si applicano le limitazioni in tema di sequestro previste dalla norma costituzionale.

Non basta, cioè, che vi siano contenuti informativi comunicati ad un pubblico affinché tale comunicazione possa rientrare nel concetto di stampa.

Fabio Bravo

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