Responsabilità delle società da reato ex d.lgs. 231/2001. Il controllo sociale della criminalità economica e i reati informatici

Alcuni significativi reati informatici, com’è ormai noto, sono stati contemplati nella disciplina sulla responsabilità degli enti da reato (d.lgs. 231/2001) quali reati-presupposto nei cui confronti le società commerciali (e gli altri enti) sono chiamati ad esercitare precise attività di analisi del rischio e di controllo a fini di prevenzione.

La criminalità economica, analizzata in maniera sistematica a partire dagli studi di Sutherland sui White Collar Crimes, ha registrato una forte attenzione nella letteratura scientifica di tipo socio-criminologico, anche al fine di individuare gli elementi utili per implementare forme di deterrenza e gestione del rischio di commissione degli illeciti in ambito imprenditoriale.

Le società commerciali, al pari della società civile, costituiscono un ambiente sociale in cui la criminalità può annidarsi, senza che ciò porti all’affermazione della necessaria natura criminogena delle società commerciali.

Vi sono società virtuose che abbracciano strategie di responsabilità sociale di impresa (RSI), ponendo in essere uno sforzo “etico” nella gestione dell’impresa, a favore di uno o più stakeholders.

A ben guardare, la responabilità sociale di impresa ha una rilevanza anche criminologica, perché va a costituire uno strumento di controllo informale della criminalità rinvenibile nel contesto imprenditoriale.

I controlli informali, tuttavia, da soli non bastano. Accanto ad essi, nel nostro ordinamento possiamo registrare, proprio con la disciplina di cui al d.lgs. 231/2001, la presenza di specifici strumenti di controllo sociale di tipo formale, volti a prevenire la commissione di illeciti di rilevanza penale all’interno del tessuto sociale aziendale.

Non mi dilungo ulteriormente sulla disciplina, nota ai più. Segnalo però che nel mio recente studio monografico dal titolo “Criminalità economica e controllo sociale. Impresa etica e responsabilità da reato ex d.lgs. 231/01“, edito nel 2010, ho voluto indagare, in una prospettiva interdisciplinare, l’impostazione teorica che sorregge la disciplina della responsabilità de qua, per poi passare ad una breve analisi dei principi e delle norme del decreto legislativo poc’anzi citato.

Sulla base di questo approccio sto ora affrontando, per una seconda edizione che spero non tardi a venire, una analisi di maggior dettaglio della disciplina in parola, che tenga conto, segnatamente, della gestione del rischio di commissione dei reati informatici nell’ambito delle società commerciali, attraverso la redazione di efficaci modelli organizzativi e la predisposizione di altri efficaci strumenti.

Ritornerò ancora sull’argomento, che riproporrò anche sulle pagine di Information Society & ICT Law.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Information Society & ICT Law

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