Processo sul caso Google. Udienza del 23 giugno 2009

Il processo sul c.d. caso Google, che ha visto il coinvolgimento di quattro dirigenti della società che gestisce la piattaforma informatica di video sharing (GoogleVideo, YouTube), dalle ultime fonti rinvenute, si sta celebrando con il rito abbreviato, senza la pubblicità delle udienze a cui il dibattimento avrebbe dato luogo.

Ne abbiamo parlato ampiamente (cfr. questo post ed i precedenti ivi richiamati)

Soprende, però, che l’argomento, di vitale importanza per gli assetti della rete e per chi fornisce e riceve servizi Internet, sia rimasto sopito nella blogosfera e nei media tradizionali, tant’è che dopo un prolungato silenzio solamente ieri, timidamente, il Sole 24 ore lancia la notizia, appresa tra l’altro da fonte estera (Financial Times) che l’indomani (ossia oggi 23 giugno) si sarebbe tenuta un’ulteriore udienza relativa a tale processo.

Soprende come sia calata l’attenzione mediatica su un tema che troppo facilmente viene trattato facendo riferimento solo ed esclusivamente sulle disposizioni sul commercio elettronico relative all’esonero di responsabilità, a determinate condizioni, del provider, senza tener conto che la stessa direttiva comunitaria 2000/31/CE, nel dettare le norme sul commercio elettronico, faceva salve quelle disposizioni in materia di protezione dei dati personali che, nel loro interno, mantengono le sanzioni, anche di carattere penale, per la violazione del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali.

In altre parole, gli equilibri normativi in atto sono meno netti di quelli che si possono immaginare leggendo di primo acchito le disposizioni in materia di responsabilità del provider dettate dalla direttiva 2000/31/CE e dal d.lgs. 70/2003 di attuazione.

La lettura delle norme va affrontata in maniera sistemativa, valutando le interrelazioni con le altre fonti normative, al fine di trovare la soluzione più equilibrata.

Vero è che, proprio per rivedere gli equilibri in materia e ristabilire una maggiore omogeneità tra le diverse legislazioni nazionali, l’UE ha avviato da tempo il processo di ulteriore arminizzazione della disciplina sul commercio elettronico, che poterà, purtroppo con tempi che non si stimano brevissimi, all’emanazione di ulteriori norme, nonché alla parziale modifica ed integrazione di quelle già esistenti.

La casistica giurisprudenziale, tra cui quella relativa al Caso Google, di straordinaria importanza, saranno fondamentali per orientare il legislatore sulle scelte da intraprendere in sede normativa.

E’ pertanto opportuno che si continui a mantenere alta l’attenzione ed il confronto sullo svolgimento di questo importante processo e sul suo esito, al fine di giungere, con il contributo di tutti i soggetti interessati (associazioni di categoria, accademici, professionisti, utenti, providers, etc.), a formare il giusto equilibrio nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme esistenti, così come nella scelta delle nuove norme de jure condendo, senza paralizzare lo sviluppo della rete.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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