Processo a Google. Udienza del 21 aprile 2009. La competenza resta a Milano

Il 21 aprile 2009, ieri, presso il Tribunale di Milano si è svolta l’udienza del c.d. caso «Google».

Tale caso, come ricorderete, è relativo alla contestata responsabilità penale dei quattro dirigenti della società che gestisce i servizi Internet offerti sotto il marchio «Google», invocata con riguardo al caso di diffusione del filmato vessatorio nei confronti del ragazzo down vittima di cyberbullismo e, delle contestuali azioni diffamatorie verso l’associazione Vividown. La fattispecie, come contestata dalla Procura, assumerebbe rilevanza anche in relazione ai reati connessi all’illecito trattamento di dati personali (privacy).

Per una riscostruzione della vicenza e delle precedenti fasi processuali si rinvia a quanto già scritto nei post precedenti [dal più recente al meno recente: 1, 2, 3, 4 e 5].

Per tale udienza si attendeva la pronuncia del Giudice innanzi al quale è pendente il procedimento, per dirimere le eccezioni relative al difetto di giurisdizione e di compentenza del Tribunale di Milano, in favore della giurisdizione statunitense o del Tribunale di Torino, ovvero di quello di Roma.

Apprendo che il Tribunale di Milano ha deciso di disattendere le eccezioni processuali finora avanzate dalla difesa, lasciando radicare a Milano la compentenza, salvo non emergano nel prosieguo ulteriori elementi.

Nell’ordinanza, come riportato da Federico Cella nel bog «Vita Digitale», osptitato sul sito del Corriere della Sera, il Giudice Dott. Magi ha statuito che

«al momento la competenza territoriale è a Milano, perchè per la struttura del reato (trattamento illecito dei dati personali) bisogna valutare non solo l’emissione dei dati, ma anche la distribuzione, la diffusione e l’organizzazione e le scelte decisionali dell’azienda. La sede legale di Google Italy è a Milano. Secondo il giudice inoltre è indicativo anche il fatto che le indagini siano state condotte a Milano.

Nella sua ordinanza Magi ha spiegato però anche che “tale valutazione è parziale e limitata” e potrebbe mutare nel corso della dialettica processuale»

Dalla medesima fonte si apprende anche che

«I Pm Alfredo Robledo e Francesco Cajani hanno depositato una nuova consulenza tecnica e i difensori dei dirigenti di Google hanno chiesto un termine per visionare la perizia e decidere se chiedere o meno il rito abbreviato».

L’esigenza del rito abbreviato, però, potrebbe essere dettata, olrte che da un più contenuto rischio in ordine all’entità della pena comminabile (che si ridurrebbe di un terzo), anche da altre esigenze, legate alla necessità di contenere l’impatto mediatico che l’apertura del dibattimento inevitabilmente produrrebbe.

La prossima udienza è fissata per il 5 maggio 2009.

Attendiamo gli sviluppi.

Fabio Bravo

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