Privacy, SMS commerciali e risarcimento del danno

Come anticipato in un precedente post, metto a disposizione il paper in formato «pdf» contenente:

a) il testo integrale della Sent. n. 252/2006, del Tribunale di Latina, Sezione distaccata di Terracina, Giudice Dott. A. Perinelli, con cui un utente di telefonia mobile ha ottenuto in proprio favore la condanna del proprio gestore telefonico al pagamento di 9.000 euro complessivi per un totale di 9 SMS di carattere commerciale ricevuti nonostante il suo dissenso.

b) il mio commento, già pubblicato nella rivista Il Diritto dell’informazione e dell’informatica.

La sentenza è stata massimata come segue:

1) I messaggi «SMS» contenenti informazioni relative a servizi collegati con l’uso del telefono cellulare, ove si tratti di servizi la cui abilitazione è gratuita ma il cui utilizzo comporti il pagamento di un prezzo, costituiscono comunicazione a contenuto commerciale e/o pubblicitario.

2) Il fornitore del servizio di telefonia mobile può utilizzare a scopo commerciale il numero dell’utenza (prepagata o «ad abbonamento») solo se l’utente abbia manifestato previamente il proprio consenso (o non abbia formulato opposizione, revocando, con ciò, il consenso eventualmente prestato); tale principio non può essere eluso da parte del fornitore con la prospettazione degli SMS pubblicitari come asseriti «messaggi di servizio».

3) Le comunicazioni indesiderate di carattere commerciale inviate mediante SMS, ove difetti il consenso del destinatario o vi sia la sua opposizione, costituiscono interferenza nella sua sfera privata e violazione del diritto alla privacy (intesa come violazione del diritto di costruire liberamente e difendere la propria sfera privata, di scegliere il proprio stile di vita senza influenze ed intromissioni indesiderate da parte di terzi) specie se gestite attraverso sistemi automatici di chiamata che non implicano l’intervento di un operatore, poiché chi riceve la chiamata o il messaggio non ha alcuno strumento per prevenirli né alcun interlocutore diretto e presente a cui riferire il suo desiderio di rifiuto della comunicazione commerciale.

4) Sussiste il danno subìto dall’utente di un servizio di telefonia mobile che riceva, senza il suo consenso, SMS di natura commerciale o promozionale, essendo costretto a controllare in continuazione i messaggi pervenutigli e ad eliminare quelli indesiderati. Tale danno riguarda poi diritti della personalità di rango costituzionale ed è risarcibile in via equitativa.

La pubblicazione, che qui si offre in formato elettronico con licenza Creative Commons 2.5, versione italiana, “Attribuzione – Non Commerciale – Non Opere Derivate”, può essere citata nel seguente modo:

F. Bravo, Invio di SMS commerciali e risarcimento del danno da illecito trattamento di dati personali, in www.fabiobravo.it (pubblicato anche in Diritto dell’informazione e dell’informatica, 2007, n. 4/5, pp. 793 e ss.).

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