Orologio, geolocalizzazione e tecnologie di controllo

Proposto per monitorare a distanza i propri figli e dare serenità ai genitori, una società britannica (Lok8u Ltd) commercializza un orologio (Nu.M8) che sfrutta la tecnologia dei navigatori satellitari, con funzioni che realizzano vari strumenti di controllo.

Le applicazioni sono essenzialmente tre.

La prima è quella di geolocalizzazione. L’orologio viene messo al polso dei figli e i genitori, attraverso un dispositivo specifico, il proprio cellulare o il proprio PC, possono monitorare il posizionamento geografico del minore su una mappa tipica dei navigatori satellitari, con un margine di errore massimo di soli tre metri.

La seconda applicazione fornisce una risposta alle preoccupazioni legate alla possibilità che l’«orologio», senza il consenso del genitore, possa essere tolto di nascosto dal figlio stesso o possa essergli strappato di dosso da un altra persona, ad esempio un aggressore, con la violenza. In questo caso il dispositivo invia immediatamente un messaggio al genitore, tramite SMS o e-mail, in modo che questi possa intervenire immediatamente per rimettere o far rimettere il dispositivo al polso del figlio oppure, nel caso non auspicabile di aggressione o rapimento, per prestare un immediato soccorso.

La terza applicazione, invece, consente di programmare il dispositivo in modo tale che il sistema segnali al genitore, con un SMS o tramite e-mail, se il figlio (con l’orologio al polso) abbia lasciato una determinata zona, ritenuta sicura, eventualmente anche in relazione ad un dato arco temporale.

Ecco il link ad una demo, su sito della società produttrice, ove è possibile rendersi conto del funzionamento del prodotto.

Mi sembra che si sia voluto applicare in un contesto familiare il sistema di braccialetto elettronico pensato per i detenuti o per coloro che sono agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare, molto usato in gran bretagna e di cui dà conto anche il nostro Ministero della Giustizia sul suo sito Internet.

La notizia dell’orologio-braccialetto elettronico usato dai genitori per la geolocalizzazione dei propri figli lascia aperto un interrogativo sul confine tra libertà e privacy (da una parte) ed esigenze di controllo e sicurezza (dall’altra parte).

Il discorso è sempre il medesimo, destinato costantemente a contraddistinguere la nostra società, ma ora viene spostato nell’ambito delle dinamiche familiari. Ancora una volta, le nuove tecnologie hanno un impatto decisivo.

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