Nuove tecnologie e controllo dei lavoratori

Le nuove tecnologie finiscono sovente per essere usate di fatto, anche indirettamente, per controllare i lavoratori sul luogo di lavoro o nelle sue prossimità.

Uno dei problemi maggiormente avvertito concerne l’uso delle telecamere di videosorveglianza, di cui ora si fa un impiego massivo.

Sul tema è intervenuto il Garante per la privacy al termine di un’operazione di controllo sull’impiego dei dispositivi di videosorveglianza da parte di una cooperativa, disponendo il blocco del trattamento dei dati effettuato tramite videocamere collocate in aree di transito da parte dei lavoratori (aree di carico e scarico merci, box informazioni, zone circostanti, etc.).

Nel suo provvedimento il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito, come pubblicamente annunciato anche nella Newsletter n. 321 del 3 aprile 2009, che

«Non è lecito installare telecamente che possano controllare i lavoratori, anche in aree e locali dove si trovino saltuariamente. L’uso delle telecamenre sui luoghi di lavori deve rispettare in maniera rigorosa gli obblighi previsti danno Stato dei lavoratori, richiamati nel Codice della Privacy.

(…)

Il sistema di videosorveglianza può, infatti, configurarsi come forma di controllo a distanza dell’attività lavorativa, anche nel caso in cui i luoghi di alvori siano frequenati anche solo temporaneamente dal personale».

Aggiunge poi il Garante come anche la Suprema di Corte di Cassazione aveva avuto modo di confermare che

«il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa “non è escluso dal fatto che il controllo sia destinato ad essere discontinuo perché esercitato in locali dove I lavoratori possono trovarsi solo saltuariamente”».

Ovviamente va precisato che le possibilità di controllo dei lavorati tramite strumenti di videosorveglianza non sono illecite a priori, ma vanno collocate entro i limiti di garanzia previsti dallo Statuto dei lavoratori e dal Codice in materia di protezione dei dati personali, in difetto dei quali il controllo diviene illecito.

Il caso è comunque interessante, perché ribadisce che non è sufficiente il posizionamento degli apparati di videoripresa in aree diverse da quelle di effettivo svolgimento dell’attività lavorativa per sottrarsi alle garanzie previste nello statuto dei lavoratori e nel Codice della privacy.

Fabio Bravo

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Una risposta a Nuove tecnologie e controllo dei lavoratori

  • gufo scrive:

    x informazione ulteriore ce ditta grossa italiana che con la scusa di velocizzare i tempi di intervento puo monitorizzare dove sono i dipendenti a lavorare sul territorio

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