La pausa di riflessione del Governo sulle nuove norme di controllo relative ad Internet

Avevo palesato talune perplessità sull’annuncio di nuove norme di controllo relative a Internet, divulgato sull’onda emotiva dell’aggressione folle dell’Ing. Massimo Tartaglia al Presidente del Consiglio di Ministri.

Dopo l’annuncio di un decreto legge è stata esternata una posizione più pacata, volta:

1) ad interessare il Parlamento, in un più ampio dibattito politico;

2) a non introdurre nuovi reati, ma a precisare le modalità di intervento per reprimere siti in cui v’è apologia o istigazione al reato;

3) a fare leva sulla magistratura, e non sul governo, quale soggetto centrale per l’accertamento e l’esecuzione dei casi in cui le pagine web debbano essere rimosse perché integranti ipotesi di reato, compresa l’istigazione o l’apologia.

Si attendeva la presentazione immediata della bozza del disegno di legge alla seduta del Consiglio dei Ministri, ma le cose non sono andate secondo i programmi

Infatti, secondo un articolo apparso sulla Repubblica, sembra che alla posizione delineata dal Ministro dell’Interno occorra apportare alcuni “aggiustamenti”:

Dopo gli annunci degli ultimi giorni (norme per regolare le manifestazioni di piazza, ma soprattutto per controllare di più i contenuti sul web) il Consiglio dei ministri ha scelto di non scegliere. Il disegno di legge che doveva contenere le nuove disposizioni è stato solo citato in una relazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. ”Ulteriori approfondimenti’ andranno studiati, si è detto, anche se il Cdm, all’unanimità, è si è mostrato d’accordo nel presentarlo “con alcuni aggiustamenti”. “In quanto a internet – ha aggiunto Matteoli – dobbiamo arrivare a sanzionare chi supera determinati limiti”.

E’ quanto ha spiegato stamane al termine della riunione a Palazzo Chigi il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli. ”Serve un ulteriore approfondimento ed oggi – ha aggiunto – si è proceduto solo a un primo avvio di discussione, anche se c’è sostanziale accordo sul varo dell’iniziativa di legge”

(…)

 La difficoltà tecnica della normativa sta nel (…) ”sanzionare chi supera determinati limiti”. Ma a quali limiti ci si riferisca, ancora non si sa.

Il ritardo nell’emanazione delle nuove norme sul controllo di Internet, ulteriori rispetto a quelle già applicabili, potrebbe avere più chiavi di lettura.

Oltre che alla discussione sui suoi contenuti, prima dell’esternazione del disegno di legge, forse la breve pausa di riflessione del Governo potrebbe essere dettata da un disaccordo sulle modalità di emanazione delle nuove norme.

Se il Governo volesse abbandonare il dibattito parlamentare per la scelta delle norme strettamente incidenti sulla libertà di espressione e di manifestazione del pensiero, dovrebbe ritrattare la posizione annunciata dal Ministro dell’Interno e procedere con decreto legge o investire solo formalmente il Parlamento, chiedendo quell’ennesimo voto di fiducia che sterilizza la funzione parlamentare.

L’attenzione, dunque, deve essere mantenuta alta sia sui contenuti che sulle modalità di emanazione delle nuove preannunziate norme.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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