Internet e TV. L'esperimento di Mentana Condicio e la televisione via web

L’anomalia della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010 è vistosa se si tiene bene a mente la sospensione dei talk show di approfondimento e di confronto disposta dalla RAI ad un mese dalle votazioni (cfr. Quando la società della politica dice no alla società dell’informazione. L’anomala chiusura dei talk show della RAI in campagna elettorale).

Di fronte alla compressione dei diritti di informazione attiva e passiva (libertà di informare e libertà di essere informati, ovvero di ricercare le informazioni), va ricordato che la stessa è garantita non solo dall’art. 21 della Carta Costituzionale italiana, ma anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il cui art. 19 prevede che 

“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere“.

Di fronte al silenzio imposto a programmazioni in grado di far circolare idee e informazioni, mettere a confronto interlocutori, promuovere lo sviluppo di coscienze critiche, una risposta concreta doveva essere data.

Ci ha pensato la rete, che finisce per sopperire al deficit creato dal servizio pubblico. L’esperimento mediatico di “Mentana Condicio” (con il content provider Corriere.it), che si inserisce nel vuoto venutosi a creare nel media televisivo, è sicuramente pregevole, perché è una utile reazione, costruttiva, capace di dare un segnale forte e qualitativamente pregevole.

E’ una significativa risposta agli accadimenti dell’ultimo periodo.

Vi invito a consultare la programmazione offerta, al fine di contribuire a votare esprimento un consenso informato, a prescindere dal colore, dal simbolo o dal candidato che ciascuno, in cuor suo, preferisce.

Unica pecca di Mentana Condicio è che non possa contare sul volume di ascolti attualmente garantiti dalle trasmissioni televisive. E’ dunque uno strumento a disposizione, per ora, di un numero relativamente esiguo ma crescente di ascoltatori.

Si tratta però di ascoltatori attenti, che vanno a ricercare l’informazione, non di ascoltatori passivi, che finiscono per subire con maggior passività le informazioni imposte dalla programmazione televisiva.

Questo è, a mio avviso, un elemento significativo da prendere in considerazione.

Lo sviluppo di questi strumenti di comunicazione, che segnano il cammino verso l’integrazione progressiva e sempre più penetrante tra Internet e TV, è destinato a progredire incessantemente ed il vecchio modo di fare programmazione, nel medio lungo periodo, sarà destinato a soccombere di fronte alla disponibilità di una programmazione on-demand, già proposta, per altre esigenze, secondo i crismi della Pay-TV.

La società dell’informazione reagisce alla società della politica, dunque; ma c’è da aspettarsi che la società della politica tenti di replicare reclamando esigenze di controllo.

Sono pagine di storia, quelle che stiamo vivendo. Reclamano un’attenzione forte da parte di tutti, evitando l’assuefazione ad ogni cosa possa accadere e l’erosione progressiva dei diritti fondantali, che ora la Rete riesce a garantire.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • LinkedIn
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • Live
  • del.icio.us
  • RSS
  • email

Una risposta a Internet e TV. L'esperimento di Mentana Condicio e la televisione via web

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

My Projects

      EUPL.IT - Sito italiano interamente dedicato alla EUPL

E-Contract-U

Giornalismo Investigativo - Inchieste e Diritto dell'informazione

My Books

My e-Books