Il sito italiano dedicato alla EUPL (EUPL.IT) approda su Wikipedia

EUPL.IT è il sito italiano dedicato alla EUPL (Europen Union Public Licence), con il proposito di diffonderne la conoscenza e l’utilizzo per l’adozione dell’open source presso la pubblica amministrazione e per la migliore attuazione delle strategie di riuso del software.

Su wikipedia, nella sua versione in lingua italiana, alla voce “Europen Union Public Licence”, è stato definitivamente consolidato il link ad EUPL.IT.

Tale sito,  sorto a prosecuzione dell’attività di ricerca da me svolta nell’ambito di un PRIN (Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) è stato già segnalato anche dall’OSOR.EU, quale primo (ed attualmente unico) sito interamente dedicato alla EUPL proveniente da un Paese membro dell’UE.

Il progetto è in crescita.  Sul sito in questione sono giunte diverse segnalazioni di carattere internazionale relative alle normative estere (spagnola e maltese) che menzionano espressamente la EUPL nelle strategie per l’adozione del software a codice sorgente aperto e per il riuso nei progetti di e-government.

A breve verranno presentati, su EULP.IT, alcuni interessanti case studies italiani sull’uso della EUPL.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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Una risposta a Il sito italiano dedicato alla EUPL (EUPL.IT) approda su Wikipedia

  • Egregio Professore,

    sono la presidente italiana del grande movimento Artists Against War e, come ella certamente potrà immaginare, tutti gli artisti producono arte e cultura. I più sono costretti a ricorrere alla “protezione del copyright”.

    Software e cultura sono sponde opposte di un medesimo problema, ma in nessuna delle iniziative europee o indipendenti vedo applicata l’ottica di porre al centro “l’uomo” e la sua “creazione”.

    Ho letto inoltre numerosi progetti relativi alle “famose” licenze creative commons, ma opterei per classificare quei rapporti come “famigerati” per l’ovvietà del tentativo di creare un indotto economico tra le organizzazioni “statali nazionali” a tutela del copyright ad integrale discapito dei “creativi”.

    Il risultato socio politico di operazioni analoghe non dotate di una reale rappresentanza dei “diritti umani” a tutela della creatività del singolo non potrà che generare malcontento ed ulteriore sfiducia nelle istituzioni.

    Le scriverò privatamente per approfondire il problema.

    Distinti saluti

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