Il caso Fapav contro Telecom. La CoPeerRight Agency e le modalità di investigazione sulla rete

Nell’articolo scritto da Alesandro Longo per la Repubblica sul caso Fapav contro Telecom veniva rivelato il nome della società che, per conto della Fapav, ha effettuato le operazioni “investigative” o di monitoriaggio relative alla condivisione illecita, tramite peer-to-peer (P2P), di opere protette dal diritto d’autore.

La società in questione, come già ricordato, è la CoPeerRight Agency.

Dal sito di quest’ultima si legge che è stata creata a Parigi nel 2003 ed

“è la prima compagnia specializzata nella tutela dei diritti d’autore e nella lotta contro la contraffazione digitali nelle reti Peer-to-Peer e Internet”.

Ancora, si legge:

“CoPeerRight Agency ha sviluppato e brevettato una serie di tecnologie informatiche innovative, attive 7g/7 e 24h/24 in tutto il mondo. Grazie a queste solusioni affidabili ed esclusive, CoPeerRight Agency propone ai titolari dei diritti dei servizi personalizzati in grado di limitare la contraffazione delle loro opere nelle reti P2P e Internet”.

Viene precisato dalla società, subito dopo, che tutti i servizi verrebbero resi rispettando la normativa vigente. Proprio ciò costituisce uno dei tanti aspetti interessanti della vicenda, dato che non sembra privo di significato la costituzione del Garante per la protezione dei dati personali nel giudizio instaurato innanzi al Tribunale Civile di Roma contro la Telecom dalla Fapav, che si è avvalsa dell’operato della CoPeerRightAgency.

Tra i servizi offerti mi sembra significativa l’attività pubblicizzata dalla CoPeerRight Agency nella parte in cui descrive i propri reparti di monitoring e di produzione.

Quanto al “Reparto di Monitoring”, la CoPeerRight Agency afferma che

“Si occupa della raccolta e dell’uso dei dati riguardanti il download di ogni opera protetta nelle reti P2P. Questo dipartimento esegue anche ricerche qualitative e quantitative che mirano a determinare l’impatto finanziario della contraffazione digitale e la notorietà dell’opera”.

Poiché i dati relativi al “download” dell’opera nelle reti P2P riguardano, a quanto consta, anche gli indirizzi IP degli utenti, i file scaricati e il tempo di connessione, mi sembra indiscutibile  che l’attività impatta sulla disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali, trattandosi di attività che finisce per rappresentare un monitoraggio di massa degli utenti.

La CoPeerRight Agency si avvale anche del “Reparto di Produzione”, che, come recitano le informazioni offerte dalla stessa CoPeerRight Agency sul proprio sito,

“rappresenta il cuore dell’attività della società, si occupa di realizzare e gestire le protezioni sul web, in particolare per la diffusione di files decoy (file esca) e l’invio di messaggi di dissuasione attraverso le reti P2P (…)”.

Per un esempio di questi messaggi vi trascrivo di sequito quello riportato tempo addietro da Paolo Attivissimo nel suo post,  che vi consiglio di leggere per intero con attenzione, dal titolo “Peer-to-peer, misteriose diffide su e-Mule“:

*** Sessione Chat iniziata: CoPeerRight Agency – 02/01/2007 16.50.51

[16.50.51] CoPeerRight Agency: Le ricordiamo che il file :Natale a New York: e protetto dai diritti d autore secondo le leggi italiane e internazionali. Tutta la riproduzione o distribuzione totale o parziale di questo file realizzato senza autorizazzione e illecita e Lei si espon

[16.50.51] CoPeerRight Agency: e a delle azioni penali considerevoli. La preghiamo di abbandonare il download e di cancellare i file illegali della sua lista di condivisione. Le ricordiamo che la copia privata non autorizza la pirateria e si applica solo per le opere che Lei possi

[16.50.51] CoPeerRight Agency: ede e per il suo utilizzo personale. Questa copia deve essere realizzata rispettando l impiego normale in conformita alla legge sul diritto dautore.

[16.50.51] *** Disconnesso

Il post era del 27.3.2007 e Paolo Attivissimo precisa, già a quella data, che

“Le tecnologie usate da CoPeerRight sono riservate (…) e non è chiaro quanto sia significativo il rischio di equivoco che potrebbe portare un utente innocente ad essere accusato di pirateria perché ha condiviso un file il cui nome contiene una parola chiave ambigua (come Office, che potrebbe riferirsi sia alla suite open source OpenOffice.org, sia al pacchetto Microsoft); né si sa se le informazioni raccolte da CoPeerRight siano legalmente utilizzabili in tribunale.

Ora, a distanza di tre anni, l’attività della CoPeerRight Agency emerge nelle aule di giustizia, per via dell’incarico che, a quanto consta, le sarebbe stato affidato dalla FAPAV, antecedentemente all’instaurazione del giudizio contro la Telecom innanzi al Tribunale Civile di Roma.

Nel seguire con estremo interesse questo caso, ricordo che l’udienza è fissata per il 10 febbraio 2010 e nel giudizio, oltre al Garante per la protezione dei dati personali, ha dichiaro di volersi costituire anche l’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP).

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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2 risposte a Il caso Fapav contro Telecom. La CoPeerRight Agency e le modalità di investigazione sulla rete

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