I contratti a distanza nel codice del consumo e nella direttiva 2011/83/UE. Verso un Codice europeo del consumo

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Segnalo l’uscita del mio ultimo lavoro monografico dal titolo “I contratti a distanza nel codice dle consumo e nella direttiva 2011/83/UE. Verso un codice europeo del consumo“, edito da Giuffrè (Milano), 2013.

L’opera è inserita nella collana “Temi di Diritto Privato e di Diritto Pubblico“, diretta dal Prof. Guido Alpa, che ha anche curato la presentazione del volume.

L’indice e l’abstract, che riporto di seguito, sono consultabili sul sito dell’editore.

 

L’opera analizza in maniera dettagliata e organica la disciplina sui contratti a distanza contenuta nel codice del consumo, offrendo al contempo una lettura sistematica comparata con la nuova disciplina delineata nella direttiva 2011/83/UE (contenente la clausola di armonizzazione massima, che priva gli Stati membri, in sede di recepimento, della facoltà di operare scelte diverse da quelle indicate nel testo comunitario).

L’opera si presenta utile non solo per approfondire l’analisi della disciplina attuale dei contratti a distanza e per cogliere l’evoluzione degli istituti, ma anche per analizzare compiutamente i tanti elementi di novità che la nuova disciplina presenta, tra i quali sono da annoverare: tipizzazione del contratto di vendita e del contratto di servizi in ambito europeo; introduzione di norme specifiche uniformi sul contratto di vendita (passaggio del rischio di perdita o danneggiamento dei beni; obbligo di consegna; etc.), che trascendono l’ambito applicativo dei contratti a distanza; armonizzazione e omogeneizzazione tra disciplina dei contratti a distanza e quella dei contratti negoziati fuori dei locali commerciali; modifiche alla disciplina degli obblighi informativi; contrattualizzazione ex lege delle informazioni precontrattuali; modifica della disciplina in materia di diritto di recesso e introduzione di moduli tipo; introduzione di nuove norme in materia di commercio elettronico e di contenuti digitali; modifiche alla disciplina sulle aste on-line; e così via.

L’analisi che ne deriva, sicuramente utile anche al lavoro di recepimento della direttiva, si colloca in una prospettiva di diritto privato europeo e mette in luce, tra spinte centripete e centrifughe, gli sforzi profusi dalle istituzioni comunitarie per giungere alla progressiva affermazione di un diritto contrattuale uniforme su scala europea.

 

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