Google TV. Pronta la nuova piattaforma

L’integrazione tra Internet e TV muove passi lunghi e silenziosi: la Google TV ha ora pronta la sua piattaforma in open source, che, stando a quanto emerge dalla stampa, sarà distribuita a fine anno con televisori dedicati o con appositi set-top-box.

Si legge su Repubblica:

(…) il colosso di Mountain View ha svelato la nuova piattaforma che – a suo dire – “cambierà il futuro della televisione”, portando Internet in salotto e mischiandolo con “il meglio della tv”. L’annuncio è arrivato a San Francisco, durante la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori. Le tv, marchiate Sony, saranno basate sul sistema operativo Android, fiore all’occhiello del gigante californiano, e dotate di processori Atom di Intel. Le Google Tv saranno in vendita dalla fine dell’anno dalla catena Best Buy. Questi apparecchi avranno la piattaforma già all’interno, ma la Google Tv potrà essere utilizzata (grazie alla versione in in set-top-box) per anche da chi possiede già una TV e non vuole cambiarla.

Il progetto si avvale della partership di importanti colossi, tra cui la Sony, che, cercando di avviare il mercato di settore, ha già lanciato la Sony Internet TV.

La nuova tecnologia di Google TV

(…) permetterà di portare sul piccolo schermo video e social network, oltre all’accesso in streaming ai video distribuiti dalle principali piattaforme di contenuti, da Netflix a Amazon Video on Demand

Inoltre

(…) E’ stata sviluppata una speciale application di YouTube chiamata LeanBack che manderà in onda video scelti sulla base del proprio profilo e i suggerimenti degli amici.

Prima di Google i tentativi di penetrazione nel mercato con integrazione di Web e TV erano stati effettuati da Apple e da Microsoft, ma la risposta dei consumatori non ha decretato il succeso commerciale dell’iniziativa.

Ora gli scenari sono cambiati, YouTube si è diffuso in maniera pervasiva e l’offerta dei prodotti multimediali on-line è divenuta impressionante.

E’ facile rendersi conto che i tempi sono divenuti maturi per la Internet TV.

Il cambiamento in atto è legato anche a forti interessi commerciali, dato che in gioco c’è il mercato della pubblicità.

Come ben rileva Carola Frediani per il Corriere della Sera,

In palio c’è un mercato pubblicitario, quello tv, che solo negli Stati Uniti vale 70 miliardi di dollari. Google dovrà convincere i consumatori così come gli altri produttori di elettronica del fatto che la propria piattaforma incarni la migliore evoluzione possibile per la tv. L’unica certezza è che, se l’operazione dovesse riuscire, le prime a risentirne sarebbero le emittenti televisive tradizionali che si troverebbero improvvisamente a competere con innumerevoli nuovi contenuti.

L’evoluzione tecnologica porrà modifiche sociali rielvantissime, a cui anche il diritto dovrà adeguarsi.

La fruizione in TV dei materiali on-line porrà forte il problema del controllo dei contenuti liberamente immessi dagli utenti, secondo schemi impensabili per le emittenti televisive.

Ci sarà da gestire il problema dei contenuti illeciti.

Emergerà forte il tema della censura e del controllo, quello delle responsabilità dei providers, quello della computer forensics.

L’interesse che c’è dietro non è solo economico (per la gestione degli introiti pubblicitari), ma anche politico (per il controllo dell’opinione pubblica).

Il caso di Mentana Condicio, aperto on-line in risposta alla chiusura dei Talk Show durante il periodo delle elezioni è il segnale di come il web sia in grado di fornire risposte reattive ai tentativi volti ad imprimere forme di controllo alle comunicazioni condizionanti l’opinione pubblica.

Si farà sentire presto la necessità politica della “grande riforma” volta a regolamentare l’intero settore.

La riflessione scientifica deve muovere i propri passi per offrire soluzioni giuridiche adeguate e meditate. Il ruolo della dottrina è proprio questo: orientare le scelte della giurisprudenza, chiamata a gestire i conflitti sociali; orientare le scelte politiche, che portano alla creazione delle nuove norme o alla modifica di quelle esistenti, per governare nel miglior modo possibile i mutamenti sociali.

Fabio Bravo

www.fabiobravo.it

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